La Global Sumud Flotilla (GSF) esprime la sua profonda indignazione e condanna a seguito di una violenta aggressione da parte dell’Ertzaintza (polizia autonoma basca) contro i partecipanti alla flottiglia appena atterrati all’aeroporto di Bilbao. Questi attivisti, reduci da giorni di rapimenti sistematici, torture e gravi violenze psicologiche e fisiche per mano delle Forze di occupazione israeliane (IOF), non hanno trovato rifugio, ma un’immediata e mirata brutalità da parte della polizia una volta rientrati in patria.
Quando un familiare, in trepidante attesa al terminal degli arrivi, ha tentato di attraversare una barriera per abbracciare i propri cari, l’Ertzaintza ha reagito all’improvviso e in modo scioccante con la violenza. Quello che avrebbe dovuto essere un momento di sollievo e conforto familiare dopo un’esperienza così terribile è stato interrotto da una brutalità ancora maggiore.
Tra le persone aggredite e picchiate dalla polizia basca alcune erano state appena dimesse dalle strutture mediche per tornare a casa, con ferite gravi e dolorose dovute al periodo trascorso in prigionia in Israele, dopo essere state rapite illegalmente in acque internazionali europee.
L’impiego della forza da parte degli Ertzaintza contro cittadini in stato di grave sofferenza fisica rappresenta un inaccettabile fallimento della natura umana più essenziale e una continua dimostrazione di violenza sistemica e coloniale.
Anche nel corso di questa aggressione immotivata, i volontari della GSF hanno dimostrato lo stesso spirito di solidarietà e reciproca protezione messo in atto sotto la brutalizzazione dell’iOF: proteggendosi a vicenda dai colpi di manganello con i propri corpi. In uno di questi casi, si è potuto vedere un partecipante alla flottiglia, ricoverato in ospedale pochi giorni prima con le costole rotte, gettarsi su un altro partecipante per assorbire i colpi.
Questa è una testimonianza dell’incrollabile umanità di coloro che questo meccanismo globale di repressione cerca di schiacciare, come hanno tentato di fare con chiunque sia solidale con la Palestina.
La rete globale della repressione: una metodologia condivisa
Ciò che è accaduto all’aeroporto di Bilbao non è un caso isolato di cattiva gestione della polizia locale; è una dimostrazione agghiacciante dell’interconnessione globale della repressione.
Proprio come il regime israeliano ha esteso la portata dell’illegalità contro il popolo palestinese in acque internazionali per intercettare, rapire e terrorizzare illegalmente attivisti civili in alto mare, di fatto ha esportato la sua violenza strutturale direttamente nel cuore dei Paesi Baschi. È di pubblico dominio che l’Ertzaintza ha mantenuto profondi e storici canali di approvvigionamento, contratti commerciali e legami di addestramento tattico con società di sicurezza private israeliane, tra cui Guardian Defense & Homeland Security ed entità ISDS— guidate da ex militari e agenti dei servizi segreti israeliani.
La continuità della violenza è innegabile: in acque internazionali e nella città di Ashdod, i volontari della flottiglia sono stati sottoposti a orribili violenze tattiche, tra cui proiettili di gomma a corto raggio, taser, ossa rotte e maltrattamenti sessuali con armi, violenza e abusi, compreso lo stupro.
All’aeroporto di Bilbao: i sopravvissuti che riportavano molte di quelle fratture e traumi sono stati accolti dalla polizia regionale che utilizzava le stesse tattiche brutali normalizzate dalle dottrine di sicurezza israeliane e dai paesi di tutto il mondo complici delle atrocità di Israele.
“È agghiacciante vedere come il ginocchio posizionato sulla testa del nostro volontario è stato messo esattamente nello stesso modo in cui l’IDF ci immobilizzava”, ha affermato Javi Aparente, un partecipante della GSF appena rilasciato dalla custodia israeliana.
La Global Sumud Flotilla chiede un’indagine internazionale immediata e indipendente sulla violenza coordinata scatenata all’aeroporto di Bilbao, che esamini espressamente come le forze autonome regionali abbiano avviato questi brutali pestaggi e come la polizia paramilitare dello stato abbia facilitato gli arresti arbitrari di sopravvissuti traumatizzati.
Chiediamo la risoluzione immediata di tutti i contratti di sicurezza, sorveglianza e tattica tra le istituzioni basche e le società di sicurezza israeliane, interrompendo il canale di approvvigionamento che importa la guerra di controinsurrezione nelle nostre comunità.
Deve esserci un’assoluta attribuzione di responsabilità per questo franchising globale della repressione, ovunque operi. La criminalizzazione dei difensori dei diritti umani deve finire. Gli apparati statali che prendono di mira coloro che sono solidali con il popolo palestinese devono essere smantellati.
Global Sumud Italia Ufficio Stampa & Relazioni Esterne










