Extinction Rebellion e la rivoluzione ambientale”, è il libro della giornalista e attivista Fiorella Carollo, che descrive il movimento per il clima che da due anni ha riportato la disobbedienza civile nelle strade e nelle piazze di tutto il mondo. Ne parliamo con l’autrice.

Quando hai deciso di scrivere questo libro e perché?

Il libro è stato scritto tra il luglio 2019, quando il movimento aveva appena otto mesi, e il marzo 2020. È stato pubblicato nel maggio del 2020 in pieno lockdown. In realtà io non dovevo scrivere questo libro. Nel giugno 2019 feci una campagna di crowdfunding per finanziare le ricerche per un libro sulla sostenibilità. Decisi di passare l’estate a Londra, una volta arrivata mi imbattei nella Summer Uprising di XR; passai la giornata tra i manifestanti, una folla eterogenea di mamme con bambini, giovani, cinquantenni, sessantenni, musica, poesie, polizia che guardava e chiacchierava con noi. Nell’arco di 48 ore decisi che questo sarebbe stato il mio prossimo libro. Decisi di scriverlo anche perché il silenzio della stampa italiana nell’aprile del 2019, riguardo alla grandissima manifestazione che per 11 giorni tenne in scacco la città di Londra e 1200 persone vennero arrestate, mi aveva sdegnato. La posizione della stampa italiana allineata, mi sembrava molto poco democratica. La nostra stampa sembra una stampa di regime. Così mi sono sentita in obbligo di informare i miei concittadini e concittadine di quello che stava succedendo.

Come sei riuscita a recuperare tutte queste storie?

Il capitolo che raccoglie le storie dei ribelli si è formato nell’arco di otto mesi, recuperando piano piano interviste dal Guardian ma anche da quotidiani australiani e americani. Per scrivere la storia di due tra i fondatori, Gail e Roger, non c’erano informazioni su di loro, ho composto un mosaico nel tempo archiviando le notizie man mano che le recuperavo, la storia di Gail, che fin da subito volevo raccontare, è stata l’ultimissima che ho aggiunto. Il lavoro di scrittura e di recupero delle informazioni seguiva lo sviluppo del movimento che tra l’autunno del 2019 e la primavera successiva ho dovuto confrontarsi con una crescita esponenziale incredibile, poi è arrivata la pandemia.

Quali sono le tue speranze nel movimento XR Italia?

Sono convinta che il movimento italiano colmerà prima o poi il grande gap che ha nei confronti del Movimento inglese e soprattutto riuscirà a fare quello che ha già fatto XR in UK: coinvolgere tutte le altre realtà sul territorio, non solo collaborare con Fridays for future, ma raccogliere attorno a sé i movimenti come Greenpeace, i Verdi, le femministe, i pacifisti, gli animalisti e altri. Questi movimenti, sono totalmente sicura, avranno un grande impatto sulle nostre società in Europa e negli Stati Uniti. Nel maggio del 2020 c’è stato l’assassinio di George Lloyd e il divampare in tutto il mondo delle proteste dei Black Lives Matter. Queste proteste hanno avuto un grande impatto tra l’ala giovanile del movimento, che è quella più grande, hanno fatto pressione affinché il tema della giustizia sociale e la lotta al razzismo diventino parte integrante di XR e così è stato.

Nel libro ci sono tantissime testimonianze di attiviste e attivisti di ogni età. XR non è solo un movimento giovanile?

La grandissima forza di Extinction Rebellion sta nella sua trasversalità, aspetto comunque, che è sempre stato proprio dell’ambientalismo. La grande eterogeneità della folla alle sue manifestazioni ne è la prova: si vedono bambine e nonne, persone di ogni confessione e colore. Per ottenere questo, il movimento è attivamente inclusivo, bisogna dire che la società inglese è multiculturale dagli anni ‘50 questo non la rende esente dal razzismo ma ha avuto tempo per sviluppare delle pratiche, dei modelli, dei protocolli d’inclusione. Per il movimento italiano questa capacità di apertura prima, e integrazione poi, sarà una vera sfida. È anche vero però che il movimento italiano può capitalizzare sulla grande tradizione di solidarietà che è propria del nostro popolo.

Un elemento che catalizza molto l’attenzione delle persone e le avvicina al movimento è la notevole creatività delle proteste…

Certamente, la creatività permette ai singoli ribelli di elaborare i sentimenti negativi e trasformarli. Anche gli spettatori e spettatrici più riluttanti vengono conquistati dall’atmosfera particolare che l’espressione creativa della protesta mette in campo.

Hai riportato la toccante lettera dei gilet gialli a XR “Cari ribelli, avete fatto la storia”. Un grande esempio di convergenza di lotte.

Mi era piaciuta moltissimo quella testimonianza giunta dalla Francia, c’era anche un aspetto che volevo emergesse da quella testimonianza, ed è che per arrivare fino in fondo ci vuole molta ostinazione, i ribelli francesi non hanno mollato per 11 anni. XR vuole promuovere un nuovo modo di stare assieme, una nuova comunità e per questa ragione dal settembre 2020 è nata una campagna chiamata “Trust the People” una formazione dedicata a sviluppare sia la fiducia a livello inter-personale sia a livello di gruppo, dedicata anche a come si costruisce una comunità. Oggi più che mai è necessario trovare un modo efficace di rispondere alle politiche che ci vogliono gli uni contro gli altri, le politiche che creano tanti fronti, che frammentano la solidarietà.

Quali sono i tuoi progetti editoriali?

E’ pronto un libro che sviluppa ulteriormente il discorso protesta ed emergenza climatica ma è focalizzato sulle donne attiviste. Raccoglie gli articoli che sono usciti sul Magazine di XR, su Pressenza e sul mio blog “Donna Reporter”.