Nasce il Comitato INFOSOL (Informiamo sulla solidarietà)

24.03.2021 - Redazione Italia

Nasce il Comitato INFOSOL (Informiamo sulla solidarietà)
(Foto di Proactiva Open Arms)

Nasce il Comitato INFOSOL (informiamo sulla solidarietà), un comitato della società civile per garantire una corretta informazione sui soccorsi in mare e sui processi alla solidarietà.

Dall’insediamento del nuovo governo, sostenuto anche dalla Lega, sono ripresi contemporaneamente gli attacchi mediatici  e le iniziative giudiziarie o amministrative contro chiunque opera soccorsi in mare, nel  Mediterraneo centrale. Mentre in Libia rimane disperata la situazione dei migranti intrappolati  nei centri di detenzione di diverso tipo gestiti dalle milizie,  variamente colluse con i gruppi criminali, si sono ripetuti  i naufragi di imbarcazioni  cariche di persone in fuga da quel paese, senza che le autorità statali riuscissero a soccorrere ed a garantire un porto di sbarco sicuro.

Sull’onda di nuove iniziative giudiziarie, in particolare a Trapani ed a Ragusa, contro  le ONG, “colpevoli” forse di avere soccorso troppi naufraghi in mare, salvando vite che l’assenza di mezzi statali avrebbe sicuramente sacrificato, si  è scatenata  una campagna mediatica che sta cercando di utilizzare i processi alla solidarietà per infangare gli operatori umanitari e coprire le responsabilità dell’ex ministro dell’Interno, che deve difendersi nei tribunali sui casi Gregoretti ed  Open Arms.

Da ultimo si è ripreso a utilizzare la prassi dei fermi amministrativi  per bloccare in porto con rilievi pretestuosi navi certificate dai loro paesi di bandiera, che da anni operano soccorsi nel Mediterraneo centrale, in attività di ricerca e salvataggio coordinate anche dalla Guardia Costiera italiana. Come se non avessero alcun rilievo le sentenze del Tribunale amministrativo per la Sicilia  e della Corte di Cassazione, che hanno ritenuto legittimo l’operato delle  imbarcazioni inviate dalla società civile per monitorare e, se necessario, soccorrere persone in difficoltà nel Mediterraneo centrale, lungo la rotta migratoria più pericolosa del mondo.

E’ tale il clima d’odio che è stato suscitato attorno ai soccorsi umanitari  che, nel quadro di una campagna di stampa abilmente orchestrata, si assiste alla costituzione come parte civile di cittadini di Lampedusa contro alcune organizzazioni non governative inquisite da oltre tre anni a Trapani per avere salvato la vita a centinaia di naufraghi abbandonati in alto mare, evitando che fossero riportati in Libia. In particolare, nel caso del procedimento penale originato dal sequestro della IUVENTA nel 2017, si nasconde  che le attività di soccorso svolte in quel periodo dalle ONG non si concludevano neppure con lo sbarco a Lampedusa, a meno che non vi fossero ordini specifici  da parte delle autorità  marittime italiane ((Mrcc) che ne coordinavano tutte le attività. Proprio da quando la maggior parte delle navi delle ONG sono state bloccate sono aumentati invece i cd. “sbarchi autonomi” e per effetto delle scelte del governo si è verificato a più riprese un grave affollamento nel centro “hotspot” di Contrada Imbriacola, malgrado il ricorso a costose “navi quarantena” sulle quali peraltro si sono verificati nel tempo abusi e ritardi.

Stiamo assistendo ad un completo sovvertimento  del rapporto tra realtà e falsità, tra sistemi normativi e arbitrio politico, con il prevalere di una narrazione tossica che, ricorrendo sovente a dati falsati, cerca di legittimare la prevalenza della  politica di “difesa dei confini”, alimentando anche il sospetto contro i migranti, se accolti a terra, ritenendoli a torto un pericolo per la salute pubblica, a scapito del principio di legalità e della salvaguardia della vita umana in mare e della dignità della persona, da riconoscere quale che sia il suo stato giuridico e il luogo in cui si trovi.

Riteniamo pertanto necessario costituire un Comitato per garantire una corretta informazione sui soccorsi in mare e sui processi alla  solidarietà. Seguiremo tutti i procedimenti penali e amministrativi relativi ad attività di soccorso in mare. Vogliamo reagire ad un clima di odio sociale e di mistificazione dei fatti, in difesa  dei principi costituzionali della solidarietà,  del diritto di asilo, della tutela giurisdizionale della libertà  personale, della libertà di informazione,  del diritto alla salute. Si tratta di diritti  e libertà che  corrispondono a valori indivisibili, che se vengono negati  ad un gruppo di persone,  possono essere negati a tutti i cittadini. Su questi diritti si gioca la democrazia in un paese.

Il Comitato INFOSOL (Informiamo sulla solidarietà) si impegna a promuovere iniziative e campagne  di sostegno per tutte le attività di soccorso  umanitario e per garantire una corretta informazione sui procedimenti penali ed amministrativi  nei confronti delle organizzazioni non governative. Il Comitato si impegna a vigilare sull’operato delle autorità politiche e amministrative che, nel contrastare con tutti i mezzi i soccorsi in mare, dopo gli accordi bilaterali e l’invenzione di una zona SAR “libica”, si  sono opposte  al rispetto delle norme giuridiche  e dei principi che in uno stato democratico sono sanciti a salvaguardia del diritto alla vita, dell’adempimento degli obblighi imprescindibili di ricerca e salvataggio (SAR), e del rispetto della  dignità  di qualsiasi persona, ovunque si trovi, da qualunque paese arrivi.

Primi firmatari:

Fulvio Vassallo Paleologo (Adif- Palermo)

Alessandro Luparello (Forum antirazzista- Palermo)

Yasmine Accardo (Campagna LasciateCientrare)

Cinzia Greco (Adif- Roma)

Alfonso Di Stefano (Rete Antirazzista Catanese)

Fausta Ferruzza ( Forum Antirazzista di Palermo)

Flore Murad Yovanovitch (Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos)

Emilio Drudi (Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos)

Stefano Galieni (Presidente Adif- Associazione Diritti e Frontiere)

Cornelia Isabel Toelgyes (Africa ExPress- info)

Massimo Alberizzi (Africa ExPress- info)

Yasha Maccanico (ricercatore Statewatch – Londra)

Elena Consiglio (Università di Palermo)

Judith Gleitze (Borderline- Europe)

Giovanni Annaloro (avvocato-Caltanissetta- I girasoli)

Sergio Bontempelli (Adif-Toscana)

Toni Casano (Pressenza- Palermo)

Michele Angioni (Cagliari)

Maria Cosentino (Vigevano)

Gianluca Carmosino (Redazione Comune-info)

Gianluca Vitale (avvocato-Torino)

Giulia Tranchina (Avvocato)

Fabio Marcelli, CNR,Gruppo d’intervento giuridico internazionale (CRED/CIG – Roma)

Graziella Proto ( Le Siciliane Casablanca- Catania)

Mimma Grillo (Forum Antirazzista- Palermo)

Alessandra Ballerini ( Avvocata, ADIF – Genova)

Stella Arena ( Avvocata- Napoli)

Giorgia Listi (Comitato antirazzista COBAS)

Moreno Biagioni (Firenze)

Giorgia Mirto (Forum antirazzista- Palermo)

Georgia Chondrou ( Forum antirazzista – Palermo)

Emanuela Firetto (Arte migrante – Palermo)

Giuseppe Mazzola (Arte migrante – Palermo)

Roberto Guaglianone (Attac – Saronno)

Marlené Micheloni (Roma)

Sergio Cipolla ( CISS- Cooperazione Internazionale Sud-Sud- Palermo)

Pasqua de Candia (CISS- Cooperazione Internazionale Sud-Sud- Palermo)

Roberta Lo Bianco (Moltivolti – Palermo)

Frank Obidike (Ikenga – Palermo)

Lamin Momodou Sanneh (Ikenga- Palermo)

Kate Amayo (Ikenga- Palermo)

Alessandra Cannizzo (Ikenga – Palermo)

Salvatore Borgese (Roma)

Luciana Negro

Paola Spinelli (Trieste)

Mansur Cristian Farano (Bitonto)

Anna Polo (Pressenza – Milano)

Sergio Falcone (Roma)

Cristina Neri (Vicenza)

Floriana Lipparini

Claudio Scaletta – (Mediterranea Saving Humans – Palermo)

Toni Scardamaglia (Laici Comboniani- La Zattera – Palermo)

Claudia Vittorio – Palermo

Antonio Mazzeo ( Giornalista e docente- Messina)

Silvia Calcavecchio (CEIPES)

Ornella Landucci (Polyteknos Accoglienza- Torino)

Giovanni Papa (Polyteknos Accoglienza- Torino)

Roger De Bernardin ( lista R-ESISTERE- Comelico di Santo Stefano di Cadore- Belluno)

Elisabetta Maestrini ( Avvocato – Pisa)

Sandra Camgemi ( educatrice e giornalista- Milano)

Stefano Bleggi ( Melting Pot Europa)

Erica Rodari ( Comitato Milanese Acquapubblica – Milano)

Germano Garatto (Re-Agire con i Migranti)

Hanno aderito anche: le seguenti associazioni:

ADIF (Associazione diritti e frontiere), Forum Antirazzista di Palermo, Rete Antirazzista catanese, Campagna LasciateCientrare, Accoglienza controvento, Borderline Sicilia ONLUS, Diamonds antira, Basta Violenza alle Frontiere, Le Siciliane-Casablanca, CEIPES, Ikenga, Pensare Migrante, Osservatorio Solidarietà-Milano, Comitato Verità e Giustizia per i nuovi Desaparecidos, Watch The Med Alarmphone, Refugees Welcome Italia Palermo,Josi &Loni Project, Comitato di base NO MUOS- Palermo, Associazione “Laudato si”- Milano, Associazione EMMAUS, Agenzia di stampa internazionale PRESSENZA (Palermo-Milano), Comitato antirazzista COBAS, Mediterranea Saving Humans, Rete femminista No Muri No Recinti, CISS-ONG Cooperazione internazionale Sud-Sud- Palermo), Polyteknos e Accoglienza (Torino), Cobas scuola (Catania), Comitato NO-MUOS/No Sigonella (Catania), Melting Pot Europa, Mani rosse Antirazziste (Roma), Comitato Milanese Acquapubblica – Milano, Forum Lampedusa solidale,

PER ULTERIORI ADESIONI INVIARE UNA MAIL A : info@a-dif.org

Nei prossimi giorni si provvederà a formare una mailing list e gruppi attivi sui principali social in modo da garantire aggiornamenti periodici, comunicare iniziative, informare una platea più ampia di persone, con uno scambio continuo di documenti e di opinioni.

https://www.a-dif.org/2021/03/24/nasce-il-comitato-infosol-informiamo-sulla-solidarieta/

 

Categorie: Africa, Diritti Umani, Europa
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