Rubrica settimanale su eventi e fatti in Sicilia -a cura RedPA-

Caffè Filosofico “B.Bonetti”: «Violenza di Genere: riflessioni sulle attuali caratteristiche del fenomeno» – Palermo, domani 19 ore 17,30 – Lab. “Ballarò” (Largo Rodrigo Pantaleone,9) – Incontro con Maria Luisa Benincasa, psicologa e psicoterapeuta già responsabile Centro Armonia-ASP Palermo. Nel corso dei lavori verrà presentato il fenomeno della violenza di genere nei suoi aspetti strutturali e nelle sue diverse forme, con un focus di approfondimento sulla violenza assistita e sulla ‘abuso sessuale. Verranno inoltre presentati i servizi della Rete Antiviolenza della Città Metropolitana di Palermo con le loro competenze sugli aspetti della tutela e della cura delle vittime. [info: Caffè filosofico B. Bonetti]

 

Per il parco suburbano nel comprensorio Monte Po–Vallone Acquicella. Il Comitato della rete associativa chiede formalmente un incontro urgente per confrontarsi con le autorità pubbliche competenti etnee – Il “Comitato Parco suburbano Monte Po–Vallone Acquicella, promosso da una rete associativa che comprende una ventina di soggetti (dall’ambientalismo storicamente organizzato alle nuove realtà ecologiste dell’area dei movimenti giovanili), ha inoltrato la richiesta ufficiale alle autorità competenti di un incontro per confrontarsi – in particolare – sull’intervento di tutela e conservazione de comprensorio territoriale Collina di MontePo (“già vincolata – come scrive il Comitato – a Parco nel PRG Piccinato”) e Valli del torrente Acquicella e del suo affluente Acqua Santa. Il Comitato ha rappresento lo stato di declino generale della città etnea, il cui indice di vivibilità è fra i più bassi registratisi nella graduatoria delle principali città italiane; un declino reso ancor più evidente “dalla lettura della crisi economica e sociale che attanaglia gran parte del tessuto sociale”. In generale il tentativo del Comitato è quello di riuscire ad invertire la rotta e risalire la china da una deriva che sembra inarrestabile. Pertanto non intendono demordere dal dare la possibilità alla città e ai catanesi di guardare ad un degno futuro: “In attesa che tutto ciò si avveri – sostengono nella missiva indirizzata alle autorità pubbliche responsabili – la drammaticità di alcune questioni rende tuttavia necessarie alcune decisioni e scelte urgenti per evitare che ulteriori interventi non studiati adeguatamente sul territorio possano produrre effetti irreversibili e che rischiano di compromettere anche le residue possibilità future di trattamento e intervento su questi temi. Tra queste scelte, a nostro avviso, la priorità va attribuita al blocco del consumo ulteriore di suolo e alla conservazione e tutela del residuo patrimonio ambientale ancora presente nel nostro territorio unitamente alla bonifica, al recupero e alla rinaturazione di quanto oggi compromesso”.

Nello specifico, come dicevamo sopra, propongono l’avvio di un progetto per l’istituzione dell’area del Parco Sub-urbano in modo di dare “alla città e al territorio limitrofo una vasta area verde, arricchita dal corso d’acqua che, unico fra quelli compresi fra la città ed il Simeto, presenta fluenze in tutto l’anno”. Inoltre si preoccupano di sottolineare che l’area verde del sito naturalistico sub-urbano non debba – ovviamente –, “essere conteggiata per raggiungere gli standard urbanistici del verde urbano (che devono essere raggiunti con aree verdi distribuite nel tessuto urbano, facilmente raggiungibili e fruibili in ogni quartiere)”. Insomma, la creazione di un grande Parco sub-urbano è destinata, fondamentalmente, a “fornire quei servizi ecosistemici collettivi che è possibile insediare solo in aree vaste ed in contesti ad elevata naturalità o da riqualificare con criteri rispettosi della natura”.

 

Comunicato di Ecologia Politica Palermo: “Deposito nazionale di scorie radioattive: commissariata la sogin” – comunicato – Ve lo ricordate il deposito nazionale di scorie nucleari che dovevano costruire, forse, tra gli altri possibili siti, in Sicilia? Quel sicurissimo, comodissimo e utilissimo deposito contro cui i siciliani si erano mobilitati l’anno scorso per dire no alle scorie nucleari nella nostra terra? Ve lo ricordate come, per mesi, politici, tecnici e fantomatici esperti si erano schierati a favore della costruzione di questa grande opera, che giuravano essere sicura e sostenibile? Ecco, a più di vent’anni dalla sua creazione, e dopo essere costata finora – a chi paga le bollette – 4 miliardi di euro, la Sogin – la Società Gestione Impianti Nucleari – si avvia al commissariamento da parte del Ministro della Transizione ecologica. Quella di Sogin è una storia di tempo e denaro perso per mettere in sicurezza, senza riuscirci, i rifiuti nucleari italiani. Un compito affidatogli dopo che nel 1987 un referendum popolare aveva deciso l’abbandono dell’energia nucleare. [leggi integralmente il comunicato –Ecologia Politica – Palermo]

Incontro con Angela Foti, Vicepresidentessa all’Assemblea Regionale Siciliana su Emigrazione dalla Sicilia: libera scelta o costrizione? – Palermo, giovedì 20 ore 16 (via Arrigo Boito)Con l’aiuto di Silvia Andretti, giornalista di La7, il Laboratorio Sociale Malaspina proverà ad ascoltare le voci di chi fa politica dal basso e di chi la fa all’interno dei palazzi istituzionali – e a rispondere ad alcune domande sul tema dell’emigrazione interna: come è possibile fermare questo fenomeno? Quali sono le azioni che nel concreto possiamo intraprendere per cambiare veramente le cose? Su questi interrogativi si tenteranno delle risposte nel confronto con l’on. Angela Foti, vicepresidentessa dell’ARS. [events]

Ipotesi USB Sociale: “blocco fisico dello sfratto!” contro lo sgombero forzato – nota della Federazione Catania SLANG ASIA- Ieri, con inizio alle ore 19, nella Piazzetta di San Domenico, sotto il Palazzo della Regione Siciliana, si è svolta un’ ASSEMBLEA con le inquiline e gli inquilini di una palazzina, sita in via Gallo 4 , che il 24 gennaio rischiano lo SGOMBERO FORZATO. Si tratta di una vicenda che ha dell’incredibile: 1970, muore di cancro la proprietaria dell’edificio, che aveva in affitto una parte degli appartamenti. Non avendo eredi, aveva lasciato l’immobile al Policlinico; L’azienda Ospedaliera Policlinico si è presenta dopo 30 anni, e nel 2006 ha chiesto e ottenuto dal Tribunale etneo la prima istanza di sfratto. NEL FRATTEMPO, nei 30 anni trascorsi, gli appartamenti vuoti sono stati occupati da senza casa che di fatto hanno ristrutturato le abitazioni; gli abitanti della palazzina hanno chiesto ai responsabili del Policlinico regolari contratti d’affitto, ma come risposta hanno ottenuto ulteriori richieste di SFRATTO, sfratto che dovrebbe avvenire lunedì 24 gennaio. ASIA USB CATANIA è intervenuta – anche se è stata la CGIL ad indire l’assemblea, attraverso il SUNIA – a sostegno della vicenda: “Abbiamo partecipato e fatto la nostra proposta perché siamo e saremo sempre presenti per contrastare lo sfruttamento, qualunque sia la sua natura. [Federazione Del Sociale USB Catania SLANG ASIAnota]. All’assemblea con le famiglie sotto sgombero di via Gallo/via S. Elena ha partecipato anche il Comitato Reddito-Casa-Lavoro Catania che ha evidenziato come cinicamente con una pandemia in corso “l’azienda ospedaliera butta per strada decine di persone”.

 

Una ricostruzione ancora da completare, una ferita ancora aperta dimenticata dallo Stato. Protesta il Sindaco-fantasma: «Per il governo il mio comune non esiste». Dopo il terremoto Draghi cancella del tutto Santa Margherita Belice – Per il 54º Anniversario del terremoto che distrusse la Valle del Belìce (15 gennaio 1968) Franco Valenti, sindaco di Santa Margherita di Belice, utilizza la sua pagina social su FB per manifestare il proprio dissenso, attraverso cui – travestito da fantasma coperto da un lenzuolo bianco bardato dalla fascia tricolore – lancia un videomessaggio per dire basta! Il primo cittadino belicino alla stampa ha dichiarato: «a Santa Margherita il tempo si è fermato al momento del terremoto. La ferita è rimasta aperta, perché noi abbiamo ancora 84 prime unità abitative da ricostruire e un intero quartiere tuttora sprovvisto di opere di urbanizzazione primaria: tutto questo è scandaloso». L’occasione propizia per riparare al torto subito dai santamargheritesi poteva arrivare con i fondi del PNRR, ma – come sembra – anche per il governo in carica, quello del rilancio e resilienza, la vicenda del terremoto del Belice è una emergenza superata. Pertanto, legittimamente, sale il grido di dolore del sindaco Valenti per dire forte al governo: «ci consideri cittadini e non fantasmi». [video]

 

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