Il volume vuole offrire una panoramica di alcune delle principali tematiche del “lungo Sessantotto” italiano: dalla “strategia della tensione” all’autonomia operaia in fabbrica, dalla lotta armata ai femminismi, dal Settantasette a Democrazia proletaria; obiettivo del lavoro è quello di tornare a riflettere sugli anni settanta provando a rimettere al centro delle questioni la contesa politica, arricchita degli sguardi, dei punti di vista e delle acquisizioni di due decenni abbondanti di storiografia sull’argomento.
Superata l’epoca della “memoria possessiva” dei protagonisti, è possibile oggi riflettere sul decennio d’oro della partecipazione politica in Italia mettendolo in relazione con le principali contraddizioni del “paese mancato”: lo Stato stragista e la debolezza della borghesia nazionale; l’eccezionalità italiana del “lungo Sessantotto”, la sua durata e la sua capillarità sociale; le contraddizioni del violento sviluppo economico fatto di arricchimento, sradicamento, migrazioni interne e sconvolgimenti culturali; il ruolo del Pci – il più forte partito comunista d’Occidente ma, al tempo stesso, il più forte competitor e poi avversario dei movimenti; l’irruzione del privato, inteso come valorizzazione del “personale”, nella lotta politica, in una genesi dell’intersezionalità delle lotte che appare come uno dei caratteri duraturi dei “global seventies”.
E ancora: il rapporto tra la nuova sinistra e le elezioni, un rapporto contraddittorio e incompiuto dalle perduranti conseguenze; il senso della sconfitta politica degli anni settanta, che lascia in eredità un palazzo insensibile alle richieste di cambiamento e una sinistra dilaniata tra riformisti e movimentisti, una frattura che di fatto non si ricomporrà più se non in occasionali contingenze; infine, la fine del partito come “avanguardia” – nella parabola di Democrazia proletaria – in favore di un partito come “struttura di servizio” dei movimenti, delle istanze della società civile e dei fermenti culturali provenienti dal basso e dal mondo dell’associazionismo.
Tutto questo fa degli anni settanta un crogiolo di problematiche ancora attuali – anacronistiche e attuali al tempo stesso – su cui conviene ancora ragionare in sede storica ma anche in sede di riflessione politica. Il volume ha infatti l’obiettivo di non rimanere confinato alla discussione storica degli eventi, ma anche al confronto politico, rivolto al passato e al presente.
Il dibattito sarà dunque un’occasione significativa per riflettere su quegli anni alla luce del presente.
Un dibattito attualissimo ed utilissimo, specie per le nuove generazioni di attivisti e militanti.












