La pandemia da COVID-19 ha evidenziato tutte le gravi criticità del servizio sanitario a livello mondiale e ha dimostrato la necessità di servizi sanitari pubblici forti. In Sardegna negli ultimi decenni la tendenza alle privatizzazioni nella sanità ha subìto un’accelerata dalle politiche bipartisan dei vari schieramenti che si sono succeduti nella gestione della Regione: significativi sono stati gli accreditamenti e i convenzionamenti esterni nella gestione della sanità, come i circa 150 milioni di euro a favore del Mater Olbia e l’incremento di ulteriori 100 milioni per la strutture private. L a stessa gestione della pandemia ha accelerato tale tendenza con il ricorso a tre strutture private come centri di riferimento COVID-19.

Per discutere sulle prospettive della sanità in Sardegna, Il manifesto sardo, Medicina Democratica Sardegna, con la collaborazione della Rete Sarda difesa Sanità pubblica, organizzano una video conferenza sul tema Il diritto alla salute in Sardegna ai tempi del COVID-19 che si svolgerà il primo luglio alle ore 18.00 in diretta dal sito, dalla pagina Facebook e YouTube del manifesto sardo.

Coordina il confronto Roberto Loddo de Il manifesto sardo e partecipano Francesco Carta presidente di Medicina Democratica Sardegna; Claudia Zuncheddu portavoce della Rete Sarda difesa Sanità pubblica e il medico Massimo Dadea . Intervengono il medico Antonello Murgia; Cristina Cimino , assessore ai servizi sociali Comune di San Vero Milis; il giovane medico Luca Ippolito; Carmina Conte consulente nazionale per la comunicazione di Medicina Democratica e AIEA; Sabina Contu dell’AIEA, associazione italiana esposti amianto; Mario Fiumene infermiere, ex coordinatore cure domiciliari e territoriali Regione Sardegna e Fulvio Aurora di Medicina Democratica nazionale.

Le richieste di assistenza dopo il lockdown sono aumentate e sono diversi gli interventi pubblici necessari per garantire il pieno funzionamento della sanità pubblica, nonché determinanti per il futuro dello stesso servizio sanitario. Durante la fase 1 tutte le visite ritenute non urgenti sono state rinviate a data da destinarsi e tutt’oggi la sanità pubblica garantisce solo le prestazioni urgenti: non sono accettate prenotazioni per visite relative ai controlli delle malattie croniche e le liste di attesa si allungano ulteriormente, aggravando la situazione precedente l’epidemia già difficile di per sé. Allo stesso tempo invece le strutture private hanno ripreso piena attività e la situazione rischia di creare un ulteriore grave distanziamento tra la popolazione e il servizio sanitario. Il crescente ricorso alle strutture private inoltre aggrava la situazione: i fondi utilizzati per remunerare le prestazioni private sono sottratti al comparto pubblico, che invece ha necessità di risorse per coprire il personale mancante, le tecnologie e le strutture. Sarebbe necessario un piano immediato e tempestivo nella gestione della sanità pubblica per recuperare visite e prestazioni pregresse e garantire l’accesso alle cure ai malati cronici e oncologici che vivono questa fase in grave sofferenza. E un ulteriore ritardo potrebbe determinare un grave danno economico e di credibilità per la sfera pubblica a vantaggio evidente e oggettivo delle strutture private.

In Sardegna esistono delle eccellenze nella sanità pubblica che necessitano di una valorizzazione concreta. In diretta streaming si discuterà dei compiti primari della regione come la riorganizzazione della medicina territoriale e delle cure primarie, la prevenzione primaria e la gestione delle malattie croniche con specifici progetti, al fine di migliorare la qualità della vita e ridurre il ricorso all’ospedalizzazione. Una discussione per cercare di capire come e se in Sardegna si stia cercando di favorire la sanità privata a scapito di quella pubblica.

Si potrà seguire la diretta da questo link:

https://www.youtube.com/watch?v=McpgewAGpVM