Il Movimento Ippocrate e il Gruppo Assistenza: medici volontari in soccorso di chi si ammala

18.01.2021 - IppocrateOrg - Redazione Italia

Il Movimento Ippocrate e il Gruppo Assistenza: medici volontari in soccorso di chi si ammala

Il gruppo Assistenza del Movimento IppocrateOrg è formato da un gruppo di persone fuori dal

comune. Un po’ eroi, un po’ superman e superwoman, un po’ solamente persone con un CUORE talmente grande che sentiamo il dovere di scriverlo in maiuscolo e in grassetto. Oltre a lavorare quotidianamente svolgendo le loro mansioni di medici, impiegati, professionisti di vario genere, trovano il tempo e si impegnano per qualcosa di veramente importante di questi tempi. Cosa fanno ? Danno sostegno a tutti coloro che, ammalandosi di Covid e non trovando riscontro nei medici di base o nella USCA, si rivolgono al Movimento IppocrateOrg.

Basta inviare un messaggio all’indirizzo mail info@ippocrateorg.org con scritto in chiaro “Assistenza 999” e subito una persona ne legge il contenuto, smistando ognuno dei messaggi nel modo più opportuno. Un fiume di mail arriva, ma subito il fiume viene incanalato in tre rami principali : “prevenzione” , “assistenza 999” e “118”. Ormai si supera il migliaio.

Nella parte centrale della gaussiana rientrano coloro che, ancora abbastanza all’inizio della malattia, possono essere curati con terapia domiciliare. Gli instancabili medici ippocratici leggono attentamente il contenuto della mail, chiamano il malato a casa, raccolgono tutte le informazioni necessarie sullo stato di salute, eventuali patologie pregresse, terapie in corso e, basandosi sui sintomi Covid-19 descritti assegnano una terapia a base di idrossiclorochina, azitromicina, cortisone ed eparina (se necessario) coadiuvata da vitamine e integratori opportuni (vitamina D, vitamina K2, vitamina C, etc..). Ma non è finita qui. I malati e i familiari dei malati sono normalmente molto preoccupati e spaventati; pertanto i medici di Ippocrate svolgono anche un’altra funzione importantissima: sono presenti durante tutta l’evoluzione della malattia. Dal momento in cui prescrivono le medicine, seguono telefonicamente il paziente e se sono nelle vicinanze del malato, si recano presso il domicilio. Confortano, supportano le persone anche da un punto di vista psicologico. Perché la paura e l’abbandono nel quale si trovano i malati di Covid sono qualcosa che bisogna sperimentare in prima persona per comprendere.

Agli estremi della gaussiana rientrano invece, da una parte coloro che vogliono avere indicazioni sulla prevenzione al Covid (IppocrateOrg ha da poco attivato anche un centro “Prevenzione”), dall’altra quelle persone le cui condizioni richiedono una ospedalizzazione e alle quali viene consigliato di rivolgersi immediatamente al 118, in quanto una terapia domiciliare non sarebbe più sufficiente (livello di saturazione inferiore a 93).

Quindi, in estrema sintesi, poiché il diritto alla salute e l’accesso alle cure per tutti hanno ispirato e animato fin dal primo momento ogni dibattito in seno al Movimento Ippocrate, visti i ritardi e le indicazioni di protocolli a dir poco lacunosi con cui il Governo attraverso il Ministero della Salute operava ( e ancora opera) durante il periodo di Pandemia, il Movimento ha deciso di intervenire al fianco dei cittadini e di curare quante più persone possibile. Questo avviene attraverso il Gruppo Assistenza che utilizza il prontuario di cura Covid-19 stilato dai medici parte del Movimento. I medici di IppocrateOrg stanno di fatto facendo quello che l’ISS insieme alla gran parte dei medici di medicina generale (MMG) e le USCA, non sono riusciti a fare.

Bisogna ricordare che le USCA “Unità Speciali Continuità Assistenziale”, erano state create appositamente dalle regioni in seguito al DDL 9 Marzo 2020 (legge numero 14/20) per l’assistenza e la sorveglianza sul territorio dei pazienti Covid-19. Le USCA avrebbero dovuto fornire assistenza tramite monitoraggio a distanza, visite domiciliari o in strutture territoriali a tutti i pazienti con infezione confermata o sospetta da Sars-Cov-2. Purtroppo hanno fallito e da 1200 unità che avrebbero dovuto esserci in tutta Italia, si è arrivati ad averne in totale 610, cancellandole in alcune regioni, con il risultato di avere in quelle stesse regioni una più alta ospedalizzazione. Questo dato è stato confermato da Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma.

Cosa è successo quindi ? Per affrontare la seconda ondata del virus sarebbe stato fondamentale alleggerire il peso sulle strutture sanitarie e favorire le cure domiciliari. Questo si sapeva da mesi. I medici di base erano insufficienti, le USCA non organizzate e inferiori al numero minimo necessario, e mentre da una parte alcuni medici si sono immolati al servizio del cittadino e si sono offerti volontari, altri non solo non sono andati a visitare i loro pazienti, ma non hanno nemmeno provato a curarli a distanza. E’ mancato tutto: organizzazione, personale specializzato, un protocollo di cura da distribuire a tutti i medici, sono mancate le protezioni e gli ambulatori presso i quali fare i tamponi velocemente (code di ore in auto per fare un tampone si sono verificate in più regioni).

Durante il lavoro di assistenza, il Movimento Ippocrate ha raccolto molte testimonianze non solo di persone che chiedevano aiuto, ma anche di persone che raccontavano le traversie e le tragedie da loro vissute dai primi mesi del 2020 fino a dicembre. A leggere queste testimonianze c’è da rabbrividire.

Storie di persone che cercando aiuto presso i medici di base non lo trovano, persone che vengono rimbalzate tra MMG e USCA, per fare un tampone e riceverne il risultato a distanza di settimane, mentre i giorni passano e le condizioni peggiorano. Storie di persone che chiamano ripetutamente anche la guardia medica e che non ricevono nemmeno risposte telefoniche. Nessun aiuto medico, nessun aiuto psicologico. Persone che di conseguenza dopo giorni di attesa si rivolgono direttamente al pronto soccorso o chiamano il 118. Ci sono persone che hanno dovuto insistere anche con il 118 per far trasportare il loro congiunto in ospedale. Persone che il congiunto non lo hanno più potuto abbracciare.

Negli ospedali poi è mancata anche l’umanità, non del personale sanitario, ma perché’ i malati, completamente isolati dal mondo esterno, hanno trascorso tutto il periodo di degenza senza incontrare i parenti. Quelli che non ce l’hanno fatta, se ne sono andati da soli. Senza un abbraccio, senza un conforto.

Tutti i racconti mettono in luce una verità disarmante: a Marzo ed Aprile non eravamo ne’ pronti, ne’ attrezzati, ne’ psicologicamente preparati ad affrontare un simile tsunami. E questo era ed è comprensibile. Ma a distanza di dieci mesi non è cambiato nulla, se non il fatto che sorgono strutture private di volontari che cercano di sostituirsi all’assenza dello stato, aiutando i cittadini.

Tra queste, il Movimento Ippocrate con la sua Assistenza sta cercando di portare un po’ di luce e conforto a chi ancora è in balia delle onde del Covid.

Manuela Zafferani

Categorie: Europa, Salute
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