Ebru Timtik, avvocatessa in sciopero della fame fino alla morte da 200 giorni: “Avere le mani legate è peggio della fame”

20.07.2020 - Pressenza Türkçe

Ebru Timtik, avvocatessa in sciopero della fame fino alla morte da 200 giorni: “Avere le mani legate è peggio della fame”

Due avvocati, Ebru Timtik e Aytaç Unsal sono in sciopero della fame, fino alla morte, in carcere. Timtik ha appena superato la soglia dei 200 giorni e Unsal sta andando verso i 200. Gli avvocati sono in attesa della pronuncia della Cassazione in merito al loro processo.

Numerose associazioni non governative, diversi albi degli avvocati e svariate realtà internazionali chiedono da tempo l’attenzione della magistratura e del governo in Turchia sottolineando come le condizioni di salute di Timtik e Unsal siano ormai molto precarie.

I difensori di questi due avvocati hanno dichiarato irregolare tutto l’iter burocratico e chiedono immediatamente al tribunale di riesaminare il loro caso. Nell’ottica di questa richiesta Timtik e Unsal avevano intrapreso la strada dello sciopero della fame convertita in quello dello sciopero fino alla morte il 5 aprile del 2020.

Per tutti e due gli avvocati, e per diversi loro colleghi ancora in carcere, i giudici chiedono vari anni di reclusione con l’accusa di “appartenere a un’organizzazione terroristica senza farne parte”.  Ebru si trova nel carcere speciale di Silivri da 3 anni ed è stata condannata a 13 anni. Invece per Unsal la condanna è stata di 10 anni e si trova nel carcere di Balikesir da 2 anni, con la stessa accusa.

In questi giorni Ebru Timtik ha lanciato un breve appello tramite una chiamata telefonica. L’abbiamo tradotto in Italiano dal Turco.

“Non vogliamo giustizia solo per noi. Noi combattiamo per i diritti di tutti. Se verremo rilasciati potremo dare il nostro sostegno alla lotta per la giustizia di chi ne ha bisogno. Adesso chiediamo giustizia con le mani legate. Non possiamo fare niente e questo è ciò che ci ferisce di più. Avere le mani legate in questa situazione è più difficile della fame.

Mando i miei saluti a coloro che ci sostengono. Chiedo loro di continuare a farlo. Se verremo rilasciati ricominceremo a lavorare da dove eravamo rimasti”.

Secondo le informazioni condivise dalla sua famiglia e dai suoi avvocati, Timtik ha perso più di 30 chili, le ferite alla gola si sono estese, ha serie difficoltà a parlare e ad assumere liquidi.

 

 

Categorie: Diritti Umani, Medio Oriente, Politica, Questioni internazionali
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