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Ebola in RDC: è corsa contro il tempo

24.05.26 - Medecins sans Frontieres
(Foto di UNICEF/UNI407909/Benekire)

I team di Medici Senza Frontiere (MSF) stanno lavorando giorno e notte a una risposta d’emergenza su larga scala all’epidemia di Ebola nell’est della Repubblica Democratica del Congo (RDC). L’intervento si svolge in stretta collaborazione con le autorità sanitarie congolesi e con altri partner, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

“La sfida oggi è riuscire a curare i pazienti malati da Ebola, riuscire a tracciare i loro contatti e allo stesso tempo riuscire a garantire i servizi essenziali e l’accesso alle cure per altre malattie come la malaria, il colera e l’HIV” dichiara Valeria Greppi, capo progetto di MSF a Goma.

Valeria Greppi, capo progetto MSF a Goma

MSF sta dispiegando personale medico e logistico con ampia esperienza nel trattamento delle febbri emorragiche virali. Solo nella provincia dell’Ituri, epicentro dell’attuale focolaio, circa 50 operatori internazionali arriveranno prossimamente nelle aree colpite per lavorare insieme a circa 480 professionisti assunti localmente.

Parallelamente, forniture e attrezzature mediche essenziali vengono inviate nelle province interessate da Kinshasa e dal centro logistico di MSF a Kampala, in Uganda. Nell’Ituri, 3.000 dispositivi di protezione individuale (DPI) sono arrivati a Bunia il 19 maggio, mentre altri 60.000 kit provenienti dall’Europa dovrebbero arrivare entro la fine della prossima settimana.

 

Area di isolamento presso l’Ospedale Generale di Mongwalu 

I team di MSF stanno inoltre lavorando all’installazione e alla riabilitazione dei Centri di Trattamento Ebola (CTE). A Mongbwalu, nella provincia dell’Ituri, dove è stato segnalato il primo gruppo di casi sospetti, MSF aprirà un centro di trattamento in collaborazione con il ministero della salute. A Goma, capitale del Kivu Nord, l’organizzazione sta attualmente ristrutturando un CTE nella località di Munigi. Il centro avrà una capacità di 80 posti letto destinati sia ai pazienti sospetti sia ai casi confermati, e il suo utilizzo verrà adattato all’evoluzione dell’epidemia.

Sempre nel Kivu Nord, MSF sta allestendo una sala di isolamento presso l’ospedale di Kyeshero, struttura che l’organizzazione già supporta nei settori della pediatria, della nutrizione e dell’isolamento. MSF ha inoltre contribuito al rafforzamento delle misure di isolamento e alla formazione del personale sanitario dell’ospedale nella gestione dei casi di Ebola.

“La priorità è definire il percorso del paziente e ripristinare le strutture utilizzate durante l’ultima epidemia” afferma Max-Yvon Bangui, vicecoordinatore medico di MSF nel Kivu Nord.

“La comunità è direttamente coinvolta e sta supportando MSF nella costruzione dei Centri di Trattamento Ebola” spiega Greppi, capo progetto MSF a Goma.

Sebbene le attività specifiche saranno definite in coordinamento con le autorità sanitarie, una risposta tipica all’Ebola si articola attorno a 6 pilastri principali:

  • assistenza e isolamento dei pazienti;
  • tracciamento e monitoraggio dei contatti;
  • sensibilizzazione della comunità sulla malattia, sulla sua prevenzione e sui luoghi in cui rivolgersi per ricevere assistenza;
  • svolgimento di sepolture sicure;
  • identificazione proattiva di nuovi casi;
  • supporto alle strutture sanitarie esistenti.

Formazione per il personale dell’ospedale Kyeshero di Goma sulle modalità di lavoro in contesto di epidemia di Ebola 

“L’idea è attivare rapidamente le misure di isolamento e per farlo MSF sta lavorando sulla logistica e sui sistemi idrici e sanitari. Questo implica creare percorsi per i pazienti, organizzare la gestione dei rifiuti, dell’acqua e della disinfezione. Bisogna predisporre circuiti separati per l’acqua pulita e per l’acqua clorata e attivare tutte le misure di protezione” spiega Christian Amane Migambi, vicecoordinatore logistico di MSF dal CTE di Munigi.

Inoltre, MSF rafforzerà le misure di prevenzione e controllo delle infezioni in tutti i progetti già attivi, per proteggere pazienti e personale e garantire che la popolazione continui ad avere accesso alle cure sanitarie. L’esperienza delle epidemie precedenti ha dimostrato l’importanza di mantenere i servizi sanitari ordinari, come il trattamento della malaria, le vaccinazioni contro il morbillo e l’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva.

L’Ebola non è l’unica emergenza sanitaria che la RDC sta affrontando. Nell’est del paese, le principali cause di mortalità restano malattie prevenibili come la malaria e il morbillo. In un contesto segnato da molteplici crisi umanitarie, soprattutto nelle regioni orientali, una delle priorità di MSF sarà mantenere le attività mediche esistenti e garantire alla popolazione un accesso continuo alle cure essenziali.

“Il messaggio da trasmettere alla comunità internazionale è soprattutto che si tratta di un’epidemia che richiederà la mobilitazione e il contributo di tutti” conclude Bangui di MSF.

Categorie: Diritti Umani, Pace e Disarmo, Salute
Tag: virus Ebola

Medecins sans Frontieres
Médecins Sans Frontières (MSF) is an international, independent, medical humanitarian organisation that delivers emergency aid to people affected by armed conflict, epidemics, natural disasters and exclusion from healthcare. MSF offers assistance to people based on need, irrespective of race, religion, gender or political affiliation. Our actions are guided by medical ethics and the principles of neutrality and impartiality. www.msf.org

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