Salvatore Parolisi, l’uomo accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea a 20 anni di carcere nel 2011, potrebbe uscire a Giugno.

L’uomo ha scontato i 9 anni nel carcere milanese di Bollate, e potrà uscire grazie a dei permessi premio, godendo quindi dei benefici concessi ai detenuti che partecipano attivamente all’opera di rieducazione.

La notizia non è stata ben accetta da molte donne e attivist* abruzzesi, mostrando indignazione di fronte alla scarcerazione anticipata dell’uomo attraverso una lettera firmata anche da alcune associazioni locali.

La lettera è la seguente:

“NON IN NOSTRO NOME
Parolisi deve scontare l’intera pena in carcere

Leggiamo che Salvatore Parolisi, caporalmaggiore in Abruzzo dell’Esercito Italiano, assassino efferato della moglie  dalla quale aveva avuto una figlia, che vive oggi con i nonni materni, ma nel frattempo impegnato in altre relazioni e , soprattutto, in torbidi affari e giri in caserma, potrebbe uscire per varie licenze premio e anche per parecchi giorni di continuo, dopo soli 9 anni di carcere.
La notizia ci ha tolto il fiato.  E ci siamo chieste il perché. Non siamo per  un’idea di giustizia fondata sulla galera eterna, bensì  sulla riabilitazione e il reinserimento. Ma a partire da una adeguata espiazione  della colpa.
Parolisi ha ucciso, con premeditazione ed efferatezza, una donna, la madre di sua figlia che all’epoca aveva solo 18 mesi e che adesso i nonni cercano disperatamente di tenere lontana da questa eredità .Egli rappresenta in pieno la tipologia del “maschilista” egoista, violento e prevaricatore. Quel che ha fatto, l’ha studiato e preparato, senza ombra di ripensamento. E l’ha fatto per coprire anche  altri  misfatti  e  prepotenze che nella sua caserma si perpetravano.  Ricordiamo bene il corpo di Melania martoriato da 35 coltellate, sfregi numerosi e con i jeans abbassati sotto alle ginocchia ad aggiungere all’orrore lo strazio dell’umiliazione inferta dal marito. Ricordiamo i tentativi di depistaggio nelle settimane successive al rinvenimento del cadavere.
Parolisi avrebbe dovuto scontare la condanna all’ergastolo, pena ridotta a trent’anni in Appello e a venti in Cassazione. Noi vogliamo che la pena detentiva sia commisurata alla gravità del reato e che la durata sia certa e indefettibile e, soprattutto, che non per tutti i reati si possa applicare il beneficio della liberazione anticipata. Che giustizia è quella che dopo appena nove anni di carcere sancisce che il condannato ha maturato i requisiti necessari per ottenere di uscire senza che abbia mai, in questi anni, dato segni di ravvedimento?
Quale giustizia per quella bambina, sottratta per legge alla potestà paterna, ma esposta alle cronache sul rilascio del padre assassino?
Ci auguriamo che i benefici previsti dall’ordinamento giudiziario non siano quindi assegnati  in automatico. E che venga messo  sul tavolo delle valutazioni anche la lotta delle donne per la riscrittura di una società in cui , nel governo e nelle norme di una giustizia giusta, si dia valore compensativo alle parti più esposte della comunità. Niente è neutro, nella  società, e ai giudici decisori ci piace far arrivare il messaggio che  non riusciamo ad apprezzare decisioni  “neutre” che trattano, con eguale misura, componenti socialmente diseguali.
Quale cambiamento culturale può veicolare una legge siffatta? Come arginare il triste fenomeno del femminicidio se non vengono modificate le leggi detentive commisurandole al crimine commesso?
Vogliamo la revoca del provvedimento di liberazione del Parolisi o, qualora non sia stato ancora concesso, che sia negato.”

Adesioni e firme:

Edvige Ricci, Silvana Palumbi, Teresa Pezzi, Benedetta La Penna, Coalizione Civica per Pescara, La Formica Viola, Jonathan Diritti in movimento, Anna Elettra, Flavia di Luzio, Alessandra Genco, Luciana Percovich, Patrizia Di Fulvio, Marina Marino, Carla Antonioli, Giusi Di Crescenzo, Anna Anconitano, Ernestina Cinosi, Adriana Gandolfi, Maria Adelaide Rossi, Annalisa Cantelmi, Mariella Saquella, Assunta Di Cintio, Nicoletta Monaco, Camilla Crisante, Rita Silvaggi, Isabella Di Grottole, Alberta Maranzano, Patrizia Di Fulvio, Leda Raglione, Stefania Frullini, Mantini, Claudia Zuccarini, Alberta Giannini, Irene Marrone, Anna di Cristofaro, Gina Iubatti, Patrizia de Medio, Antonella de Luca, Maria Teresa Antonarelli, Rita De Petra, Gloria Cariglia, , Mimmo Matrella, Gabriella Di Pietro, Annarita Di Lena, Antonio D’Orazio, Tiziana Campea, Maria Rosaria La Morgia, Lelia Ranalletta, Liliana Capone, Rosanna Scroccarello, Roberta de Liberato,Annarita Flasca, Maria Civitella, Rachele Palombaro, Franca Panara, Sandro di Girolamo, Marilena Petrocco.

Firme in costante aggiornamento.