La proposta di introdurre una settimana lavorativa di quattro giorni, avanzata dal partito di sinistra LIVRE, è stata approvata dal Parlamento portoghese.

Non sono stati resi noti molti dettagli sul progetto di sperimentare una settimana lavorativa di quattro giorni, ma la proposta del partito di sinistra portoghese Livre, che ha un solo deputato, è stata approvata dal Parlamento portoghese nel corso del dibattito sul bilancio dello Stato.

In modo molto simile al progetto pilota promosso da Compromís nella Comunità Valenciana e da Más País a livello nazionale, il governo portoghese si è impegnato con questa iniziativa a promuovere e finanziare un progetto pilota per studiare modi per aumentare la produttività, diversi modelli di organizzazione aziendale o forme miste di telelavoro.

Per il momento, secondo l’Agenzia EFE, la proposta dovrebbe stimolare un dibattito nazionale e una consultazione sociale su “nuovi modelli di organizzazione del lavoro, compresa la settimana lavorativa di quattro giorni, come modo per promuovere una maggiore conciliazione tra lavoro e vita personale e familiare”.

Incontro a Valencia

Il 27 e 28 maggio si tiene nella città spagnola di Valencia il primo Summit internazionale sulla settimana lavorativa di quattro giorni, con politici di vari Paesi, accademici che hanno studiato i vantaggi della giornata lavorativa più breve, sindacati, datori di lavoro che la stanno già implementando e diverse personalità per discutere di alleanze internazionali, politiche pubbliche e strategie aziendali di scambio già in atto.

E’ prevista una tavola rotonda con diversi esponenti dei partiti della sinistra spagnola, tra cui Enric Nomdedéu, Segretario Regionale per l’Occupazione della Generalitat Valenciana e promotore, insieme a Joan Sanchís, del progetto pilota valenciano; Nacho Álvarez, Segretario di Stato per i Diritti Sociali di Unidas Podemos; il deputato di Más País Íñigo Errejón e il deputato dell’Assemblea di Madrid per Más Madrid Héctor Tejero, questi ultimi due promotori del progetto pilota approvato a livello nazionale, oltre a Unai Sordo e Pepe Álvarez, segretari generali dei due sindacati CC OO e UGT.

A chiudere la giornata del venerdì, intervento della vicepresidente e assessore alle Politiche inclusive della Generalitat, Mónica Oltra e della seconda vicepresidente e Ministro del Lavoro e dell’Economia sociale del governo spagnolo, Yolanda Díaz.