Sul Monte San Martino, simbolo della Resistenza varesina, il 1° maggio si è trasformato in una giornata di memoria attiva e solidarietà internazionale.

È appena stato pubblicato un Podcast sulla storia della Battaglia di San Martino, realizzato da Matteo Ramelli e Giacomo Mastrorosa, che narra la vicenda dei partigiani che dal settembre al novembre del 1943 vissero in quei boschi, lottarono, guidati dal Tenente Colonnello Carlo Croce e morirono per la loro e la nostra libertà.

Nell’ambito degli eventi organizzati dal gruppo “One Top is Our Shot”, che propone camminate a sfondo resistente nella zona delle Prealpi varesine, la mattina di venerdì 1° maggio decine di partecipanti si sono avviati dal suggestivo borgo dipinto di Arcumeggia per intrecciare storia partigiana e impegno contemporaneo. L’evento era aperto a tutti e la compagnia eterogenea.

Alla partenza Simone, uno dei due organizzatori, ha fatto un’introduzione e Paolo Negri delle Staffette Resistenti ha letto la postfazione del libro “Quelli del San Martino” di Giovanni Panozzo. Il cielo era limpido e il ricordo della prima battaglia della Resistenza partigiana del 1943, ha dato il via alla salita.

Arrivati poco sotto la vetta, si è fatta una sosta al Sacrario dedicato ai partigiani caduti ed è stata issata sul pennone la bandiera della Palestina come simbolo di Resistenza. È stato un momento commovente, che ha dato modo di collegare la Resistenza italiana alle lotte contemporanee contro occupazioni e oppressioni, proprio nei giorni in cui la Global Sumud Flottilla è stata attaccata in acque internazionali dall’esercito israeliano.

Arrivati in cima dopo un paio d’ore di cammino, davanti alla Chiesa di San Martino in culmine una pausa di ristoro è stata seguita dalla performance “Il sale della Terra”: un reading teatrale sul rastrellamento della Val Grande e sul suolo delle donne nella Resistenza, interpretato dal duo Paolo Negri e Marco Canil delle Staffette Resistenti, con la regia di Fabio Bergamaschi. La performance è stata molto coinvolgente. Si respirava un’atmosfera suggestiva e commovente.

Lo spettacolo si è concluso con la frase di Calamandrei: «Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione»

 

È possibile mettersi in contatto con le Staffette Resistenti e richiedere una presentazione del loro spettacolo chiamando il numero 320 2129538. Il gruppo è attivo da tempo come organizzatore di eventi di podismo e ciclismo resistente in collaborazione con altre associazioni e con il sostegno di Giovanni Bloisi, il Ciclista della Memoria.

Al termine Simone ha voluto chiudere la giornata ringraziando i partecipanti, rileggendo l’articolo che aveva scritto per Pressenza in occasione di una precedente camminata e ribadendo l’importanza del dare voce a chi non può e non riesce ad averla.

Nel pomeriggio, dopo un momento conviviale e di relax, è iniziata la ridiscesa ad Arcumeggia.  Le camminate in montagna sono un’ottima occasione per avvicinare le persone e mettere in relazione realtà piccole e diverse. La loro unione può creare utili sinergie per la costruzione di comunità attente, attive e resistenti.

Foto di Michele Testoni e di un partecipante alla camminata