Roma, Pantheon, 75° anniversario di Hiroshima

07.08.2020 - Roma - WILPF (Women's International League for Peace and Freedom)

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Roma, Pantheon, 75° anniversario di Hiroshima
(Foto di Patrizia Sterpetti)
Prima del solito, alle 9,50 ha avuto inizio a Piazza del Pantheon la commemorazione del 75° anniversario del bombardamento di Hiroshima.
Le bimbette del corpo di ballo di Paola Iorio hanno fatto le prove della coreografia da eseguire dopo.
Nella piazza quest’anno più cineoperatori, meno turisti, spettatori soprattutto italiani, disposti ai lati del palco. Meno ospiti ad intervenire ma una presenza istituzionale inaspettata: il Vice Presidente della Camera Ettore Rosati.
Athos De Luca a grandi linee, come è nel suo stile, ha introdotto l’evento ricordando le grandi spese destinate agli armamenti, poi ha presentato gli invitati: il Consigliere Sudura dell’Ambasciata Giapponese, la cantante Eco Misumi, il Vice Presidente della Camera Ettore Rosati, Carla Fracci étoile della danza, Fabrizio Barboni, attore, Filippo Ongaro, rappresentante di Save the Children, (di me si è dimenticato ma sono poi intervenuta).
 Il Consigliere Sudura in italiano ha detto che nell’epoca del corona virus la Pace non va data per scontata come la salute, la malattia ce lo sta mostrando. Nei periodi critici è necessaria la solidarietà. In Giappone nel 2019 è subentrato il nuovo imperatore, in ottobre c’è stata l’incoronazione e ha subito parlato della Pace. Il nuovo Papa  ha visitato Hiroshima e Nagasaki. Il Giappone è l’unico Paese ad essere stato colpito dalle bombe nucleari.
Ettore Rosati è stato generico e cerimonioso: l’italia sostiene la non proliferazione nucleare e il Giappone è un suo amico storico. Oggi vi sono meno turisti ma comunque c’è un’attenzione.
Introdotta con molto affetto e applausi Carla Fracci ha letto una poesia. E’ arrivata  appositamente da Milano. Ogni volta che è presente dà un tocco di solennità magnetico alla commemorazione. Poi la cantante Eco Misumi ha intonato due canzoni: “Le libellule rosse” e “Questa strada”. La bella voce  ha trasformato le melodie in offerte al cielo, su Piazza del Pantheon.
Le piccole danzatrici (niente maschietti quest’anno) hanno eseguito vestite di bianco una coreografia più semplice quest’anno: in prima fila una ballerina ha danzato da sola e poi una piccola folla di danzatrici la ha raggiunta, porgendo  colombine bianche al palco-altare.
 Poi l’attore Fabrizio Barboni ha letto una poesia su quel tragico mattino a Hiroshima, la voce ha reso la cupezza del disastro atomico.
Io di Wilpf Italia ho parlato a nome della galassia pacifista e di Wilpf, che ha generato attiviste come Beatrice Fihn e Susy Snyder, che rappresentano ICAN, la coalizione mondiale contro le armi atomiche. Ricordare Hiroshima non può non portarci a considerare il problema aperto della presenza delle armi nucleari nel mondo. La via d’uscita c’è, è il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari approvato a New York nel luglio 2017 da 122 Paesi dell’assemblea Generale. Le ratifiche sono 40, le firme 82, quando si arriverà a 50 ratifiche i 9 Paesi possessori di armi atomiche (U.S.A. Russia, Cina, U.K., Francia, India, Pakistan, Israele, Corea del Nord) saranno obbligate a recedere. Il problema è che esistono altri Paesi che ospitano bombe nucleari statunitensi in Europa per accordi NATO: Olanda, Belgio, Germania, Italia e ai confini europei la Turchia. Di 180 bombe nucleari l’Italia ne possiede il numero più alto: 70, 50 ad Aviano e 20 a Ghedi. Pur avendo ratificato nel 1975 il Trattato di Non Proliferazione l’Italia è vincolata ad accordi stipulati nel 1951 con gli USA e dal 1954 vige il segreto militare. L’Italia è uno dei Paesi con più siti protetti dall’UNESCO ma è anche un Paese con 70 bombe atomiche. Oltre a ciò si acquistano gli F35, aerei deputati al trasporto di bombe atomiche B61 sottraendo risorse ad un Paese dove si assiste: al calo della natalità perché non si ha il potere economico di generare famiglie, al calo delle iscrizioni universitarie, le scuole necessitano di manutenzione, i ponti crollano, i centri anti-violenza non vengono finanziati, la malattia mentale non è adeguatamente curata, peggio se si è stranieri, dilaga la vendita degli stupefacenti e la tossicodipendenza laddove c’è povertà e invece di favorire la cultura della legalità con la giustizia sociale si comprano gli F35… E’ il momento di unirci e di decidere l’abolizione delle armi nucleari, altrimenti ci ritroveremo anche noi con gli occhi sulle palme delle mani come è successo a Hiroshima.
Ha ricevuto il premio che il Comitato Terra e Pace riserva ogni anno ad una associazione del Terzo settore “Save the Children”, ritirato da Filippo Ongaro. Questi ha ricordato le attività dell’associazione in favore dei bambini che sono spesso le vittime principali dei conflitti. Athos De Luca ha sottolineato l’importanza di investire sulla cultura piuttosto che sulle armi e ha chiesto a Carla Fracci di commentare il balletto e l’attività delle sue prosecutrici, formate da Paola Iorio. La grande étoile si è detta felice della bravura delle piccole danzatrici ma ha dichiarato che si fa troppo poco in Italia per la danza.
Paola Iorio ha concluso dicendo che quest’anno le sue allieve sono state messe ad una duplice prova: la mascherina, il distanziamento e per questo la coreografia è stata più semplice.
La cerimonia è finita e noi donne di Wilpf ci siamo recate un attimo a parlare ad Ettore Rosati “Ma allora, l’Italia ratificherà il trattato?” Risponde veloce: “Certo, se il parlamento lo approva!” (Ma se non c’è un’agenda come potrà approvarlo?).  Chiediamo ancora:”Ma le bombe atomiche dalla Turchia? E lui risponde: “Ma non bisogna credere a tutto quello che si dice!”
Ci siamo congratulate con Carla Fracci e il suo impegno, abbiamo scattato delle foto, ha espresso di nuovo la sua tristezza per la disattenzione in Italia alla danza e al disarmo atomico.
Patrizia Sterpetti, Presidente di Wilpf Italia
Categorie: Europa, Fotoreportages, Pace e Disarmo
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