Femminicidio e infanticidio, Carignano: Non Una di Meno contro il linguaggio dell’ordinanza del Sindaco

13.11.2020 - Fabrizio Maffioletti

Femminicidio e infanticidio, Carignano: Non Una di Meno contro il linguaggio dell’ordinanza del Sindaco
Flashmob di Non Una di Meno sull'oppressione nei confronti delle donne (Foto di repertorio di Fabrizio Maffioletti)

Non una di Meno ha emesso una nota molto critica nei confronti dell’ordinanza di lutto cittadino del Sindaco di Carignano per il femminicidio e l’infanticidio commessi da Alberto Accastello

Giorgio Albertino, Sindaco di Carignano, il comune dove sono avvenuti il femminicidio di Barbara Gargano e l’infanticidio dei suoi figli Aurora e Alessandro, ha emesso un’ordinanza nella quale dichiara che la famiglia “è stata falciata da una terribile e crudele sorte“.

Non Una di Meno Torino critica con durezza, in un post su Facebook , il linguaggio che in generale – anche dai media – viene utilizzato per questi crimini e in particolare le parole usate nell’ordinanza:

Sul corpo di Barbara, Aurora e Alessandro si continua a sparare.

Femminicidio e infanticidio.

Parole scomparse dai giornali nazionali e locali, protagonisti nei giorni scorsi di narrazioni disgustose rispetto a quanto successo a Carignano, dove un uomo ha ucciso moglie e figl*, senza risparmiare neppure il cane.

Vi invitiamo a fare una rapida ricerca su internet per leggere non solo i titoli vergognosi, ma anche i contenuti degli articoli stessi. Parole complici e responsabili di una cultura della violenza maschile e di genere che permea ancora e sempre la maggior parte dei media mainstream.

“Dramma”, “tragedia famigliare” sono le parole che sono state scelte e utilizzate per raccontare una storia di ordinaria violenza maschile trasformata al solito in episodica follia, in raptus momentaneo, in azione giustificabile o imprevedibile.

Il femminicida Alberto Accastello è stato presentato come un bravo lavoratore, un padre e marito modello, legatissimo alla sua famiglia.
Barbara invece – tra le righe ma non troppo – è la colpevole della trasformazione del marito da padre di famiglia ad assassino: lei a volere la separazione, lei ad innamorarsi di un altro uomo, sempre e ancora lei ad aver sconvolto l’armonia famigliare.

Le foto scelte da siti e giornali ci mostrano una coppia sorridente e innamorata, in cui vittime e assassino condividono lo sfondo di una vita insieme, fatta di abbracci e momenti intimi da immortalare.

Parole e immagini che pesano come pallottole, narrazioni che infieriscono ancora e ancora sui corpi e sulle vite di Barbara, Aurora e Alessandro.

Ieri ad accanirsi ancora sulle loro esistenze ci si è messo anche il Sindaco di Carignano, con l’indizione del lutto cittadino in occasione di ciò che lui stesso definisce “un tragico ingiustificabile avvenimento”, in onore – ancora parole sue – di “un’intera famiglia falciata da una terribile e crudele sorte”.

Per il Sindaco Giorgio Albertino, un femminicidio e un infanticidio sono una terribile e crudele sorte, un destino ineluttabile, un accidente. Per questo evento fortuito e infausto il comune decide per l’esposizione della bandiera a mezz’asta e un minuto di raccoglimento.

Accade in casi come questi che ci manchino persino le parole per esprimere la rabbia, il disgusto e il dolore. Quella bandiera a mezz’asta ci piacerebbe tanto tirarla giù perchè le istituzioni prendano atto della vergogna che rappresentano, osando parlare in questo modo di un femminicidio/infanticidio.

E più che raccoglierci in silenzio vorremmo urlare ferocemente, per Barbara e per tutte le donne che non hanno più voce perchè uccise da mariti, fidanzati, ex partner convinti che le mogli e le fidanzate siano una loro proprietà, un oggetto di cui disporre nel bene e nel male, vite da eliminare e sopprimere a proprio umore e piacimento.

Non abbiamo le parole, eppure proviamo a trovarle, per Barbara, Aurora e Alessandro, per tutte le donne che quotidianamente vengono uccise da uomini violenti all’interno delle loro case…per i loro no, per la loro ricerca di autonomia e indipendenza, per le loro scelte di libertà ed emancipazione.

Su Barbara e i suoi bambin* si continua a sparare.

Hanno sparato i giornalisti.

Ora spara il sindaco.

E loro continuano a morire, una, due, tre, infinite volte.

Che le nostre parole possano farvi da scudo, proteggervi e ripararvi da tutte le pallottole che vi stanno colpendo a ripetizione.

Che la nostra lotta quotidiana e il nostro grido altissimo e feroce vi renda giustizia.

Barbara ti stringiamo forte. E stringiamo forte anche tua figlia e tuo figlio.

Questo 25 novembre sarà anche per voi.

Non una di meno Torino.

L’ordinanza:

Femminicidio e infanticidio, Carignano

Categorie: Comunicati Stampa, Cultura e Media, Europa, Genere e femminismi
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