Il PNRR appena nato si ammanta di nuovo ma odora già di vecchio: sono annunciati forti investimenti pubblici che, però, sono finalizzati unicamente a sostenere il mercato e le sue logiche e costituiscono, sotto altre forme, un elemento di continuità con le solite ricette liberiste che ci propinano da 30 anni, che mai sono riuscite a portare benessere generale, né in Italia né altrove sono state applicate: privatizzazioni e ancora privatizzazioni, anche dell’acqua.

Per coordinare la gestione dei fondi del PNRR viene individuato un nucleo tecnico: tutto al maschile, con nomi più o meno noti al grande pubblico, ma sicuramente conosciuti negli ambienti che contano per il loro impegno a riformare il paese in un’ottica neo-liberista.

Tra questi spicca Stagnaro, Direttore Ricerche e Studi dell’istituto Bruno Leoni, think tank neoliberista. Per capire il personaggio: è autore di un libello dove chiede l’apertura del mercato delle armi, sfacciato tanto da citare Hitler, e noto negazionista climatico, tanto da attaccare il movimento globale Fridays for Future e, più in generale, tutte le istanze che chiedono un cambiamento in difesa del Pianeta.

Ma non è una singola figura, per quanto inopportuna, ad allarmare, è l’insieme di questo gruppo, costituito da negazionisti climatici e da persone che ritengono che lo Stato debba intervenire unicamente per favorire e ricostruire i mercati, lasciandoli liberi di autoregolarsi.

Progetti da decine di miliardi del PNRR passeranno al vaglio di queste persone, che dovranno garantire una transizione verde già progettualmente precaria, all’interno del PNRR, con uno Stato presente solo come finanziatore, lasciando all’iniziativa privata la gestione e i profitti.

Costoro pensano che la “virtuosità” di un’azienda pubblica si calcoli in base al suo fatturato, e non al come gestisce e per chi.

Per questo li giudichiamo non solo incapaci di affrontare la sfida della ripresa, che deve partire dai diritti, a cominciare da quello alla salute, ma anche di fatto contrari ad affrontare la sfida del futuro, quella del contrasto al cambiamento climatico, che ha bisogno di scelte importanti e di rendere protagonistə le/i cittadinə, e non di un “green washing” di facciata.

Facciamo un appello a tutte le realtà, a tutti i cittadini/cittadine che hanno a cuore il paese; che pensano che i diritti vengano prima dei profitti dei grandi gruppi industriali; che pensano che le aziende pubbliche non debbano essere spolpate ma essere il volano della ripresa: contestiamo le nomine, contestiamo il PNRR, mettiamo in campo l’alternativa.

Cominciamo dal chiedere la rimozione di Stagnaro dal gruppo dei 5 e la trasparenza assoluta sul loro operato: che siano pubblicati il loro pareri, i verbali delle riunioni, i documenti prodotti. Non dimentichiamo che il PNRR ci riguarda tutt@.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua