Sette carte alla Regina” è una raccolta di racconti, un mosaico di donne che lottano e resistono al nazi-fascismo, ai pregiudizi e alla negazione dei diritti. Ha una grande attualità in un’Italia dove vince l’estrema destra che affonda le sue radici nel  fascismo e nella dittatura mussoliniana con cui il popolo italiano non ha fatto mai veramente i conti fino in fondo.

C’è da aggiungere però che questa vittoria della Meloni è una vittoria a metà, parziale, considerando che il 36% degli italiani non ha votato. Un’Italia divisa tra l’astensionismo che deriva dalla sfiducia, dal non credere più in una politica che non fa realmente gli interessi della gente e un’Italia conservatrice, che non sembra avere memoria, visto anche il ritorno in Parlamento di Silvio Berlusconi. Per questo “Sette carte alla  Regina” si può considerare una piccola pietra d’inciampo letteraria, che vuole ricordare le atrocità del nazismo, le partigiane, le donne comuni, le operaie che hanno lottato per la liberazione di questo paese.

Prostitute, zingare, ragazze con la sindrome di down, donne transessuali sono alcune delle protagoniste delle storie vere raccontate da Dale Zaccaria. Perché gli eventi possono ripetersi, i diritti possono essere cancellati. Perché bisogna mantenersi sempre vigili e avere piena coscienza di tutto quello che accade intorno a noi. Perché nulla può essere dato per scontato, perché i valori della libertà e della democrazia vanno costantemente difesi, così come i diritti umani e la dignità di ogni essere umano su questo pianeta.

Introduzione al libro “Sette carte alla Regina” di Dale Zaccaria

di Andrea Catizone

Sette storie di donne, sette racconti tutti al femminile narrati. Attraverso il racconto la poetessa Dale Zaccaria ci accompagna dentro le storture della società ricostruendo un legame intimo e profondo con una dimensione del dolore e delle diseguaglianze di straordinario coinvolgimento.

Sulle tracce di Franca Rame, nel solco di Pier Paolo Pasolini, il libro sviluppa una trama che innerva tutti i racconti con uno sfondo non celato su temi di carattere sociale che con vigore e coraggio coinvolgono e travolgono il lettore. E’ proprio la potenza espressiva dell’arte narrativa a spingere dentro la storia del mondo attraverso le storie piccole dei dimenticati che qui, invece, acquisiscono la dignità che la società malignamente nega.

Dale non rinuncia alla crudezza del linguaggio quando racconta la crudezza della vita di una prostituta che non si concede neppure il diritto a una vita diversa quando incontra un uomo che si innamora di lei. È l’occasione, quella, per ricordare la legge voluta dalla Senatrice e Madre Costituente Lina Merlin (legge 20 febbraio 1958, n. 75) che finalmente portò alla chiusura delle “case chiuse”, vietando il controllo sulla prostituzione non solo da parte dello Stato, ma anche da parte dei soggetti privati e pubblici e facendo diventare un reato lo sfruttamento o anche il favoreggiamento.

E’ così che l’autrice risveglia le coscienze individuali da un torpore nel quale sembrano essere piombate nel corso degli ultimi anni, scegliendo lo strumento apparentemente più innocuo, il racconto, ma con una potenza evocativa immensa. La forza di penetrazione del racconto e la sua ineguagliabile capacità di restare

dentro la parte più profonda dell’animo umano stabiliscono in “Sette carte alla Regina” una connessione virtuosa tra l’agire individuale e l’identità della società trasformando l’uno e l’altra.

Il tentativo, riuscito brillantemente, viene ripetuto in tutte e sette le storie che hanno come protagonista prima di tutto il coraggio delle donne. Un eroismo che si rinnova nella vicenda di Carmen e l’antica sartoria Rom dove convivono i sogni e il coraggio dell’integrazione sociale; nelle violenze perpetrate dalle suore nei confronti di bambine in un orfanotrofio che rievocano gli orrori dei Magdalene irlandesi; nella storia di Lola e Antonio e della sua transessualità; nelle donne – partigiane, staffette, operaie, contadine – che resistono e non soccombono al nazi-fascismo. Fino al programma Aktion T4, voluto dalle SS per lo sterminio delle persone con disabilità, incastonato nell’innocenza di una ragazza con la sindrome di down.

Sono racconti intrisi di storia, di vite vere, di memoria, poesia e resilienza. Sono racconti di speranza e di lotta contro ogni forma di odio e di pregiudizio. Sono racconti che lasciano un segno.

Il libro è acquistabile a questo link

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