Giovedì prossimo Pressenza, insieme alla Dire, a Left, Peacelink e il Comitato Free Assange promuove una iniziativa per la vita di Julian Assange e affinché non sia estradato negli Stati Uniti, fatto che costituirebbe la sua definitiva condanna a morte. Trovate i dettagli di quest’incontro in fondo a quest’articolo.

La domanda è semplice: dopo tanti anni di questa travagliata vicenda, la persecuzione, l’esilio dentro l’ambasciata dell’Ecuador, la vicenda giudiziaria britannica, la concreta possibilità dell’estradizione, cosa possiamo fare ancora per invertire questa terribile direzione distruttiva che stanno prendendo gli avvenimenti?

Possiamo fare molto: intanto chiarendo che il caso Assange è un caso emblematico di una tendenza generale al disconoscimento delle conquiste umane in termini di libertà; che il caso Assange è l’esplicita dichiarazione dei poteri forti del fatto che sono invincibili, extragiudiziari e, soprattutto, esenti da qualunque condanna morale: hanno licenza di uccidere, torturare, violentare, mentire. E che le leggi e convenzioni internazionali, frutto di tanto lavoro e lotta dei popoli, possono diventare carta straccia di fronte ai “superiori interessi” degli Stati, della guerra, del profitto.

Questa tendenza va smascherata e combattuta: l’orribile tortura a cui viene sottoposto Julian è l’avvertimento ad ogni altro giornalista di inchiesta: limitate le vostre inchieste alla vostra secondarietà preferita, magari un po’ di gossip, magari un tocco di noir; ma non vi azzardate a mettere in discussione l’apparato finanziario-industrial-militare né i suoi esecutori materiali.

Come si combatte questa tendenza: con coraggio, determinazione e con la forza della Verità: la verità che non è dogma ma processo di ricerca, di smascheramento.

E si fa con il costante lavoro di informazione, di critica, di inchiesta che è il compito di fondo dell’attività giornalistica; se al giornalismo leviamo questo lavoro resterà solo la propaganda; e la propaganda, da qualunque parte venga è solo violenza.

In questo senso stiamo rafforzando con le testate amiche e con i giornalisti che condividono con noi queste preoccupazioni le iniziative, culturali e politiche, affinché non solo Julian Assange non venga estradato negli Stati Uniti ma affinché torni libero, come ogni giornalista d’inchiesta deve essere.

In questo senso va l’iniziativa di Giovedì prossimo di cui avete gli elementi qui sotto e nella quale annunceremo anche le prossime iniziative.

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Giovedì 30 giugno alle ore 17, presso la sede dell’agenzia di stampa Dire, in Corso d’Italia, 38/a si terrà l’evento dal titolo:

Modera: Nicola Perrone, direttore Agenzia Dire

Interventi: Simona Maggiorelli, Direttrice di Left, Patrick Boylan, PeaceLink e Comitato Free Assange, Olivier Turquet, Pressenza

Sarà possibile seguire la diretta dell’evento su DireTV e dalla Pagina Facebook Dire.it