Sabato 9 maggio alle 11 piazza Carignano ha ospitato la 219ma Presenza di Pace. Come sempre tanti gli interventi ma uno in particolare vogliamo segnalarlo e ne riportiamo la trascrizione. Si tratta delle parole di Daniele Torregiani, portavoce regionale della Global Summit Flotilla Italia e facente parte del direttivo nazionale. La notizia della liberazione dei due attivista della Flotillia è arrivata nel pomeriggio di sabato ma questo nulla toglie alla necessità di continuare a vigilare, sostenere e supportare. Nelle carceri israeliane rimangono 9446 palestinesi, rei di essere palestinesi e per questo, condannati a morte per impiccagione.
“Lunedì scorso è successo qualcosa di gravissimo, è stata attaccata la Freedom Flotilla e vorrei ricordare che le nostre attiviste e attivisti sono state attaccati, sequestrati, su una barca con bandiera italiana.. L’entità sionista – la chiamiamo così, entità sionista, e non c’è nessun governo, nessuna democrazia, solo terrorismo, genocidio, morte e terrore, senza limiti – è arrivata nelle nostre acque. Proprio due giorni fa il Ministro Sa’ar dell’entità sionista ha ringraziato l’Italia che resiste e aiuta Israele.
Grazie alla rete Agite perché noi siamo in una situazione disperata. Noi abbiamo due compagni, Thiago Avila e Saif Abu Keshek, che sono nelle carceri sioniste prelevati da una barca italiana, quella sera del 29 erano con altri 175 attivisti e attiviste, nostri fratelli e sorelle che sono stati malmenati, picchiati, trattenuti 40 ore senza bere e senza mangiare.
Thiago e Saif sono due obiettivi politici dell’asse colonialista e imperialista. Thiago è un cittadino brasiliano ed è colui che ha portato a Cuba la flotilla contro il bloqueo, l’embargo economico illegale di Cuba come illegale è il blocco di Israele su Gaza. Sono due obiettivi politici perché Thiago è un leader, è il leader della flotilla e ha portato l’internazionalismo della flotilla unendo Gaza a Cuba. Invece Saif è palestinese con doppia cittadinanza svedese e spagnola e questo è un altro obiettivo politico. Saif vive a Barcellona da anni; la Spagna è l’unico paese in Europa che si ribella al genocidio, a ciò che accade sotto i nostri occhi. Saif è da sei giorni in sciopero della fame, da ieri è in sciopero della sete. Tiago e Saif sono ostaggi amministrativi nelle carceri sioniste. Cosa è un ostaggio amministrativo? Un prigioniero amministrativo è colui che senza processo, senza motivazione viene detenuto e la sua detenzione viene prorogata all’infinito. In carcere, veri buchi subumani dell’umanità, Thiago ha perso sua madre. Sono riusciti a far esplodere il cuore di una mamma in Brasile mentre il figlio è detenuto illegalmente nelle carceri della Palestina occupata.
Questo è il quadro di emergenza odierno che però parte da ben prima. Il 7 marzo, mentre la Global Summit di Flotilla si riuniva a Tunisi – Tunisi che è sempre stata un porto sicuro per noi, tutto il Magreb ha sempre collaborato – è successa una cosa senza precedenti. I nostri attivisti e attiviste sono andati in un porto, un porticciolo, dove c’erano dei semplici pescatori che ci avevano aiutato un anno fa a partire con le barche, ecco, un’ora prima di questo presidio pacifico, perché, lo dico forte, tutte le azioni che facciamo noi sono pacifiche, il governo ha vietato questo presidio in cui, ripeto, delle persone andavano ad abbracciare dei pescatori. Invece sono stati malmenati e picchiati e da allora sei attivisti sono nelle carceri tunisine con l’accusa di terrorismo, la stessa accusa per Saif mentre l’accusa per Thiago è di azioni illegali.
Gli orrori sono quotidiani, non più tardi di ieri sera il dottor HussamAbu Safiya, in carcere da più di un anno, colpevole unicamente di fare il suo lavoro in condizioni estreme, è stato spogliato in mezzo al carcere; come arma di tortura hanno utilizzato i cani. Persone colpevoli di fare il loro lavoro per l’umanità, come i 262 giornalisti uccisi. Questa escalation arriva agli attivisti, a chi è per l’umanità, perché non viene accettato il fatto che si possa fare luce su questo mondo, su questo genocidio infinito. Siamo a sei giorni della Nakba e ne parleremo domani al Comala, vi aspettiamo tutte e tutti.
La Naksa nasce da un gruppo, l’ispirazione di questo governo nasce da un gruppo di pazzi, che però pazzi non sono Questo gruppo prende origine da una donna che si chiama Daniela Weiss. I suoi genitori facevano parte della banda Stern, un gruppo di terroristi riconosciuti. Daniela Weiss è nata nel 1945 da papà americano, della mamma perdonate non mi ricordo, Daniela è nata in Palestina perché nel 1945 era Palestina. Daniela Weiss in un’intervista di Francesca Manocchi, una giornalista italiana, ha detto che “è finita, il popolo ebraico si prenderà tutta la terra, promessa loro da dio nella Torah, e lei dice sempre che non c’è più spazio per gli arabi, per i musulmani”. Alla domanda sul perchè lei non parlasse di palestinesi ma di arabi e musulmani ha risposto “che i palestinesi sono un’invenzione dell’era moderna, non hanno una storia, mentre gli ebrei hanno una storia millenaria”. Sono parole pesanti che ci fanno capire il chiaro obiettivo del genocidio in corso, cioè una pulizia etnica, la volontà di far sparire la Palestina dalla storia. Non è un caso che l’8 ottobre, il giorno dopo l’atto terroristico e l’inizio del genocidio, il primo obiettivo raggiunto dall’IDF è stata la Municipalità di Gaza, nella quale sono stati distrutti anagrafe e catasto. Da allora è partito il progetto della Naksa che disegna la nuova grande Israele che va da Rafah alla Siria. Al secondo giorno del cessate il fuoco farsa fra l’Iran e l’imperialismo statunitense, sono stati stanziati 332 milioni di Euro per l’attacco della Siria. Questo è un preciso piano terroristico in atto.
Non possiamo continuare a essere complici, a rimanere in silenzio perché ci sono tantissime cose, purtroppo… La linea gialla ad esempio, quella che l’IDF ha piazzato all’interno di Gaza per delimitare lo spazio di vita del popolo palestinese. Una linea che ogni notte viene spostata e se tu sei oltre vieni ucciso. Questa linea gialla è partita da Gaza dove, ieri notte è stato bombardato un campo profughi, come ieri, in questo mondo di guerre, sono ripresi gli scontri a Hormuz. Dobbiamo reagire perché appunto questa linea gialla da Gaza è arrivata a Rafah, Rafah è stata bombardata tre giorni fa, Rafah è l’unico valico a sud attraverso il quale si può entrare a Gaza. Hanno già il piano di portarla in Siria e intanto sono arrivati nelle nostre acque.
Vi preghiamo tutti e tutte, partecipate, supportate la lotta che è la nostra lotta, è impossibile sfuggire perché è arrivata alle porte di casa nostra, ogni silenzio, ogni mancata azione è complicità, stoppiamo la complicità, fermiamo i genocidi a Gaza, riportiamo a casa Thiago e Saif, grazie.
Per il dottor Hussam Abu Safiya è stata lanciata una petizione di Amnesty con il supporto di #digiunogaza: https://www.pressenza.com/it/2026/05/liberta-per-il-dottor-hussam-abu-safiya/










