“Revolution of Our Times” esce in Italia il 30 giugno 2022 in occasione del 25mo anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina. E un documento cinematografico di grande coraggio, perché ci vuole davvero molta forza e consapevolezza, in molte parti del mondo, per scegliere da che parte stare: quella che dimostra il regista di Hong Kong Kiwi Chow firmando un’opera come questa. “Liberate Hong Kong, revolution of our times” è uno slogan nato in seguito ad alcune vicende politiche del 2016, fatto proprio nel 2019 dai movimenti di protesta che scesero in piazza contro una controversa legge in base alla quale chi è sospettato di un reato può essere estradato e processato in Cina. La legge contestata, che la leader di Hong Kong Carrie Lam era decisa ad approvare (e così è stato nel 2021), avrebbe consentito al governo l’estradizione dei sospettati di crimini gravi. I manifestanti e le associazioni dei diritti umani temevano però il suo utilizzo quale punizione dei dissidenti, o di chi si fosse espresso in maniera critica nei confronti del governo cinese. Molti erano in allarme anche per la possibile perdita d’indipendenza di Hong Kong.

Il 15 marzo 2019 iniziò la battaglia che oppose Hong Kong e la Cina continentale. Revolution of Our Times è il racconto della gigantesca rivolta popolare che coinvolse due milioni di persone e culminò il 1° luglio nel lungo assedio al Politecnico. I rivoltosi, quasi tutti giovani, ma tra loro anche appassionati anziani, ingaggiarono in nome della libertà una lotta strenua che sfociò in scontri a colpi di slogan, sassi e molotov contro la polizia armata di manganelli, lacrimogeni, fucili e idranti. La protesta si concluse con lo sgombero forzoso dell’università e l’arresto di migliaia di dissidenti: alcuni morirono, alcuni scomparvero nel nulla, i decessi per suicidio decuplicarono, ci fu chi cercò di salvarsi andando in esilio a Taiwan. Il regista Kiwi Chow, nato ad Hong Kong nel 1979, ha realizzato un documentario di 152 minuti, che testimonia in maniera esaustiva e determinante – con interviste a persone dal volto coperto e nomi cambiati per non mettere a repentaglio la loro vita, con immagini impressionanti assolutamente vere e commoventi – i fatti accaduti nella sua città in quel lasso di tempo.

Alcune riprese dall’alto sullo sciame dei manifestanti in fuga per le vie di Hong Kong, minuscoli come insetti, sono straordinarie e bellissime. Kiwi Chow si è avvalso anche delle immagini della giornalista e attivista per i diritti umani Gwyneth Ho, la quale, pur malmenata durante un’aggressione contro i contestatori, ha continuato a filmare anche mentre era a terra. Altre riprese, realizzate con le Go-Pro fissate sui dimostranti stessi, danno l’idea chiara del clima e della violenza usata per reprimerli. Kiwi Chow alterna immagini della celebrazione dei 70 anni della Cina Popolare con i sanguinosi scontri in contemporanea. Lascia spazio al dibattito tra i giovani protagonisti, di cui emergono opinioni divergenti, specie sull’uso della lotta pacifica o della forza. Emergono la loro generosità, il coraggio e le illusioni, la capacità organizzativa e la disorganizzazione. Un fronte eterogeneo contro un clima oppressivo e la sensazione che senza una “rivoluzione del nostro tempo” la situazione politica non avrebbe potuto che peggiorare. Passato a Cannes quasi clandestinamente, Revolution of Our Times ci fa capire quanto sia forte il senso di appartenenza degli abitanti di Hong Kong alla loro città, ancora lontana dal sogno di libertà 25 anni dopo l’handover che l’ha restituita alla Cina. Mai come in questi giorni gli avvenimenti di Hong Kong fanno pensare al pericolo che u’ involuzione antidemocratica non riguardi solo loro, ma l’intero globo.

Revolution of Our Times (2021)

Regista: Kiwi Chow

Genere: Documentario

Durata: 152 minuti

Produzione: Hong Kong 2021

Uscita nelle sale: giovedì 30 giugno 2022