Rubrica settimanale su eventi e fatti in Sicilia -a cura RedPA-

𝐑𝐀𝐖𝐀: “𝐍𝐨𝐢 𝐚𝐥𝐳𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚
𝐞 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐞 𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞!” Uniamoci alla Resistenza delle donne afghane! “È necessario che 𝐢 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐢 𝐞 𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐔E non forniscano nessun riconoscimento al regime dei talebani ed avviino azioni di supporto alle forze laiche e democratiche afghane come RAWA (Revolutionary Association of the Women of Afghanistan) e Hambastagi (Solidarity Party of Afghanistan)

Messina, oggi ore 17:00 · in Prefettura (Piazza dell’Unità d’Italia)

L’invasione dell’Afghanistan da parte degli USA e dei paesi NATO, fatta con il pretesto di sconfiggere il terrorismo e liberare le donne, è stata un gigantesco fallimento. La guerra ha prodotto 241.000 vittime e oltre 3,5 milioni di sfollati
Oggi l’Afghanistan produce il 90% dell’eroina mondiale, la corruzione all’interno delle cosiddette istituzioni afghane ha raggiunto livelli spaventosi (l’Afghanistan è al 165o posto su 180 paesi nelle statistiche di Transparency International) e il paese ha pochissime e gravemente carenti infrastrutture, scuole, ospedali.
In questi 20 anni di occupazione militare gli USA hanno speso 2.300 miliardi di dollari, la Germania 19 miliardi di euro e l’Italia 8,7 miliardi di euro.
La “liberazione delle donne” non è stata garantita: l’87% delle donne afghane è ancora analfabeta; le donne che hanno avuto la possibilità di studiare e lavorare costituiscono un’esigua minoranza, usata dall’Occidente per dimostrare il successo dell’occupazione.
Quanto al terrorismo, oggi in Afghanistan è più che mai rampante; il paese è stato regalato ai talebani, dal 2015 è attiva la violentissima cellula ISIS Khorasan e i signori della guerra a cui nel 2001 la coalizione di potenze occidentali ha dato il potere sono pronti a rialzare la testa nel caso in cui i talebani non assicurino loro una fetta della torta. info

 

 

#Staffettasiciliana a Catania – L’ «emergenza rifiuti» nell’isola trova magicamente la soluzione: applicare la tecnologia dell’incenerimento

Nell’ambito del progetto #Staffettasiciliana-per unificare le lotte, domani al Bastione degli Infetti (via Torre del Vescovo, ore 17:30 ) incontro pubblico promosso dall’ Osservatorio Rifiuti Catania per costruire un fronte comune contro la realizzazione di impianti inquinanti nel territorio di Catania e per la progettazione di azioni collettive efficaci sul tema ambientale e dei rifiuti. Mentre il porta a porta è lontano dall’affermarsi, i quartieri della città sono sempre più spesso invasi dai rifiuti e nulla viene fatto per ripensare il modello mortifero della discarica di Grotte San Giorgio, gli impianti di incenerimento sembrano “spuntar fuori” ogni volta che il governo regionale voglia dare l’impressione di curarsi del tema rifiuti. È cosi quindi che la cosiddetta “emergenza” dei rifiuti in Sicilia trova la sua “magica” soluzione nella tecnologia dell’incenerimento, o per dirla con l’espressione fantasiosa di Musumeci, di “termo utilizzazione”. Le istituzioni regionali e locali continuano ad ignorare gli appelli degli abitanti, delle associazioni e degli esperti, che indicano altri modelli possibili e soprattutto necessari. Non solo l’incenerimento, infatti, è una tecnologia dannosa per la salute di esseri umani e ambiente (come indicano, tra gli altri, numerosi studi a cura dell’associazione internazionale “Medici per l’Ambiente”), ma è anche una tecnologia obsoleta che prevede tempi lunghissimi di realizzazione. Come si urla spesso nelle piazze di tutto il mondo a proposito della crisi ecologica, noi crediamo che non ci sia più tempo e che ripensare l’intero ciclo dei rifiuti, a partire da produzione e consumi, sia necessario. info

 

Ciao Gino! Omaggio a Gino Strada – A un mese dalla sua scomparsa del fondatore di EMERGENCY. All’Arena Argentina si proietterà il docufilm “Open Heart”

A un mese dalla sua scomparsa, su iniziativa del Gruppo EmergencyCatania lunedì 13 (ore 21.00), si ricorderà Gino Strada. All’incontro prenderà parte Fabrizio Pulvirenti, medico infettivologo che con Gino Strada ha lavorato in Sierra Leone durante l’epidemia di Ebola, portando la sua personale testimonianza di Gino, come medico e come uomo.

Nel corso della serata saranno letti alcuni brani di “Pappagalli verdi” che hanno segnato la “crescita” e la “passione” dei volontari di Emergency.

«Con tutti voi, amici e sostenitori di Emergency, sarà emozionante condividere questa serata in ricordo di Gino Strada. Ci sentiremo tutti meno soli. Grazie»

Le volontarie e i volontari del gruppo Emergency Catania

NB: L’accesso all’Arena Argentina avverrà gratuitamente, con Green pass e fino ad esaurimento posti. Consigliamo di arrivare non oltre le 20,30, per adempiere con serenità alle procedure di controllo (nell’ambito delle normative di contenimento della pandemia COVID 19) e… per essere sicuri di trovare posto! info

 

ASIA USB: “Sfratti, rischio di una vera e propria mattanza”. Riapre a Catania lo sportello di assistenza e consulenza legale

Il Ministero dell’interno ha pubblicato gli ultimi dati disponibili relativi alle richieste di esecuzione di sfratti. Sono dati relativi al 2019, quindi immediatamente precedenti al diffondersi dell’epidemia da Covid 19 e dal blocco delle esecuzioni che ne è seguito.

I dati non sono per niente incoraggianti. Nel nostro paese il totale di richieste di esecuzione ammonta a 100.595, cui sono seguiti 48.543 provvedimenti e ben 25.930 sfratti (un quarto delle richieste, più della metà dei provvedimenti sono stati dunque eseguiti): 275 richieste e 133 provvedimenti di sfratto al giorno; 71 esecuzioni al dì in media! La maggior parte per morosità.

Con lo scopo di difendere il diritto all’abitare e di dare voce agli inquilini e agli abitanti oggi ulteriormente schiacciati tra un mercato privato sempre più inaccessibile e l’assenza di assegnazione di case popolari, martedì 14 settembre riapre a Catania lo Sportello Casa Asia-Usb, uno sportello per la consulenza e l’assistenza legale e GRATUITA sugli affitti, sugli sfratti, sui pignoramenti, per la tutela nell’assegnazione degli alloggi popolari.

Lo Sportello riceve presso la sede del CSP “Graziella Giuffrida”, in via Vittorio Emanuele 436, tutti i martedì dalle 17 alle 19. info

 

 

“No alla rottamazione del personale e alla macelleria sociale”. Polveriera lavoro: dagli infortuni al futuro di Alitalia e Almaviva

Infortuni, disoccupazione, precariato e altri problemi connessi al tema del lavoro meritano maggiore attenzione e maggiore indignazione; invece, non scandalizzano abbastanza e non sono sufficientemente “di moda” nell’era dell’indignazione “a comando”, delle campagne virali dei social e dei “#prayfor“. Eppure, i motivi per indignarsi e accendere i riflettori sul mondo del lavoro non mancano. Tre esempi di questi giorni: altri 4 infortuni mortali in poche ore in Italia, i timori per il futuro occupazionale di Alitalia e i timori per il futuro da parte degli oltre 600 lavoratori di Almaviva (il call center dell’Alitalia).

I luoghi dei 4 nuovi incidenti mortali sul lavoro? Le campagne fiorentine, il porto di Livorno, il cantiere della metropolitana di Napoli e un laboratorio del marmo in Toscana. Le nuove 4 “morti bianche” si aggiungono ai quasi 700 infortuni mortali denunciati da Gennaio a Luglio in Italia. Anche gli altri dati Inail del 2021 non sono incoraggianti: 312.762 denunce di infortuni complessivi e 33.865 denunce di malattie professionali in Italia da Gennaio a Luglio.

Per quanto riguarda Almaviva, 570 lavoratori vivono a Palermo e 66 vivono a Rende, in Calabria. “No alla rottamazione del personale e alla macelleria sociale” recita lo striscione dei dipendenti palermitani di Almaviva, durante la manifestazione davanti al Teatro Massimo. (nota di Pietro Scaglione)

 

 

Forum Siciliano: Ato unico regionale per il servizio idrico? “No grazie preferiamo l’Acqua Pubblica!” Nulla di nuovo dal governo Musumeci: la privatizzazione dell’Acqua Bene Comune era già obiettivo dei governi Lombardo e Cuffaro

In attesa di conoscere i contenuti del ddl approvato in giunta da Musumeci, leggendo le dichiarazioni del Presidente e dell’Assessora Baglieri la prima impressione è che non abbiano mai letto la legge vigente 19/15 alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 93 del 2017. Se così fosse saprebbero che i profili di incostituzionalità introdotti in aula al momento dell’approvazione della legge nel 2015 sono stati cassati dalla Corte, rendendo la legge perfettamente aderente alla legislazione nazionale ed europea in materia di governance. Quello che è mancato in questi anni, malgrado il commissariamento delle ATO prima e delle ATI poi da parte della Regione è una reale volontà di applicarla. Troppe le “sviste” dei Commissari ad acta anche in casi gravissimi come quello di Agrigento, per non parlare della frequenza con cui non hanno ottemperato al mandato di nomina per far entrare a regime la legge.

Quello che il Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni teme è che in realtà una nuova legge serva alla Regione per risolvere a vantaggio del gestore del sovrambito super privato Siciliacque, (per il 75% della multinazionale francese Veolia), la bocciatura delle tariffe applicate, dopo le sentenze del TAR e del CGA. Tariffe illegittime quanto le delibere di Giunta che le avevano autorizzate. Altro tema per cui una nuova legge sarebbe risolutiva secondo il Presidente è quello di “un vasto Piano di riqualificazione delle reti di distribuzione e di corretta gestione delle acque”, Piano in realtà già contenuto negli aggiornamenti dei Piani d’ambito delle ATI che la stessa Regione ha finanziato. I gestori d’ambito, auspichiamo pubblici, potranno attingere ai fondi del PNRR ed a quelli della programmazione EU 2021/27 destinati all’idrico. Ma forse il vero tema è proprio questo, chi gestirà questi ingenti capitali pubblici; enti di diritto pubblico senza finalità di lucro come il Forum siciliano chiede da anni in attuazione dei Referendum Popolari del 2011 e come la legge vigente 19/15 prevede o il super gestore del sovrambito magari in accordo con gli altri privati di cui è creditore? Se a pensare male si indovina, la preoccupazione di tutelare il Bene Comune primario da ulteriori speculazioni e privatizzazioni è fondata. Su questo chiediamo fin d’ora un incontro con il Governo e con tutte le forze politiche all’ARS.

comunicato Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni

 

 

Coordinamento Regionale Comitati NO MUOS: 2001\2021 vent’anni di bugie – comunicato

Duemilamiliardi di dollari, è questo il costo arrotondato per difetto speso dagli Usa per la guerra in Afghanistan. Una cifra che preferiamo scrivere in lettere perché si dimostra ancora più enorme.
Ma se il costo in denaro è impressionante lo è ancora di più quello dei morti lasciati sul campo. Sono più di 50.000 i morti civili afgani, i cosiddetti danni collaterali delle bombe americane e Nato, e così in tutto i morti raggiungono l’agghiacciante cifra di 241.000.
Per cosa? La guerra al terrore scatenata da Bush all’indomani dell’11 settembre 2001 doveva raggiungere due obiettivi: il primo, restituire al mondo occidentale sicurezza, ciò ha significato per Usa e paesi allineati l’istituzione di misure emergenziali che non si sono mai destituite provocando la militarizzazione dei nostri territori e delle nostre vite e il restringimento degli spazi di libertà d’espressione; il secondo, liberare il popolo afgano dal governo talebano.
L’intero apparato della Nato, Italia inclusa, si allineò per raggiungerli.
Il risultato? Buona parte del popolo afgano stanco dei morti e dei soprusi dei militari delle potenze imperialiste straniere ha favorito e sostenuto l’avanzata della resistenza talebana che è entrata trionfalmente a Kabul costringendo il personale delle potenze occidentali a scappare in elicottero dai tetti delle ambasciate assediate. Una grande e cocente sconfitta per gli eserciti più potenti del mondo.
Una cosa sarà chiara da questo momento in poi: la manfrina di esportare la pace e la cosiddetta democrazia occidentale è la più grande fake news mai divulgata. In venti anni di guerra l’unica cosa che il popolo afgano ha ricevuto sono state bombe, massacri e l’intero paese devastato; gli unici che si sono arricchiti sono le multinazionali della guerra che hanno venduto armi, munizioni ed interi eserciti di mercenari per fare i lavori più sporchi.
Anche l’Italia, collaboratrice d’eccellenza con le sue basi militari di Aviano e Sigonella, esce con le ossa rotte da questa sconfitta; il bilancio è di 9 miliardi di euro spesi e più di 50 morti. Tragicomiche sono state le parole del Ministro della difesa Guerini qualche giorno prima della ritirata che con la sua faccia di bronzo continuava ad affermare il successo della missione, della stabilità delle istituzioni afgane che avrebbero dovuto guidare il paese, e ventilava dei possibili affari che la ricostruzione avrebbe dovuto portare alle solite tasche, aggiungiamo noi.

leggi comunicato integrale

 

Brevissime

Verso la #GiraZapatista – Ragusa, oggi ala Rotonda “Maria Occhipinti” (ore 17.30) presentazione del libro di Orsetta Bellani “Indios senza re – conversazione con le zapatiste e gli zapatisti su autonomia e resistenza”, edizioni La Fiaccola.

Giudice amministrativo ferma la caccia in Sicilia: fauna decimata dagli incendi. Dopo il primo decreto cautelare del primo settembre che aveva stoppato la pre-apertura della stagione, il Tar – Sezione di Catania ha confermato la sospensione della stagione venatoria fino all’apertura così come indicata, con apposito parere scientifico, dall’Ispra che – come hanno rilevano le associazioni ambientaliste – “suggeriva maggiore tutela per le popolazioni faunistiche stanziali e migratorie, già decimate dagli incendi”. WWF Italia, Legambiente Sicilia, Lipu BirdLife Italia, LNDC Animal Protection ed Enpa dichiarano la piena soddisfazione per il risultato ottenuto nel merito della tutela degli animali selvatici. (leggiQUÌ)

Torna l’aborto clandestino in Sicilia. Un’inchiesta ha mostra che nell’isola la percentuale di obiettori di coscienza è dell’83%, negando de facto il diritto della donna. La realtà è però che gli aborti illegali non se ne sono mai andati: in Italia 1 medico su 7 non vuole praticare interruzioni di gravidanza e una donna incontra moltissime difficoltà prima di riuscire a ottenerne una. A un anno di distanza dalle nuove linee guida sull’aborto farmacologico, solo il Lazio le ha attuate davvero. In Italia la legge 194/78 non è rispettata. (leggiQUÌ)

Non una di meno – PalermoFimminə – La Cultura è Donna: “Sessismo nel mondo dello spettacolo“- venerdì 17 ore 19:00 – MUSIC TALK al Malox – Piazzetta Della Canna – «Devi comportarti come se fosse possibile cambiare radicalmente il mondo e devi farlo costantemente. E noi partiamo dalla nostra città, Palermo: il desiderio non conosce catene, così noi desideriamo celebrare la cultura come spazio transfemminista». [leggiQUÌ]

 

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