La notizia arriva ed è un colpo, anche se non inatteso. Qualcosa di logico, viste le condizioni nelle quali è costretto a vivere …

Perseguitato da quasi 46 anni dopo un “processo farsa” (per lui “tragedia”) con il quale la “giustizia statunitense” lo condannò a due ergastoli utilizzando prove rivelatesi inesistenti e costruite, testimonianze in seguito ritrattate, dopo il rifiuto di riaprire il processo grazie alla presentazione di prove che lo scagionavano, dopo il diniego da parte di numerosi presidenti statunitensi di concedergli la grazia (unica possibilità di uscire dall’inferno carcerario), Leonard Peltier, prigioniero politico, colpevole di essere un attivista per i diritti dei nativi americani, ha contratto il covid nel carcere di massima sicurezza di Coleman, in Florida.

Peltier ha 77 anni, soffre di diabete ed è malato di cuore. Nel messaggio dell’International Leonard Peltier Defense Committee si viene a sapere che i sintomi del covid erano apparsi alle 7.30 della mattina e il test, risultato positivo, gli è stato fatto verso le 17. Nel frattempo Leonard è rimasto in carcere a contatto con gli altri detenuti. Nell’articolo di Huffpost, viene anche evidenziato che non aveva ricevuto la terza dose del vaccino.

Leonard Peltier è un uomo giusto e integro perché non si è mai piegato a una (in)giustizia discriminatoria e di parte che lo costringe in una cella dal 6 febbraio 1976, una data che è bene ricordare.

Facciamo appello a tutte le organizzazioni politiche e sociali, alle istituzioni e a tutti i cittadini che credono ancora nella giustizia perché facciano sentire la loro indignazione di fronte alla persecuzione alla quale Leonard Peltier è sottoposto da 46 anni.

Partecipiamo alle manifestazioni e ai presidi che si svolgeranno in città di varie nazioni (a Milano il prossimo 6 febbraio alle 17 in piazza della Scala).

Mostriamo al mondo che Leonard Peltier non è solo, che è parte di tutte le persone convinte (e ne hanno le prove) che per Leonard ingiustizia è stata fatta.

Non c’è più tempo. È indispensabile protestare con forza, alzare la voce, pretendere che Leonard Peltier venga trasferito in ospedale e che abbia tutte le cure possibili. È necessario farlo perché ogni voce, anche la più flebile, è importante, perché bisogna essere uniti per esigere la sua liberazione fisica e immediata.