Vedo indignazione, sconcerto per l’attacco all’arma bianca contro la quinta colonna del KGB in Italia che domani sfilerà da Perugia ad Assisi in nome del filosovietico Aldo Capitini. Vi confesso che la mia reazione è stata diversa: ho provato grande tenerezza. Quelli che non volevano i medici legali a Bucha (spoiler: poi ci sono effettivamente andati) perché già avevano le condanne e i colpevoli (identificati su google sbagliando date e volti) oggi fanno l’analisi balistica e scoprono sul manifesto le evidenze di due proiettili identici per calibro provenienti da versanti opposti.

Mi fa tenerezza perché è una manifestazione di totale ignoranza, di nuovo gli opinionisti con l’elmetto dai loro comodi attici in centro guidano le cariche della cavalleria dell’aria senza sapere di cosa parlano.

Basta prendere l’ultimo rapporto annuale dell’ONU sulle vittime civili in Afghanistan (2021) per scoprire che la prima causa di morti innocenti è proprio l’esser presi nel fuoco incrociato: buoni che sparano a cattivi, cattivi che sparano a buoni (ognuno sceglie i suoi) di mezzo a morire i civili.

Rapporto Unama 2021
Rapporto Unama 2021
Rapporto Unama 2021
Rapporto Unama 2021
Rapporto Unama 2021
Rapporto Unama 2021

La narrazione della guerra giusta e necessaria (esaltata con nuove punte di lirismo dopo l’11 settembre) omette sempre di raccontare che a prescindere dalle ragioni di chi combatte (nel caso dell’Ucraina, una parte cerca di liberare il suo Paese è quindi nel giusto ai sensi delle norme internazionali e della morale – ripetiamolo per evitare le solite strumentali sottolineature) la guerra è un tale schifo che fa pagare un prezzo altissimo agli innocenti anche quando questi non sono vittime predestinate.

Sui crimini di guerra si sta indagando ma bisogna stare attenti a credere che gli unici civili morti siano quelli giustiziati, i civili muoiono più spesso perché sono rintanati in casa quando le due parti del conflitto si scambiano colpi d’artiglieria e l’edificio viene distrutto o stanno passando su una strada al momento sbagliato e parte un’imboscata contro una colonna nemica in avvicinamento. Nel suo monumentale progetto sui costi della guerra la Brown University stima la morte violenta di 387,072 civili come diretto effetto della guerra post 9/11 condotta dagli Usa. Presumibilmente – aggiungono i ricercatori – il numero delle persone morte per gli effetti della guerra su sanità, approvvigionamenti alimentari e ambiente è ben superiore.

Una critica al manifesto della marcia della pace va però fatta. Perché solo i proiettili? L’Ucraina è ridotta ad un tappeto di ordigni inesplosi – UXO – faranno vittime civili per anni, richiederanno costosissimi e lunghi lavori di bonifica.

Infine una cosa: ho coniato il termine PUB Pensiero Unico Bellicista (partendo dal Ramonet degli anni ’90, lo dico a beneficio degli ignoranti che attribuiscono il termine pensiero unico ad autoproclamati filosofi di Facebook).

IL PUB ha un cardine, il quale non è solo imporre il proprio punto di vista, ma togliere dignità a quello di chi la pensa altrimenti. In Italia si sta facendo di tutto per buttare lo stigma addosso a chi parla di pace che poi in realtà non viene fatto mai parlare visto che le persone che da anni si occupano di pace e armamenti sono all’angolo, tenuti al buio, ignorati. La polemica contro il manifesto è l’ennesimo tentativo in questa direzione ma svela una debolezza. I cantori del PUB non hanno più argomenti, ogni giorno che passa la guerra si svela per quello che è: un orrore da abolire e in fretta, si capisce che durerà a lungo e che ogni conflitto è intrinsecamente criminale. E allora la narrativa di chi prova a venderci il senso di necessità della guerra va in crisi, per questo cerca nuovi nemici da scarnificare, il complotto interno, la quinta colonna, i traditori della patria, della loro storia, dall’Anpi alla Perugia Assisi. Servono a spostare la narrazione ad alimentarla. Questo è anche un segno della disperazione dei cantori del PUB: hanno i palcoscenici ma le sale sono vuote. Gli italiani sono per la pace e contro l’orrore della guerra. I bardi del PUB non sono riusciti a convincerli. Per questo reagiscono male. Vanno capiti. Comprensione e solidarietà per loro.

PS: il manifesto sotto attacco è lo stesso (ma in rosso) utilizzato per la Perugia Assisi del 1999. Al PUB era sfuggito…quando uno si arrabbia perde lucidità…capita!

Manifesto del 1999

Originale sul blog di Nico Piro per gentile concessione dell’Autore

Se il PUB spara su un manifesto, merita comprensione