Rubrica settimanale su eventi e fatti in Sicilia -a cura RedPA-

 

Nord e Sud: una storia a due velocità – nota politica –

La Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) ha presentato il rapporto del 2021 che riguarda la ripresa economica del territorio italiano nel primo periodo considerabile “post” pandemico. È evidente che la famosa ripartenza assuma sin da subito una doppia velocità tagliando l’Italia in due e ricalcando la storia di un’economia strutturalmente divisa tra nord e sud. La crescita del Pil è in aumento, l’Istat ha stimato +6,2%, ma la precarietà lavorativa, la disoccupazione, i definanziamenti dei servizi pubblici restano concretamente un ostacolo.

Secondo un articolo apparso sul Manifesto, dal titolo Rapporto dal Sud, la povertà aumenterà soprattutto in Meridione, nonostante i fondi che verranno versati in vari settori tramite il Pnrr. Pare chiaro il motivo, nonostante le istituzioni a vario titolo e grado puntino il tutto e per tutto sul Piano di Ripresa e di Resilienza come manna dal cielo capace di risanare buchi risalenti a decenni fa. Non saranno questi finanziamenti, o per meglio dire questi prestiti, a salvare il salvabile, soprattutto se verranno destinati a priorità sbagliate.

La povertà al sud è sostanzialmente data da tre fattori: dal definanziamento dei servizi pubblici come la sanità e i trasporti, dalla bassa spesa pro capite per le cure sanitarie, dalla disoccupazione e dalla precarietà specificatamente femminili. I dati Istat parlano di un’occupazione principalmente maschile, in un anno sono stati occupati 390 mila uomini contro 118 mila donne, per la maggior parte per lavori precari. L’occupazione femminile su tutto il territorio italiano è ferma, nel mese di ottobre i 35 mila nuovi assunti sono tutti uomini. Oltre a questo, al sud si aggiunge il fardello del “blocco sociale” radicato nelle istituzioni locali che implica una gestione dei fondi secondo una dinamica clientelare che si riprodurrà anche per quanto riguarda il Pnrr.

Abbiamo commentato questo articolo con Francesco Festa, ricercatore indipendente di Storia Contemporanea e curatore per Derive Approdi dei volumi sulle autonomie meridionali. Abbiamo dettagliato una lente di analisi per leggere la realtà odierna che si radica in una storia ben più antica. Infatti, la crisi economica e sociale che sta esplodendo oggi è un fenomeno che si manifesta a due velocità sin dagli ultimi venticinque anni di storia recente. Nella storia dell’economia fordista gli interventi economici al sud si sono iscritti in misure eccezionali che riguardavano grandi investimenti nel pubblico e le grandi industrie. Negli anni 80 si è iniziata ad accentuare la differenza tra nord e sud per due motivi in particolare, da un lato una progressiva finanziarizzazione dell’intervento pubblico mentre al nord si poteva contare su un maggiore accesso al credito, su un’imprenditoria diffusa e su una pubblica amministrazione maggiormente funzionante. La crisi si estende dagli anni 90 in poi attraverso la promozione di piani europei che soppiantano gli investimenti pubblici, fino ad arrivare all’oggi in cui il pnrr si iscrive perfettamente in questa parabola. [radioblackout]

 

Palermo, secondo incontro del ciclo “Le Maestre”: Mary Beth Edelson e il movimento artistico femminista, Lunedì 6. ore 17 – Laboratorio “A.Ballaro” (Largo Rodrigo Pantaleone 9) Organizzato dal Caffè Filosofico “Beppe Bonetti” questo incontro del ciclo “Le Maestre” è dedicato a Mary Beth Edelson, esponente del Movimento artistico femminista americano. Mariella Pasinati – femminista, storica e critica dell’arte – introdurrà la giornata di studio: l’artista statunitense, scomparsa quest’anno, è stata una «pioniera del movimento artistico femminista. Ha utilizzato tecniche diversissime, dall’incisione alla pittura, dalla fotografia al collage, fino ad installazioni e performances. Docente, tra l’altro, presso la Scuola d’Arte di Washington D.C., ha contribuito a fondare The Heresies Collective (il Collettivo Eresie) e la corrispettiva rivista, per promuovere l’arte delle donne». L’evento potrà essere seguito in presenza presso la sede del Lab.Ballarò ed on line sulla piattaforma Google Meet (codice yzt fjoz xrx).

Libertà per Patrick Zaki: scendiamo in piazza! Amnesty Italia – comunicato

Palermo, domani 7 ore 18:00 – Teatro Massimo (Piazza Giuseppe Verdi)

Scendiamo in piazza per ribadire il nostro sostegno alla causa di PATRICK ZAKI e chiederne libertà. Martedì segnerà il ventiduesimo mese di detenzione arbitraria e illegale per Patrick Zaki da parte delle autorità egiziane.

AMNESTY ITALIA considera Patrick Zaki un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social.

Chiediamo a gran voce che il giovane attivista egiziano, studente dell’Università di Bologna, sia liberato d protetto da ogni tortura e maltrattamenti. [info]

 

“Da Felicia a Becky Moses, la Memoria e le nuove Resistenze”

Il 7 Dicembre 2021 ricorderemo Felicia Bartolotta Impastato al 17° anniversario dalla sua scomparsa, la giornata è dedicata a Becky Moses, morta a 26 anni nell’incendio della baraccopoli di San Ferdinando – Rosarno. L’iniziativa si svolgerà dalle ore 16.00 a Cinisi presso “Casa Felicia”. [info]

Lybia – No escape from hell – Un film di Sara Creta

Palermo, giovedì 9 ore 20:45 – Arci “Tavola tonda” (Cantieri culturali della Zisa)

“Libia, nessuna fuga dall’inferno”, il film di Sara Creta sarà proiettato alla presenza della regista, nell’ ambito di un evento organizzato da ADIF (Associazione diritti e frontiere), Arci Palermo, CISS e Forum Antirazzista.

“Libia, nessuna fuga dall’inferno (Libya, no escape from hell)” descrive la realtà dei migranti in Libia, ma anche il crudele sistema di respingimento e deportazione adottato nel Mediterraneo
centrale sulla base di accordi bilaterali, con il sostegno dell’Unione Europea. Malgrado i diritti umani siano negati in Libia, le milizie libiche sono di fatto partner dell’UE e, dopo il riconoscimento internazionale di una zona di ricerca e soccorso (SAR) “libica” sono percepite come autorità statali alle quali si delega il soccorso in mare anche in acque internazionali. Ma le attività di intercettazione si rivelano come un ennesimo sequestro a scopo di estorsione e dopo il rientro in Libia la maggior parte delle persone, anche se vulnerabili e già vittime di torture, scompaiono nei centri di detenzione statali o informali, o rimangono nascoste all’interno di abitazioni private in condizioni di grave sfruttamento.

Dopo la proiezione, si aprirà un confronto tra i partecipanti all’incontro,con la presenza di avvocati,
rappresentanti di associazioni e giornalisti. [info]

Basta allagamenti al Borgo Vecchio! Presidio davanti il comune di Palermo – comunicato

Giovedi 9 dicembre ore 15! – Piazza Pretoria

Il presidio è organizzato dei residenti di piazza della pace e di tutte le zone del borgo vecchio che da anni sono costretti a convivere con il problema di allagamenti costanti di scantinati e strade. La falda acquifera che negli ultimi 5 anni si è innalzata rappresenta un pericolo per la stabilità dei palazzi della zona. Dalle fognature traboccano acque della falda miste ad acque fognarie che determinano una rischio igienico-sanitario per gli abitanti. Le istituzioni devono subito fare qualcosa e mettere in sicurezza i territori !! info

 

Sotto dieci è sfruttamento: salario minimo e reddito di base per tuttə

Palermo, venerdì 10 ore 19:00 – Arci Porco Rosso (Piazza Casa Professa,1)

La rete nazionale di attivismo politico Up – Su la testa ha lanciato qualche mese fa una campagna per chiedere a gran voce un salario minimo di dieci euro lordi orari, ed un reddito di base incondizionato e più ampio dell’attuale reddito di cittadinanza.

L’Italia è fra i pochi paesi in Europa a non avere fissato un salario minimo orario, ad aver subito un abbassamento del salario medio rispetto a dieci anni fa, e ad avere una platea enorme di lavoratori e lavoratrici in stato di povertà: si lavora sempre di più, si guadagna sempre di meno.

E aggiungiamo noi qui al sud… per chi lavora!

Cosa significa dunque combinare queste due misure per le nostre vite? E cosa significa in particolare proporle in un contesto come quello palermitano e siciliano, dove la disoccupazione, il precariato, il lavoro nero e grigio sono una costante fissa? [info]

 

Presentazione del libro “La Pantera. Il primo movimento contro l’università neoliberale”

Palermo, venerdì 10 ore 17.30, Arci Tavola Tonda (Cantieri culturali -Zisa)

Il volume di Pietro Maltese ricostruisce le vicende della Pantera, il movimento universitario che nel dicembre del 1989 da Palermo si diffuse con l’occupazione delle facoltà nella maggior parte degli atenei italiani: “ Esso si opponeva al progetto riformista dell’allora ministro Antonio Ruberti, qui considerato come il punto di abbrivio del processo, tuttora in corso, di trasformazione in chiave neoliberale del sistema italiano di istruzione terziaria”. Con l’autore ne discuteranno : Davide Ficarra, Simone Lucido e Gilda Terranova. [info]

 

Sciopero personale: La Scuola si ribella della FLC

Palermo, venerdì 10 ore 09:30 – concentramento a Piazza Verdi

La federazione della Cgil nel convocare lo sciopero del personale dell’istituzione scolastica pubblica afferma: “La scuola non vuole essere considerata ancora un peso, una spesa da contenere”.

 

Vendita Straordinaria di Natale: mobili, oggetti, libri, vestiti e molto altro-

Palermo, sabato 11 ore 09:00 alle 19:00 – Via Caravaggio 4\10 –

Iniziativa promossa da Emmaus Comunità e Mercatino Solidale dell’Usato. Così come scrive l’organizzazione diffusa in diversi stati “il ricavato servirà a finanziare progetti di solidarietà a livello locale, nazionale e internazionale”. [info]

 

“Pino, vita accidentale di un anarchico” al cinema Rouge et Noir

Palermo, lunedì 13 ore 21:40 – Piazza Verdi 8

Torna al Rouge et Noir “Pino, vita accidentale di un anarchico”, il bel film di Claudia Cipriani dedicato a Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico milanese vittima innocente della Strage di Stato. Sarà proiettato lunedì 13 dicembre, giorno nel quale 52 anni fa fu arrestato e portato negli uffici della Questura di Milano, da cui non uscirà più vivo.
Il 12 dicembre 1969 una bomba esplode dentro la Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana, a Milano, provocando numerose vittime. Non è una bomba qualsiasi: per la storia d’Italia, per la storia personale di milioni di italiani, diventa “la” bomba. Un’esplosione che stravolge la vita sociale, i destini individuali di un’intera generazione e di quelle successive. Nella notte tra il 15 e il 16 dicembre, nella Questura di Milano, muore Giuseppe Pinelli, ex partigiano, anarchico, ferroviere, padre di due figlie, persona colta, mite, generosa. I vertici della polizia dichiareranno che “si è suicidato”, riconoscendo la colpa dei suoi compagni anarchici attentatori.
Non è soltanto una vile menzogna, è l’attuazione di una vera e propria strategia della tensione che vuole colpire la democrazia in Italia attraverso il settore più esposto e meno difeso da strutture di partito: quello del movimento anarchico e libertario. Dietro la morte di Pinelli, voluta da un intreccio micidiale di apparati dello Stato e servizi segreti deviati e internazionali, c’è un disegno mondiale di destabilizzazione e fascistizzazione.
Ci vorranno lunghi e duri anni di battaglie politiche e culturali, condotte dagli anarchici e da una parte crescente della sinistra, da giornalisti, intellettuali e artisti, perché la verità venga a galla, perché si parli di “strage di Stato”, perché la figura di Pinelli diventi un simbolo di giustizia sociale per l’Italia libera. info

 

Giovanni Canzoneri: “Dicu a vui” è la mia poesia di solidarietà a Turi

Il 2 dicembre 2021, la polizia ferroviaria di Firenze ha arrestato Turi Vaccaro, storico attivista e simbolo della lotta non violenta in Italia. Dicono che deve scontare un residuo di pena di 5 mesi più altri due mesi di arresto.

“DICU A VUI”

“Dicu a vui”

Chista è ‘ngiustizia,

chista è priputenza,

contru st’omu,

ca nun voli viulenza,

dicu a vui,

ca la liggi accanusciti,

libirati lu Vaccaru,

ascutatimi, sintiti.

Libiratilu,

grapiti li cancelli…è ura,

a stu nobili paladinu di la paci,

figghiu di la natura.

Dicu a vui,

ca la liggi accanusciti,

libirati lu Vaccaru,

si cuscenza aviti.

Libirati Turi!

Libiratilu di sta cundanna.

Libirati Turi!

È lu populu chi v’addumanna

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“Dico a voi”

Questa è ingiustizia,

questa è prepotenza,

contro quest’uomo,

che non vuole violenza,

dico a voi,

che la legge conoscete,

liberate Vaccaro,

ascoltatemi, sentite.

Liberatelo

aprite i cancelli…è ora,

questo nobile paladino della pace,

figlio della natura.

Dico a voi,

che la legge conoscete,

liberate Vaccaro,

se coscienza avete.

Liberate Turi!

Liberatelo da questa condanna .

Liberate Turi!

È il popolo che ve lo chiede.

 

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