Le proteste a Minneapolis epicentro della rivolta nazionale. Aumenta la violenza della polizia

01.06.2020 - Democracy Now!

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Le proteste a Minneapolis epicentro della rivolta nazionale. Aumenta la violenza della polizia
(Foto di Democracy Now)

Nel fine settimana sono scoppiate proteste in tutti gli Stati Uniti. La gente ha continuato a scendere in strada dopo l’uccisione del 46enne George Floyd da parte del poliziotto bianco Derek Chauvin a Minneapolis. Il coprifuoco è stato emanato in almeno 40 città, tra cui Los Angeles, Filadelphia, Chicago e Seattle. La Guardia Nazionale è stata richiamata in diversi Stati mentre le proteste crescevano.

I manifestanti di Minneapolis chiedono l’arresto di tutti e quattro gli agenti coinvolti nella morte di Floyd. Derek Chauvin è stato accusato venerdì di omicidio di terzo grado e omicidio colposo di secondo grado. Gli altri tre agenti licenziati insieme a Chauvin non sono stati accusati, anche se un nuovo video sembra mostrare due di loro inginocchiati sul corpo di George Floyd mentre giaceva sul marciapiede.

Sabato il governatore del Minnesota Tim Walz ha detto di aver “pienamente mobilitato” la Guardia Nazionale per la prima volta nella storia del suo Stato, aggiungendo altri 1.000 soldati ai 700 che aveva già schierato per le strade di Minneapolis e Saint Paul. Per tutto il fine settimana, le folle di manifestanti sono state accolte da gas lacrimogeni, proiettili rivestiti di gomma e granate stordenti.

“Hanno continuato a permettere abusi verso la comunità” ha denunciato sabato durante una protesta Marques Armstrong, leader della comunità di Minneapolis e imprenditore. “E così si è arrivati a una rivolta. Non giustifichiamo la violenza, i saccheggi e le sommosse, ma li capiamo. Non vogliamo che questa città bruci, ma sembra che questo sia necessario perché finalmente comincino ad ascoltarci. Come ho detto, sono sei anni che diciamo di cambiare politica, seduti a un tavolo di fronte a loro, al sindaco, alla polizia, al governatore, ai consiglieri comunali. Abbiamo parlato con loro. Ci siamo seduti con loro. Li abbiamo esortati. Li abbiamo sfidati. Li abbiamo spinti. Ma loro non ci ascoltano”.

Sabato il governatore Walz ha detto di aver chiesto aiuto al capo del Pentagono Mark Esper e al presidente dei Capi di Stato Maggiore per raccogliere “informazioni sui manifestanti”. Venerdì i dati di volo disponibili al pubblico hanno mostrato che la dogana e la protezione dei confini hanno dirottato uno dei loro droni Predator per volare 20.000 piedi sopra Minneapolis mentre i manifestanti si riunivano nelle strade sottostanti. Il drone viene normalmente utilizzato per pattugliare il confine tra Stati Uniti e Canada a nord delle Città Gemelle. Un video diventato virale sabato sera mostra una falange di ufficiali in tenuta antisommossa che segue un veicolo corazzato lungo una strada residenziale nel quartiere Whittier di Minneapolis dopo l’entrata in vigore del coprifuoco delle 20. Gli agenti urlano ripetutamente ai residenti di rimanere nelle loro case, prima di sparare dei colpi non letali su un gruppo di pacifici abitanti che stava riprendendo la scena dal portico di casa.

Un altro episodio drammatico si è verificato domenica pomeriggio, quando un camionista si è lanciato con un’autocisterna contro migliaia di manifestanti pacifici che occupavano un’autostrada interstatale a Minneapolis. La folla si è divisa, tuffandosi di lato per evitare le ruote dell’enorme camion. L’autista ha rallentato mentre i manifestanti lo circondavano; poi lo hanno tirato fuori dalla cabina e malmenato. La polizia è intervenuta e ha arrestato l’autista, il 35enne Bogdan Vechirko, accusandolo di aggressione.

 

 

 

 

Categorie: Diritti Umani, Nord America
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