A dirlo con chiarezza in questa intervista è il Dottor Eugenio Serravalle, veterano delle lotte in difesa della salute, della prevenzione primaria, della sana alimentazione e grande sostenitore della libertà di scelta vaccinale. Laureato in Medicina e Chirurgia a Pisa, si è in seguito specializzato in Pediatria Preventiva e Puericultura e Patologia Neonatale a Pavia, diplomato in Omeopatia Classica presso la Scuola Omeopatica di Livorno Opera come libero professionista presso lo studio privato a Pisa, Consulente e responsabile di progetti di educazione alimentare (Comune di Pisa, Asili nido e scuole materne di Uliveto Terme, Nodica, Calci, Il girotondo e Il Nido d’ape di Pisa). È docente presso l’Accademia di Omeopatia Classica Hahnemaniana di Firenze, relatore in numerosi convegni e conferenze sul tema della salute in età pediatrica. Grande oppositore della Legge Lorenzin (119/2017), è stato collaboratore del magistrato Ferdinando Imposimato sui temi della medicalizzazione della società e dell’ingerenza delle case farmaceutiche nelle politiche sanitarie italiane. È stato tra gli ispiratori e fondatori del Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione (Comilva), è presidente dell’Associazione di Studi e di Informazione sulla Salute (ASSIS) www.assis.it e membro della Commissione Medico-Scientifica Indipendente (CMSi) che si sta occupando di indagare la Covid-19 con un approccio sindemico, rigettando quello riduzionista proposto dalla narrazione ufficiale. Saggista e divulgatore scientifico sui temi della salute e delle vaccinazioni pediatriche, ha scritto Bambini Supervaccinati (Edizioni Il leone verde); Tutto quello che occorre sapere prima di vaccinare proprio figlio (Edizioni SI); Vaccinare contro il tetano?; Vaccinare contro il papillomavirus? – (Edizioni Salus Infirmorum); Vaccinazioni: alla Ricerca del Rischio Minore; Coronavirus – COVID-19 —No! Non è andato tutto bene (Editore: Il Leone Verde).

Ci sono stati veramente così tanti casi Covid tra i bambini in Italia? Cosa dicono i dati? 

Tutti gli studi scientifici affermano che non vi è alcuna emergenza Covid tra i bambini1. La risposta viene dai dati ISS e ISTAT elaborati da StatSalute2. Al 4 maggio 2022 su una popolazione di 3.701.789 bambini nella fascia tra i 5 e gli 11 anni abbiamo avuto 1.489.388 milioni di positivi al test, ovvero un tasso d’incidenza di 40.234,276 casi ogni 100mila bambini. Di bambini ospedalizzati ne abbiamo avuti 3.681 con un tasso d’incidenza di 100 bambini ogni 100mila. Di ricoverati in terapia intensiva ne abbiamo avuti 86 con un tasso d’incidenza di 2 bambini ogni 100mila. Di bambini deceduti ne abbiamo avuti 16 (tutti casi di bambini pluri-patologici gravi) in due anni di pandemia con un tasso d’incidenza di 0,432 bambini ogni 100mila. Sempre al 4 maggio 2022 su una popolazione di 2.288.361 di ragazzi nella fascia tra i 12 e i 15 anni ci sono stati 827.682 casi di positivi con un tasso d’incidenza di 36.169,206 casi ogni 100mila; 2.289 casi di ragazzi ospedalizzati con un tasso d’incidenza di circa 100 casi ogni 100mila; 80 casi di ragazzi ricoverati in terapia intensiva con un tasso d’incidenza di 3,496 casi ogni 100mila; e 11 casi di ragazzi deceduti (tutti casi di bambini pluri-patologici gravi) con un tasso d’incidenza di 0,481 casi ogni 100mila.

(https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_31-maggio-2022.pdf)

In quest’ultima tabella e nell’intera pubblicazione non viene detto se i “deceduti” riportati erano “morti per Covid” o se erano positivi a tampone e già affetti da gravi patologie, che avrebbero comunque determinato, ben presto, la morte. Del resto, si direbbe che le recenti pubblicazioni dell’ISS si preoccupano di questa eventuale concomitanza per tutte le fasce di età, tranne che per quella under 163. Ogni genitore che la legge finisce per allarmarsi immaginando che anche suo figlio, pur perfettamente sano, potrebbe rientrare nei casi della terza colonna.

Ben diverso sarebbe stato riportando anche la percentuale di letalità che evidenzierebbe come questa (0,0045) sia bassissima; certamente da non giustificare l’inoculazione di un vaccino del quale non si conoscono gli effetti a medio e lungo termine, mentre già cominciano ad essere noti quelli, già gravi, a breve termine.

Come CMSi avete stilato un documento in cui elencate nuovi 24 motivi per dire di No alle vaccinazioni pediatriche anti-Covid. Perchè li sconsigliate e cosa sappiamo degli effetti a lunga durata dei vaccini sperimentali nei bambini? 

Abbiamo aggiornato il documento precedente, portando a 24 i motivi per cui i bambini non andrebbero vaccinati. fanno riferimento all’evidence (prove), non a quello che “la maggioranza” pensa/dichiara in un dato momento. Dunque, atteniamoci alle prove e alla loro trasparente interpretazione. Con l’arrivo di nuovi dati, oggi potremmo proporre altre motivazioni.

La principale è che i bambini si contagiano di più se vaccinati. Ce lo dicono i dati dell’ISS:

L’istituto Superiore di Sanità nel report del 16 marzo 2022 ha iniziato a pubblicare il numero di casi di COVID-19 nei bambini di 5-11 anni per stato vaccinale. Il rischio di contagio era maggiore tra i non vaccinati4 (4,58%) rispetto ai vaccinati con ciclo completo (4,15%). È una differenza statisticamente altamente significativa (RR = 0,9077 P < 0,0001)5.

Già dal report successivo, del 23 marzo, si verifica l’inversione del rischio di contagio, che diventa maggiore tra i vaccinati (4,78%) rispetto ai non vaccinati (4,34%): i bambini vaccinati si contagiano più dei non vaccinati. È una differenza statisticamente altamente significativa (RR = 1,1001 P < 0,0001). Da allora è un crescendo, il rischio relativo di contagio è nettamente più alto tra i vaccinati, sino al 35,4%6 in più, rispetto ai non vaccinati nel bollettino del 18 maggio. Ecco di seguito la tabella che lo prova.

Inoltre nel Bollettino ISS del 25 maggio si legge: “a causa di un problema tecnico, le tabelle e i grafici di questa sezione non sono stati aggiornati”7. Auguriamoci che sia così, auspichiamo una pronta risoluzione che permetta di capire, sin dalla prossima pubblicazione, l’utilità della vaccinazione dei bambini, dati alla mano. Per ora fermiamoci a queste tabelle8, di chiarezza estrema.

Il tema principale che si evince è che i vaccini si sono rivelati inefficaci nel prevenire l’infezione sia nelle due settimane successive9 all’inoculo sia nel medio termine10 perché la protezione dall’infezione, che parte bene dopo i primi 14 giorni, si azzera11 quasi nei 5 mesi dopo la 2a dose, sino persino ad invertirsi12. I soggetti completamente vaccinati diventano addirittura meno protetti dall’infezione. Ciò è già stato dimostrato con la variante Delta in Italia anche dall’ISS, che ha pubblicato sul BMJ i seguenti grafici:

 

Un vaccino di qualche anno fa, il Pandemrix13 contro l’influenza suina ha provocato 1.300 casi di narcolessia in bambini e adolescenti in Europa. Effetti che si sono evidenziati solo dopo la somministrazione di massa. Per quanto riguarda gli attuali vaccini anti-Covid va detto che gli studi clinici pediatrici sono di dimensioni troppo piccole per quantificare il rischio della maggior parte degli altri eventi avversi. La protezione con Omicron e nei bambini di 5-11 anni declina ancor prima, come mostra una ricerca nello Stato di New York: dopo 45 giorni dalla 2a dose la protezione è già scesa a -41% sotto a quella dei non vaccinati. Nel testo, però, gli autori commentano la discesa solo fino a un mese e pochi giorni dopo l’ultima dose, quando la protezione non era ancora caduta sotto il livello dei non vaccinati, fermandosi a un IRR 1,1 (da 1,1 a 1,2).

1 COVID-19: i bambini non vaccinati si ammalano meno dei vaccinati. https://www.youtube.com/watch?v=tMLrSOpekX4

9 Covid-19: Stronger warnings are needed to curb socialising after vaccination, say doctors and behavioural scientists: https://www.bmj.com/content/372/bmj.n783

10 Effectiveness of mRNA vaccines and waning of protection against SARS-CoV-2 infection and severe covid-19 during predominant circulation of the delta variant in Italy: retrospective cohort study: https://www.bmj.com/content/376/bmj-2021-069052.full

11 Waning of BNT162b2 Vaccine Protection against SARS-CoV-2 Infection in Qatar https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa2114114

12 Risk of infection, hospitalisation, and death up to 9 months after a second dose of COVID-19 vaccine: a retrospective, total population cohort study in Sweden https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(22)00089-7/fulltext

13 Pandemrix vaccine: why was the public not told of early warning signs? https://www.bmj.com/content/362/bmj.k3948.full