Roger Hallam lo indica chiaramente nel manifesto della fondazione di XR (Common Sense for the 21st Century): serve un nuovo movimento che impari dagli ultimi 40 anni di lotta ambientalista, analizzi i successi e gli errori e crei una nuova strategia più efficace. Infatti, se dopo 40 anni di lotta ambientalista ci troviamo ancora al punto di partenza, se non peggio, è evidente che qualcosa non ha funzionato. XR non dovrà seguire l’impostazione degli attuali movimenti ambientalisti, sarebbe solo un’inutile frazionamento di forze ed energia. XR dovrà percorrere strade nuove, proporre nuove soluzioni e continuare il percorso in maniera più efficace ed efficiente.

DOVE NASCE LA CRISI ATTUALE

La specie umana crea storie necessarie a dare senso al mondo che percepiamo. Una struttura, un approccio conoscitivo, che viene articolato per dare una giustificazione al caos che ci circonda. L’insieme di queste storie e ciò che raccontano, diventano la base su cui si fonda ogni società; ne costituiscono infatti la sua “narrativa”1.

La narrativa attuale ci dice che siamo degli individui separati, circondati da altri individui separati, dentro un universo separato da noi. La separazione è la base del senso di identità dell’ego. La percezione di noi stessi, come frammenti isolati da ciascuno e dal mondo che ci circonda, fa nascere la paura, ed il conflitto interiore ed esteriore diventa la norma2.

Sentiamo un vuoto dentro noi, frutto della condizione di separazione. Cerchiamo di riempire questo vuoto in modo materialistico, accumulando oggetti, ricchezze. Il consumismo ci ha insegnato a contare sul piacere di una soddisfazione immediata. Questa illusione di appagamento, così simile ad una droga, ci illude per un momento di essere parte di un qualcosa di più grande di noi e ammorbidisce temporaneamente il dolore della sua mancanza. Soldi e potere sono sostituti di sicurezza, di autostima, di libertà, di un senso di appartenenza.

Tuttavia esige sempre di più: la voragine non si colma, più cerchiamo di colmarla più la percepiamo: più potere, più ricchezze accumulate, che non ci portano alla felicità (nel 2011 una ricerca americana del Boston College sugli ultraricchi, più di 25 milioni in banca, ha mostrato che anche loro sentono scarsità finanziaria)3.

La nostra fame ha purtroppo raggiunto proporzioni insostenibili a livello planetario, stiamo entrando nella fase dell’auto annientamento.

Il sistema è tossico, e noi siamo i tossicodipendenti.

LA NARRATIVA ATTUALE

In tutte le narrative della storia dei popoli del Mondo, troviamo un fondamentale punto comune: ci sono i bravi e i cattivi che si confrontano attraverso la lotta. Noi siamo nel giusto, loro sono in errore. Noi salveremo tutti, loro distruggeranno quanto c’è di buono, bello e giusto.

Questa storia di lotta è profondamente incorporata nel nostro pensiero e comportamento di specie. Tutta la nostra cultura, miti, leggende, poemi, racconti, film, ballate, ne sono impregnati4.

Il senso di separazione genera in noi ansie e paure che riusciamo a sopprimere solo con l’idea di conquista e dominio. Porta ad una continua ricerca di un rafforzamento dell’ego individuale, basato sul confronto/scontro con gli altri rappresentato dallo status sociale, dall’approvazione, dal successo economico, attraversato dall’ansia di sopravvivenza agli altri.

L’individualismo personale, allargato al gruppo di appartenenza, che ha la sua naturale trasformazione nel pensiero nazionalistico ed ai suoi estremi nel razzismo, costruisce frontiere, recinti e muri.

Charles Eisenstein che ha studiato e descritto questo modo di pensare, di affrontare la vita, la chiama “la narrativa della separazione”, o vecchia narrativa5.

L’importante è essere consapevoli che questo è frutto di una scelta, che non riflette una realtà obiettiva.

L’attuale narrativa, basata sulla condizione d’essere di individui separati’, promuove infatti comportamenti privi di empatia, dedicati esclusivamente all’ottenimento di guadagni a breve termine. La narrativa della separazione ci ha condizionato, ha creato il distacco, la non appartenenza che sentiamo in noi. In fondo distruggiamo il mondo perché abbiamo creato una narrativa sbagliata. Di qui l’importanza del principio di XR di non incolpare, non biasimare: il ‘cattivismo’ non è la causa ma è la conseguenza dell’attuale situazione.

Finché le nostre azioni, il nostro pensiero, è alimentato dalla separazione tutto quello che facciamo non fa differenza, infatti rafforza la narrativa, confermando lo status quo.

Fermare le emissioni di CO2, la distruzione degli ecosistemi, l’inquinamento, perfino ‘sconfiggere’ un virus, tutto bello e essenziale per salvarci, ma in fondo non cambia noi né lo stato di separazione in cui ci troviamo e di conseguenza non esclude che i fenomeni, di cui siamo i principali responsabili, si ripetono.

La scienza della comunicazione e la psicologia ci dicono che contrastare il ‘male’ direttamente non funziona, spesso addirittura ha un effetto contrario. Dare più informazione (cercare di convincere usando argomenti razionali) spesso risulta in un rafforzamento delle resistenze o delle posizioni contrarie6, perché infatti rimani nella stessa narrativa.

Cambiando radicalmente narrativa, invece di ‘con-vincere’ con argomenti possiamo offrire un’esperienza al di fuori dell’attuale narrativa, smontandone le fondamenta.

Atti di non-separazione puntano su questo: atti di generosità, perdono, attenzione, verità, umorismo, atti paradossali o di amore sono atti di invito, l’invito a partecipare, ad abbandonare la separazione, a vedere il mondo con un altro sguardo.

Convertiamo le emozioni negative legate alla crisi in forze positive: la paura diventa fiducia, il senso di colpa diventa un senso di solidarietà, la rabbia diventa amore, la disperazione diventa sicurezza e dal senso di impotenza ricaveremo la nostra forza.

Questo atteggiamento ci lancia in primo luogo, immediatamente, una sfida: Lasciamo le nostre zone di comfort per agire per il cambiamento.

Il dovere morale di disobbedire diventa un disobbedire alla narrativa della separazione, una negazione di tanti meccanismi che troviamo anche dentro di noi stessi. In questo senso l’attivismo diventa una percorso di riflessione e apprendimento.

Con una narrativa diversa i ‘cattivi’ perdono la loro influenza sulla società restando relegati nei luoghi che più gli competono.

E’ ora di praticare questa strada.

LA NUOVA NARRATIVA: ABBIAMO UNA VISIONE CONDIVISA SUL CAMBIAMENTO.

Per la nascita e lo sviluppo del pensiero razionale il presupposto fondamentale è stata la separazione tra il soggetto e l’oggetto. La scienza occidentale si è sviluppata grazie a quest’approccio, che sta anche alla base della vecchia narrativa della separazione.

L’avvento del metodo scientifico ha portato enormi vantaggi al genere umano. La capacità di prevedere il comportamento del mondo materiale e quindi di poterlo gestire e dominare ha aperto all’uomo la possibilità di espandersi verso orizzonti e con velocità incredibili. Lo sviluppo della tecnologia porta ad un sempre maggior controllo sul mondo esterno, interno (dentro il nostro corpo) e ad un maggior controllo sociale.

La stessa scienza adesso è la prima ad aprire la porta alla nuova narrativa: iniziando con le scoperte nella fisica (quantistica) iniziate nel secolo scorso che hanno portato a una visione del mondo dove l’incertezza è alla base della nostra conoscenza della natura. Non esiste una verità assoluta che prescinda dall’osservatore. Sembra che nell’universo tutto sia collegato, effetti occorrono senza necessariamente una causa, elementi sono sincronizzati sfidando le leggi scientifiche6. Come diceva il premio Nobel Max Born “sono convinto che la fisica teoretica in verità è filosofia”7. Fatti che vengono continuamente confermati da altre discipline scientifiche come la neurofisiologia, la neurobiologia, la genetica, la psicologia.

La neurofisiologia dimostra che che c’è una connessione diretta tra il mondo psichico e quello fisico: pensieri e parole hanno un’influenza diretta sul rilascio di composti chimici nel sangue che gestiscono i processi fisici. Dimostra anche che lamentarsi e giudicare danneggia i propri neuroni8.

L’ecologia o ‘Neurobiologia Vegetale’ ci spiega che tutti gli alberi di un bosco sono interconnessi e comunicano tramite una fitta rete di radici, funghi, uccelli e sostanze chimiche trasportate nell’aria9. “Il regno vegetale dispone di uno straordinaria ventaglio di strategie per “manipolare” a scopi adattivi non solo i suoi stessi esponenti e gli animali, ma anche l’uomo stesso”.10

Piante che hanno la capacità di comunicare, di percepire gli eventi, di memorizzarli, e persino di provare emozioni11, il famoso esperimento in UAE (pubblicità di IKEA) sul molestare verbalmente o no una pianta12.

La genetica moderna ci dice che l’evoluzione del DNA non è (solo) un percorso di mutazioni casuali e di selezioni naturali frutto di competizioni, ma di fusioni simbiotiche e di collaborazioni13. La separazione tra ‘te’ e ‘me’ si fa sempre più confusa per la scienza: dove inizio ‘io’ e dove finisci ‘tu’ ? Non siamo degli individui separati con relazioni, siamo relazioni14

La nuova narrativa che emerge ha origine in antiche narrative che hanno perso gradualmente la propria influenza quando sono state relegate nella sfera della religione e della spiritualità. Adesso la narrativa mistica all’origine di tutte le più antiche religioni potrebbe diventare mainstream: in fondo tutto è interconnesso, ogni azione ha un effetto sul tutto15.

Primo principio di XR: È nostro dovere creare un mondo vivibile per le prossime sette generazioni e i nostri cuori ci dicono che un mondo diverso è possibile.

Se io faccio male a te danneggio anche me stesso: faccio male al tutto. Se faccio male a me stesso danneggio anche te. Se io faccio bene a me o a te faccio bene a tutti. L’essere interconnessi forma così la base del principio della Nonviolenza. In questo mondo non c’è spazio per razzismo, maschilismo, qualsiasi forma di discriminazione o ingiustizia sociale.

Un mondo senza coscienza non esiste: l’universo non è un posto ostile da dominare, ma è pieno della coscienza di cui facciamo parte. Scopo, intelligenza e coscienza sono inerenti all’universo. Essendo tutti parte di qualcosa più grande di noi abbiamo tutti un ruolo, un dono unico personale, che possiamo trovare e realizzare. In XR si chiama cultura rigenerativa, si prende cura del pianeta e si prende cura della vita, nella consapevolezza che questo è il modo più efficace per creare un futuro fiorente per tutta l’umanità16.

C’è purtroppo un enorme divario tra le ultime scoperte scientifiche e la consapevolezza generale. Sappiamo della nuova narrativa ma viviamo ancora nella vecchia.

C’è poco tempo, ma l’unica via d’uscita è la trasformazione della narrativa17

La vecchia narrativa della separazione sembra un bastione incrollabile, ma questa è un’illusione: nessuno, un mese prima della caduta del muro di Berlino, avrebbe pensato che sarebbe caduto, impensabile era un crollo dell’Unione Sovietica e della DDR; ed è successo comunque in una notte.

La storia ci insegna la tremenda forza delle nuove idee che, supportate da movimenti dedicati ed organizzati, che spesso hanno operato cambiamenti nell’arco di una sola notte.

In XR la cultura rigenerativa, il messaggio di riconciliazione che propone, sono punti imprescindibili che esortano a diventare i narratori del nuovo mondo.

“… per questo motivo impegniamo le nostre vite a diffondere un nuovo messaggio di riconciliazione, discostandoci dal separatismo e dalla competizione, sulle quali la società moderna si basa; siamo i narratori di una storia più bella che appartiene a tutti noi, agiamo in nome della vita.”

Titus Dart XR Magazine Società

  1. https://www.jenal.org
  2. Eckhart Tolle: “il Potere di Adesso”
  3. https://www.theatlantic.com
  4. Joseph Campbell: “L’eroe dai mille volti”, Pantheon Books, 1949
  5. Charles Eisenstein: “The More Beautiful World our Hearts Know is Possible”, North Atlantic Books, 2013
  6. Per esempio: entanglement quantistico; Alain Aspect, Philippe Grangier e Gérard Roger, Experimental Tests of Realistic Local Theories via Bell’s Theorem, in Physical Review Letters, vol. 47, 1981, p. 460. 2
  7. Per tanti teoretici la fisica quantistica non studia una realtà oggettiva ma una inter-soggettività: p.e. Eugene Winger (premio nobel) “The problem of measurement” Journal of physics 31,6
  8. Mark Robert Waldman, Andrew Newberg: “Words can change your Brain” https://meteoreducation.com/
  9. https://thevision.com/habitat/alberi-network-emergenza/
  10. Prof.Stefano Mancuso https://www.raiplay.it/video/2021/03/Maestri
  11. “La Vita Segreta delle Piante” Peter Tompkins e Christopher Bird
  12. https://www.youtube.com/watch?v=Yx6UgfQreYY
  13. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2817139/
  14. Charles Eisenstein: “Sacred Economics” p.65
  15. Fritjof Capra “il Tao della Fisica”
  16. Charles Eisenstein: “The More Beautiful World our Hearts Know is Possible”
  17. https://www.ted.com

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