Una lunga giornata di protesta contro la decisione delle Regione di fare entrare le associazioni pro-vita nelle strutture per l’interruzione volontaria di gravidanza

Se la Giunta regionale aveva come obiettivo di essere la Giunta di tutti ma soprattutto di tutte, ha certamente mancato il bersaglio.

La proposta, approvata in Giunta, di Marrone (Assessore alla semplificazione di FdI), che riguarda strutture del Servizio Sanitario Nazionale, ha suscitato l’ira delle donne che hanno ieri rivendicato con forza la libertà di decidere per se stesse.

Per tutta la giornata, prima in Piazza Castello davanti al palazzo della Regione e poi in piazza Carignano, le donne hanno protestato contro la proposta (peraltro di un uomo) di indire un bando per l’introduzione delle associazioni pro-vita nelle strutture sanitarie per l’IVG (interruzione volontaria di gravidanza).

La manifestazione è stata indetta da Non Una di Meno Torino e Rete più di 194 Voci.

Già in precedenza la decisione della Regione di ospedalizzare la somministrazione della pillola abortiva (RU-486), contravvenendo peraltro alle linee guida nazionali, ha scatenato l’ira delle donne che sono puntualmente scese in piazza.

Venerdì le attiviste di NUDM Torino hanno messo in atto un mailbombing contro la Regione Piemonte: la risposta di Marrone è stata: “Si mettano l’animo in pace”.

Durante la manifestazione si sono susseguiti molti interventi, sia al mattino che al pomeriggio in entrambe le piazze le attiviste di NUDM Torino hanno inscenato il flashmob delle ancelle: che dapprima sono sottomesse, come vuole il patriarcato e la sua deteriore cultura, ma che poi si liberano, gettando il sangue delle proprie sofferenze contro i loro aguzzini.

Nonostante la pesantezza della decisione anti-abortista che è difficile non definire ideologica, demagogica e oscurantista, le donne hanno saputo dimostrare la loro forza con interventi colmi di dignità, indignazione, sarcasmo: il Marrone è stato più volte citato negli interventi.

Al suono della musica, negli intervalli tra gli speech, le manifestanti hanno ballato liberando la loro allegria.

Certo una decisione del genere in questo momento di emergenza pandemica lascia sbalorditi e con molte domande:

con una penuria di posti letto ormai grave per acuti (posti letto ospedalieri) e post acuti (posti letto e strutture per la riabilitazione) nel SSN di cui ormai ogni cittadino piemontese ha consapevolezza: questo bando era la priorità?

che senso ha mettere delle “organizzazioni” con principi fondanti chiaramente ideologici/religiosi in strutture sanitarie nazionali?

che politiche intende mettere in campo la Regione per una contraccezione gratuita sicura e consapevole?

ma soprattutto: perché un medico obiettore di coscienza dovrebbe lavorare in una struttura pubblica?

e ultima ma non per importanza: queste domande le dobbiamo fare a Marrone o a Icardi (Assessore alla Sanità)?

Intervista a Martina Carpani di Non Una di Meno Torino: