In merito alle recenti notizie di stampa riguardanti lo “sblocco” delle forniture di armamenti agli Emirati Arabi Uniti va innanzitutto evidenziata la strumentalizzazione della notizia da parte di diversi organi di informazione che, non solo oggi ma da mesi, stanno parlando di un inesistente embargo di armi imposto dall’Italia verso gli Emirati Arabi Uniti: non c’è mai stato alcun embargo da parte del governo italiano o dall’Autorità nazionale competente, l’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (Uama) né verso gli Emirati Arabi né verso l’Arabia Saudita, ma solo la revoca di sei licenze di forniture di bombe e missili utilizzati da questi paesi nel conflitto in Yemen.

Inoltre, quella diffusa oggi non è una risoluzione della Camera sulla situazione nello Yemen, ma una semplice “Comunicazione congiunta” della Commissione Affari esteri della Camera al Parlamento Europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Considerato che le misure restrittive sulle forniture di armamenti nei confronti degli Emirati Arabi Uniti erano state decise dal governo Conte a seguito di precise mozioni votate dalla Commissione Esteri della Camera, se davvero la situazione in Yemen è cambiata è auspicabile che la Commissione si esprima con una nuova mozione anche a seguito di audizioni con le nostre associazioni, alcune delle quali sono direttamente impegnate con aiuti umanitari nello Yemen.

Ma va sopratutto detto con forza che proprio le numerose risoluzioni del Parlamento europeo (che per anni ha chiesto di imporre un embargo verso Arabia Saudita e UAE) e sopratutto le decisioni di vari Paesi europei, tra cui l’Italia, di revocare le licenze di forniture di armamenti hanno contribuito all’annuncio da parte degli Emirati di ritirarsi dallo Yemen. Questo dimostra che la revoca delle licenze decisa dal governo a seguito delle mozioni parlamentari e soprattutto delle reiterate richieste da parte delle nostre associazioni ha sortito l’effetto desiderato: l’annuncio del ritiro degli Emirati Arabi dal conflitto in Yemen. Solo una politica che non si piega ad indebite pressioni ma che mette rigorosamente in atto le norme stabilite dalle nostre leggi e dai trattati internazionali è in grado di portare paesi belligeranti a rivedere il proprio atteggiamento assumendo una nuova e più responsabile postura nella scena internazionale. Solo il dialogo tra le parti può infatti condurre ad una soluzione pacifica del conflitto in Yemen e non certo i bombardamenti indiscriminati sui civili attuati per anni da parte della coalizione militare a guida saudita.