Rubrica settimanale su eventi e fatti in Sicilia -a cura RedazionePA-

 

NUdM-PA sostiene la campagna “Non è un veleno”

Non una di meno – Palermo si schiera a sostegno della campagna “Non è un veleno” lanciata da Maghweb, per contribuire alla corretta informazione scientifica su pillola Ru486 e aborto farmacologico, contro la campagna “tossica e pericolosa” organizzata in diverse città italiane dai gruppi No Choice. Una cartellonistica comunicativa di disinformazione – quella diffusa dal fronte antiabortista (per contestare le linee guida recentemente diramate dal Ministero della Salute che prevedono la somministrazione della Ru486 senza più il ricovero ospedaliero) – basata su un messaggio ideologicamente dogmatico con linguaggio comunicativo (corredato da una forte immagine impattante) assolutamente fuorviante (“Prenderesti mai del veleno?”).

Così come ha spiegato l’Associazione di informazione per il terzo settore Maghweb: “il vero veleno è la disinformazione promossa dalle associazioni anti-scelta fondata su opinioni prive di valore scientifico e giuridico che però alimentano paura, stigma, dolore e senso di colpa”.

Per contrastare la campagna di disinformazione dei No Choice, è stata presentata anche formale denuncia alla procura palermitana, in quanto “violenta e pericolosa”. Specificamente si tratta di una opinione che – precisa Maghweb in un dichiarazione alla stampa – “fa pubblicità rappresentando la realtà in modo alterato con conseguente alterazione dell’informazione che si diffonde”. Sostanzialmente, il contenuto nei manifesti pubblicitari Prenderesti mai del veleno? “contengono un’informazione destinata a produrre un effetto dannoso per l’ordine e la sicurezza pubblica e la denuncia è nelle mani delle autorità: saranno loro – conclude l’associazione che si occupa di Informazione, comunicazione e divulgazione – a verificare i presupposti della nostra azione”

 

Un museo del Liberty a Palermo. Dove? Quando?

Oggi ore 18:00 – diretta online facebook.live –

La recente notizia del progetto regionale di un museo del liberty nell’area della ex Villa Deliella divide l’opinione pubblica tra i favorevoli ad una nuova costruzione e i promotori di una petizione che invita a privilegiare l’esistente , individuando la sede ideale del museo nel Villino Ida di Ernesto Basile, e trovando soluzioni meno invasive per riqualificare l’area Deliella.

Promotori e firmatari spiegano le loro ragioni, intenzioni e perplessità. Con la presenza di diverse associazioni ambientaliste partecipano al dibattito: Eva di Stefano (storica dell’arte contemporanea e promotrice della Petizione), Giuseppe Barbera (Università di Palermo, esperto di giardini e paesaggi mediterranei), Desirée Vacirca (docente di museologia e museografia all’Accademia di Belle Arti di Palermo), Gian Mauro Sales Pandolfini (antropologo).

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Verso il G20 del lavoro – Un’alternativa a questo mondo

Catania, giovedì 6 ore 18:00 – Villa Bellini Disoccupazione Zero

Il 20 e 21 giugno si terrà a Catania il G20 del lavoro e sul tema Disoccupazione Zero vuole promuovere una iniziativa che dimostri una concezione alternativa dell’occupazione: il mondo del lavoro “non è solo cifre, interessi, guadagni, ma è anche arte, creatività, speranza, sicurezza e felicità. Allora invitiamo singoli e associazioni a darci una mano per creare un percorso comune per dimostrare che un mondo diverso è possibile, anzi necessario!”

Disoccupazione ZERO propone in concreto una inoiziativa di legge per “garantire a ogni cittadino il diritto a un lavoro sicuro, stabile e tutelato, nella Pubblica Amministrazione”. Sostanzialmente l’ipotesi realizza due modifiche fondamentali nel mercato del lavoro: assicura – da un lato – un reddito in cambio di un lavoro sociale necessario e – dall’altro – introduce, di fatto, un salario minimo superiore nel settore privato, bloccando così il processo di privatizzazione dei servizi pubblici e nello stesso tempo getta le basi – se agganciata ad una riduzione generalizzata dei tempi di produzione – per una riorganizzazione della giornata lavorativa che investe la società nella sua interezza.

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Inaugurazione nuovo Mercatino Solidale Emmaus

Palermo, giovedì 6 maggio in via Caravaggio nn. 4\10, dopo 14 lunghi mesi e dopo essere stata costretta ad abbandonare il Padiglione 3 della Fiera del Mediterraneo (vedi il nostro bloc notes), la Comunità Emmaus riaprirà l’attività del mercatino solidale dell’usato, facendo ripartire l’attività di autofinanziamento della struttura cittadina
A partire dalle 9:00 si inaugurerà con la cittadinanza il nuovo spazio di esposizione e vendita.
Ricordiamo con i promotori della Comunità qual è la proposta del mercatino solidale: Emmaus vuole essere «un modello di vita semplice e sobrio, ispirato ad i valori della povertà conviviale per recuperare le relazioni e l’interdipendenza grazie alla vita comunitaria. In questo modo è possibile sconfiggere la miseria dilagante recuperando umanità. Chi, per differenti ragioni, si avvicina ad Emmaus verrà sempre accolto per qual è, senza giudizio sul passato, e verrà coinvolto nel lavoro per gli altri».

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È Ufficiale! Iniziano le vaccinazioni al Centro Sociale Anomalia

Palermo, Mercoledì 5 maggio partiranno le vaccinazioni nella sede di via Archimede n.1 (Borgo Vecchio) grazie al lavoro volontario di medici, infermieri e i tanti giovani militanti che da anni animano lo spazio. Per accedere alla vaccinazione è​ necessaria una prenotazione attivabile tramite visita in sede o telefonicamente chiamando il 3381962258. La campagna si rivolge alla fascia d’età 60/79 con vaccino Johnson&Johnson monodose. I volontari dell’Ambulatorio di Quartiere BorgoVecchio si preoccuperanno, nei giorni successivi alla vaccinazione, di monitorare lo stato di salute di tutti i soggetti vaccinati.

video/intervista

 

La buona ventura. Dalla parte di Caravaggio 1969-2019

Giovedì 6 aprile ore 17:30 – diretta su meet google (chiave d’accesso: yztfjozxrx) Caffè filosofico B. Bonetti

La Presentazione del libro di Ketty Giannilivigni “La Buona ventura” (“Torri del Vento”, 2020) è promossa dal Caffè filosofico B. BONETTI, in collaborazione col Centro ZABUT. L’autrice del volume è redattrice dell’Agenzia giornalistica Pressenza Italia – Redazione Palermo.

Nella Palermo dei nostri giorni una insegnante di storia dell’arte in pensione, travolta dai ricordi di gioventù, rivede la propria esistenza al seguito di un filo conduttore d’eccezione: l’opera di Caravaggio. Entra così in gioco il famoso furto della Natività di Michelangelo Merisi, motivo ispiratore per la protagonista di una riflessione più ampia sia sul senso del valore da attribuire a opere d’arte e beni artistici e storici, sia sulla loro tutela mediante un’autentica “assunzione di responsabilità da parte degli abitanti della città”.

Con Ketty Giannilivigni, intervengono: Carmelo Bajamonte, Università degli Studi di Padova;
Chiara Paladino, Centro Documentazione e Studi “Zabut”; Andrea Incorvaia, Mi Riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali; Claudia Pedrotti, Biblioteca delle donne e Centro di consulenza legale – UDIPalermo.
Coordinerà i lavori Toni Casano del Caffè Filosofico “Beppe Bonetti”

Parteciperà alla discussione Eva di Stefano, storica dell’arte, promotrice della Petizione “Per il Museo del Liberty a Palermo nella casa di Ernesto Basile”.

la diretta può essere seguita anche sulle pagine FB di Laboratorio Andrea Ballarò \ Associazione culturale Malaussène \ Caffè filosofico B. Bonetti \ Centro Zabut

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No Fire Flash Mob – Faciemu Scrusciu For Future

venerdì 7 ore 18:30 ognuno nel proprio comune

Fare Scrusciu dal basso, dalla gente, dal popolo dei boschi e della nuda terra. Mobilitazione regionale contro il cocente disastro di ogni anno. “Siamo stanchi e arrabbiati. Ci riuniremo in centinaia ma ognuno nel proprio comune e nel pieno rispetto delle normative anti-covid! Lo faremo il 7 MAGGIO ALLE 18:00/19:00. La problematica degli Incendi dolosi in Sicilia è da decenni una piaga in crescita: le contromisure sono ben delineate, eppure evidentemente è necessario Fare Scrusciu per farle arrivare più in alto”.
Un FLASH MOB, un’azione rapida compatibile col tempo attraversato che non consente manifestazioni con le piazze gremite: “Non poniamo limiti di luoghi, invaderemo campagne e città”. Insomma un Flash Mob particolare: ognuno dovrà vestirsi di CANDIDE LENZUOLA BIANCHE COL VISO SPORCO DI VILE CENERE NERA (“se proprio non avete lenzuola, vanno bene dei vestiti semplici, basta che siano BIANCHI a simboleggiare l’Innocenza della nostra Terra, attraversata ogni anno dal fuoco distruttore: sporchiamoci invece di cenere a simboleggiare la sua morte ripetuta!”)

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Riapriamo il Santo Bambino!. La salute delle Donne non si tocca!

sabato 8 ore 16:30 – Assemblea pubblica Non Una di Meno Catania – comunicato

ll 6 marzo scorso, dalle finestre dell’ex ospedale ginecostetrico, abbiamo inviato un messaggio chiaro:
In centro città, amministrazioni di vario colore politico lavorano e hanno lavorato, negli anni, nella direzione di una gentrificazione, cioè di una trasformazione dei quartieri popolari, in nome della “riqualificazione”, che altro non è che la cacciata dei poveri e delle povere per una rivalutazione economica di immobili e parti di città.
All’interno di questo processo, un ruolo fondamentale gioca la chiusura di diversi presidi ospedalieri; tra questi, l’ex ospedale ginecostetrico Santo Bambino, oggi quasi dismesso (all’interno sopravvive solo il consultorio e uffici amministrativi).
L’amministrazione Pogliese ha attivato una serie di tavoli cittadini incentrati sulla richiesta di progetti di “welfare culturale” ai soggetti del Terzo Settore. Questa locuzione non è neutra come potrebbe apparire, ma al contrario maschera l’attacco ai nostri diritti, ai beni pubblici, ai servizi essenziali, alle strutture socio-sanitarie territoriali.
Qui la politica lavora per cambiare destinazione d’uso a strutture ospedaliere già conformi e utilizzabili e per creare enormi poli ospedalieri periferici. Ricordiamo l’assessore ai lavori pubblici Trantino che dichiarava “pourparler” di voler abbattere lo Spedalieri per farne una piazza e trasferire la scuola dentro Santo Bambino.
Come femministe e transfemministe non ci riconosciamo né in questo modello di città vetrina che attacca il diritto alla salute, ai servizi essenziali, soprattutto delle donne, né negli pseudo processi democratici proposti dall’amministrazione, che mostrano l’inadeguatezza di una classe politica che si relaziona alla città e ai processi politici e decisionali con lo stesso livello di un beone in un pub.
Ci chiediamo: dove sono i progetti su questi spazi così rilevanti per la nostra città? Quali sono i luoghi della politica? Quali quelli della decisione pubblica?

Incontriamoci per discutere tutt* insieme su come il Santo Bambino possa diventare un punto di riferimento per le donne in questa città, su come dovrebbe essere una città a misura femminista e tranfemminista.

#RiapriamoilSantoBambinoinfo

 

 

Presentazione Lupini violetti dietro il filo spinato

venerdì 14 ore 17:30 – diretta online: meet.google.com Città Felice Catania – comunicato

Da Ravensbrück disegni e poesie delle internate. Un viaggio dall’orrore alla creatività, dal vittimismo Al senso di sé, dalla disperazione alla speranza di riuscire sempre a conservare e agire la propria umanità e la fedeltà a sé nel posto e nella vita in cui ci è dato di stare.

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9 Maggio Palermo in piazza! – Comunicato

Manifestazione organizzata da Movimento Studentesco dei Picciotti e Picciotti Universitari Movimento Autorganizzato – PUMA

Ore 10:00 Commemorazione in via Giuseppe Impastato
Ore 16:00 Manifestazione in Piazza Verdi

Dal 2018, a partire dai collettivi studenteschi, abbiamo giocato con il termine “Picciotti” per cercare di ribaltare il significato storico che ha assunto nel tempo, per destrutturare la matrice mafiosa, maschilista e patriarcale in esso contenuta. Crediamo che Peppino Impastato sia uno degli esempi più importanti da seguire, soprattutto per giovani militanti che vogliono distruggere il sistema capitalista e patriarcale che ci opprime, che continua ad avere al suo interno una cultura mafiosa.

Crediamo, oggi più che mai, che l’unica strada per ribaltare il sistema sia la lotta. Crediamo che sia necessario portare avanti un lavoro capillare nel territorio, creando un’alternativa al sistema opprimente che metta davanti le ultime e gli ultimi di questa società. È arrivato il momento di costruire un’alternativa alla classe dirigente borghese e obsoleta.

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