Rubrica settimanale su eventi e fatti in Sicilia – a cura di Toni Casano.

 

ANCORA UN ARRESTO NOTAV: CONDOTTA IN CARCERE FABIOLA DE COSTANZO

Comunicato UDI Palermo

Il 31 dicembre 2020, mentre Dana scriveva la lettera che ci ha toccate profondamente e ci ha spinte a tornare sulla questione NOTAV, un’altra giovane donna, Fabiola De Costanzo, già agli arresti domiciliari, veniva condotta in carcere per gli stessi fatti che hanno portato alla detenzione prima di Nicoletta Dosio e poi di Dana Lauriola. Ancora più amareggiate ma sempre più decise nel riaffermare che la lotta per la salvaguardia di un ecosistema non è un reato, noi donne di UDIPALERMO rilanciamo il nostro appello al Presidente della Repubblica, on. Sergio Mattarella.

QUANDO IL SAGGIO INDICA IL BILANCIO, LO STOLTO GUARDA IL TRAM VOGLIAMO UN BILANCIO PARTECIPATO! – Nota di Potere al Popolo

Quanto successo alcuni giorni fa con il voto del Consiglio Comunale di Palermo sul bilancio di previsione 2021 ci pone davanti ad una riflessione sul sistema di città che vogliamo. Sbagliato è ridurre il dibattito a “tram si tram no”, la discussione andrebbe invece spostata sulla gestione e l’utilizzo delle risorse e su come si contemperano la sostenibilità ambientale, necessaria, e la sostenibilità sociale. Il bilancio di un Comune, soprattutto quello di una grande città, non può e non deve essere considerato una mera questione di numeri, ne tanto meno dovrebbe essere messo a disposizione di calcoli politicisti.

La discussione rappresentata in Consiglio restituisce il quadro di un Bilancio separato da ciò che si muove nella nostra città, e poco sarebbe cambiato se fosse andata diversamente e con esiti opposti. Questo è per noi il problema principale. Manca a Palermo la volontà, della politica istituzionale e del Consiglio Comunale tutto, di attuare percorsi virtuosi che portino al Bilancio partecipato, manca a Palermo la connessione tra i rappresentanti ed il popolo. Non esiste la pratica di un percorso di dialogo sociale che dovrebbe precedere le scelte di indirizzo economico/finanziaro dell’amministrazione.

In assenza di questo sistema non si capisce in che direzione una città può muoversi. Abbiamo visto la discussione sul Bilancio ridursi a interventi isolati senza un filo conduttore che desse ad ognuno di essi uno stretto legame sociale con gli altri, entrare nel merito delle singole destinazioni dei fondi farebbe perdere il senso complessivo che invece un bilancio deve avere.

Essere a favore di un intervento piuttosto che di un altro dà l’idea di quanto il tessuto connettivo sociale della nostra città sia sfilacciato. Va aperto e mantenuto costantemente un confronto dialogante con cittadine e cittadini, soprattutto con le fasce più deboli, con le periferie. Va costruita una partecipazione sociale vera che indirizzi l’amministrazione ed il governo della città a scelte che vadano in soccorso di chi dei servizi pubblici è destinatario. Le risorse devono essere utilizzate per la lotta alla povertà, per la diminuzione del divario economico sociale che sarebbe il vero salto di qualità in termini di vivibilità sostenibile di una metropoli. La città del futuro deve essere la città per tutte e tutti oltre che di tutte e tutti.

 

CALL VOLONTAR* RACCOLTA BENI DI PRIMA NECESSITÀ

Palermo, 8 gennaio – incontri di NUdM con la cittadinanza – Comunicato

ore 15.30 alla Conad di Via Ammiraglio Rizzo e ore 16 alla Coop di Piazzetta Bagnasco
Unisciti a noi giorno 8 gennaio per una giornata di raccolta di beni di prima necessità per le donne!
Riuscire ad acquistare prodotti di prima necessità come sapone per l’igiene intima, assorbenti, tamponi, coppette mestruali ecc.. non è per nulla semplice e scontato per moltissime donne che si trovano in difficoltà.
L’accesso ai prodotti igienico-sanitari è una necessità, non un lusso!
Iniziamo insieme il 2021 con un’azione di solidarietà tra donne, che è una delle armi più potenti che abbiamo a disposizione!

/events/ Non una di meno – Palermo

[Eventuali altre donazioni possono essere fatte tramite il crowfunding

https://www.gofundme.com/…/la-comunita-delle-donne-e…!]

PALERMO PROCESSA L’ODIO – PRESIDIO

Sabato 9, ore 09.00 – Aula Bunker Ucciardone (via Remo Sandron)

Comunicato congiunto Assemblea 12 Dicembre 2020 e Forum Antirazzista

Il prossimo 9 gennaio si terrà a Palermo la prima udienza del processo Open Arms, il 28 a Catania è prevista una nuova udienza del processo Gregoretti. In entrambi i casi il senatore Salvini è imputato con l’accusa di sequestro di persona.

Da tempo le tante realtà antirazziste presenti in Sicilia si mobilitano per sostenere l’accusa e le parti civili in questi processi, memori di una stagione d’odio i cui effetti durano ancora oggi.

Anche questa volta crediamo sia doveroso attivarsi per condannare senza appello una stagione politica perversa. Il senatore Salvini rimane il simbolo della destra suprematista, ma di certo non è il solo colpevole delle politiche d’odio in questo paese.

Le politiche razziste sono ancora in vigore: l’assenza di canali regolari di accesso all’Europa, gli accordi con la Libia, i cui organi sono contigui ai torturatori e trafficanti, la criminalizzazione delle ONG, uniche rimaste a presidiare un Mediterraneo in cui si continua a morire, la negazione di un porto sicuro a intere famiglie con minori, il dispositivo discriminante delle navi quarantena.

Anche questa volta saremo in piazza per rinnovare l’impegno contro tutto questo: contro la criminalizzazione delle migrazioni sostenuta sia dalla destra che dalla ‘sinistra’ oggi al governo, che ha solo ‘alleggerito’ i decreti sicurezza Salvini.

Lanciamo un appello a tutte le realtà e singoli/e attivi/e a livello regionale: mettiamo insieme tante voci in nome di un’unica visione cosmopolita in cui non ci sia più spazio per frontiere, razzismo e fascismo nella nostra terra.

/events/

 

RIUNIONE PROGRAMMATICA DELLA RETE ANTIRAZZISTA

Catania, lunedì 11 ore 19 – via Vecchia Ognina 56 – comunicato

Incontro organizzativo sulle prossime iniziative nel nuovo anno che vedranno impegnata la Rete che da anni si occupa di accoglienza nei porti della Sicilia orientale.

In particolare si discuterà di:

campagna per verità e giustizia per Abdallah Said e per l’abolizione delle navi quarantena;

udienza del 28 gennaio per il processo a Salvini per la Gregoretti;

campagna di adesione all’associazione Accoglienza ControVento;

contributo all’accoglienza in Sicilia della delegazione zapatista la prossima estate;

Rete Antirazzista Catanese

 

PRESENTAZIONE DEL VOLUME “SENZA RESPIRO”

lunedì 11 gennaio ore 18.00 – promossa dal Caffè filosofico “Beppe Bonetti”-

(iniziativa da remoto su Google Meet, codice: yztfjozxrx)

All’’incontro, a cui sarà presente anche l’autore Vittorio Agnoletto, interverranno:

Paolo Ferrero (vice Presidente della Sinistra Europea)

Renato Costa (Commissario straordinario per l’emergenza-covid a Palermo)

Franco Ingrillì (Ambulatorio popolare “BorgoVecchio”).

 

INCONTRO PUBBLICO: MAI DEPOSITI RADIOATTIVI IN SICILIA

Palermo, martedì 12 ore 16.00 Via San Basilio, 17 – comunicato

Sembra essere piombati in un terribile déjà vu, la Sogin SpA, la società di Stato per la gestione del nucleare, con autorizzazione del ministero dello Sviluppo Economico e del ministero dell’Ambiente, ha pubblicato la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) per lo smaltimento delle scorie nucleari.
La Carta individua 67 punti in 7 regioni italiane che presenterebbero caratteristiche favorevoli alla costruzione del Deposito nazionale di rifiuti radioattivi.
Il deposito nazionale e il parco tecnologico saranno costruiti in un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco, curioso l’uso della parola “parco” accostato ai rifiuti nucleari, quasi a renderlo desiderabile.
In totale verranno seppelliti circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività. Di questi rifiuti, circa 50mila metri cubi derivano dall’esercizio e dallo smantellamento degli impianti nucleari per la produzione di energia elettrica e circa 28mila dai settori della ricerca, della medicina nucleare e dell’industria. Ma circa 33mila metri cubi di rifiuti sono già stati prodotti, mentre i restanti 45mila metri cubi si prevede che verranno prodotti nei prossimi 50 anni. Se il mondo, le necessità, la logica vanno da una parte, il modello di sviluppo italiano tira dritto per la sua strada, prevedendo un incremento notevole della produzione di scorie. Il Deposito Nazionale ospiterà anche il complesso per lo stoccaggio temporaneo di lungo periodo (50 anni) di circa 16.600 metri cubi di rifiuti ad alta attività, derivanti dallo smantellamento delle installazioni nucleari e dalle attività medicali, industriali e di ricerca. Saranno custoditi, inoltre, circa 800 metri cubi di residui del riprocessamento del combustibile (separazione di materiale riutilizzabile dal rifiuto) effettuato all’estero e del combustibile non riprocessabile.

E qui veniamo a noi, in Sicilia sono state individuate quattro aree interessanti,
Sono coinvolti i comuni di Trapani, Calatafimi-Segesta, Castellana Sicula, Petralia Sottana e Butera.

I luoghi selezionati, peraltro, non rispettano neppure i criteri dettati dall’Ispra nel 2014. Per citarne alcuni: dovevano essere luoghi poco abitati, con una sismicità modesta, senza vulcani né rischi di frane e alluvioni; non a quote troppo elevate (non oltre i 700 metri sul livello del mare), non su pendenze eccessive, non troppo vicine al mare; abbastanza vicine ad autostrade e ferrovie per poter essere raggiunte comodamente dai carichi di materiale da stoccarvi; lontane da zone legate a produzioni agricole di particolare qualità e tipicità e luoghi di interesse archeologico e storico. Se volessimo guardare anche solo a due dei Comuni scelti – Petralia Sottana e Castellana – che si trovano nel complesso montuoso delle Madonie, simbolo di paesaggio incontaminato, ricco di biodiversità, di flora e fauna endemiche del territorio. Eppure eccole che spuntano sulla lista.

Questa notizia ci pone davanti a una necessità, quella di mobilitarci immediatamente contro questo deposito nel nostro territorio, ma anche contro un sistema che continua a portare avanti un modello di sviluppo che crea nocività per poi imporre soluzioni altrettanto devastanti. Un sistema che continua a produrre nocività che nessuno vuole, che le comunità rifiutano.
Il nucleare, il fossile rappresentano il passato, un passato che ha devastato il pianeta, adesso è il momento di imporre nuovi modelli di sviluppo, nuovi modi di produzione, di vivere.

Con questa Carta ci è stato sferrato un attacco.
Invitiamo tutte e tutti alla mobilitazione, per non condannare la nostra terra a 300 anni di scorie radioattive e per chiudere una volta per tutte con il nucleare.

Incontriamoci martedì 12 gennaio alle 16.00 in via san Basilio 17.

per aderire inviare una mail a: ecologiapoliticapalermo@gmail.com

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BENI CULTURALI FRA PRIVATIZZAZIONE E PRECARIZZAZIONE

giovedì 14 ore 18.00 – Dibattito verrà svolto sulla piattaforma StreamYard

Cosa porta l’establishment economico-finanziario italiano a voler controllare i beni culturali statali? Cosa significa oggi essere un lavoratore dei beni culturali? Quali le strade percorribili per un ribaltamento dell’attualità?

Su questi interrogativi,in particolare, e più in generale sul tema dei Beni culturali il Centro Zabut propone un momento di analisi e dibattito, coinvolgendo il movimento Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali e Usb – Unione Sindacale di Base.
“Il patrimonio culturale nazionale (e regionale) con i suoi lavoratori vive da anni le devastanti conseguenze di un sistema che nel disinteresse, nei tagli e nel profitto di pochi ha costruito la sua scellerata strategia politica. Situazione che oggi vede il suo aggravarsi a causa della crisi pandemica. Considerando il patrimonio culturale un fondamentale campo di battaglia ove combattere per l’abbattimento dell’attuale sistema neoliberista, non possiamo non dedicare la nostra attenzione a come questo sia stato e venga, tutt’ora, gestito dalla governance nazionale e regionale. Ecco che lo stato dell’arte ci restituisce un inarrestabile processo di privatizzazione dei beni e dei luoghi della cultura e un sempre più aggressivo processo di sfruttamento e precarizzazione dei lavoratori del settore”.

Al dibattito, moderato da Chiara Paladino del Centro Zabut, parteciperanno:

Leonardo Bison (archeologo – attivista Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali)
Enzo Miccoli (USB coordinamento nazionale cultura)

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