Gli attivisti e le attiviste di Extinction Rebellion Roma hanno inscenato una performance forte al Campo da Polo di Villa Pamphili. Trenta cadaveri, coperti da un lenzuolo bianco, con un garofano sul corpo a piangere l’umanità morta e epitaffi che indicano nell’ecocidio della Terra le ragioni del decesso.
Destinatario dell’azione: il Governo italiano che convoca Stati Generali dell’economia a porte chiuse e non mostra il coraggio necessario al cambiamento sistemico dell’attuale assetto politico-economico-produttivo.
Un oratore celebra il funerale, in questi termini:

“Vi chiediamo scusa perché nonostante la scienza ci avvertisse da anni  non abbiamo voluto ascoltarla.
Abbiamo parlato poco del cambiamento che il nostro clima stava subendo,  l’abbiamo voluto tenere fuori dall’agenda  perché ci ingombrava i pensieri, rovinava gli umori, ci faceva venire ansia,
perché la colpa era nostra!
La nostra ansia per la vostra vita!
Non abbiamo voluto rischiare e invece abbiamo rischiato tutto, e abbiamo perso tutto.
Abbiamo decarbonizzato la nostra economia nel 2050, senza pensare che fosse tardi.
Il pianeta ha cominciato a bollire.
Gli oceani a morire, i parchi cittadini a essere avvolti dalle fiamme.
Nel giro di pochi anni il settore agricolo ha decimato la propria produzione, mandandoci nel caos totale…
Eppure il COVID nel 2020 ce l’aveva mostrato su un piatto d’argento che così non andava…
Siamo diventati noi i profughi in cerca di cibo, siamo scappati da un collasso sociale violento, da guerre che hanno straziato i nostri territori e violentato il ricordo che avevamo di un’umanità che ancora poteva farcela.
Se solo avesse voluto.
Se solo avesse ascoltato.
Abbiamo ignorato il monito della scienza oltre il limite massimo, oltre ogni raziocinio e oltre lo stesso buon senso, fieri, col piede su questo acceleratore invisibile, di notte, verso un dirupo segnalato.
Abbiamo sfidato la sorte e come homo sapiens abbiamo perso, pagato tutto quello che potevamo, con tutto il sangue e la sofferenza possibili.
Il prezzo più alto, la vostra vita e la vita di miliardi di persone, in quello che è stato e sarà per sempre il genocidio più violento nella storia dell’umanità.
I nostri figli non sono più nati, per non farci vergognare, perché la Terra inabitabile che abbiamo lasciato loro, loro a noi non avrebbero mai voluto lasciarla.
Siete morti in miliardi Per qualcosa che poteva essere evitato: Il collasso climatico è il suicidio lento di tutta l’umanità”

 

Extinction Rebellion rivendica una trasformazione radicale della società e della politica, per una transizione giusta che metta al centro i diritti umani e la protezione degli ecosistemi che ci sostengono. La terza richiesta del movimento – Oltre la Politica – rivendica esplicitamente l’istituzione di assemblee dei cittadini per la giustizia ecologica e climatica.
Si tratta di rivoluzionare l’approccio alla gestione della vita collettiva, superando le mancanze e i fallimenti della democrazia rappresentativa. Mancando il tempo di sostituire direttamente i governi e parlamenti del sistema attuale, si propone l’affiancamento. I membri delle assemblee cittadine saranno tirati a sorte tra tutti gli strati sociali e le origini etniche, culturali, di genere, etc. in tutta la popolazione, tra tutti quelli che vorranno partecipare. Dovranno deliberare sulla base delle migliori evidenze scientifiche e stabilire insieme le strategie e i percorsi da attuare per trasformare la società in chiave di neutralità di emissioni e rispetto dei sistemi ecologici, in equità con tutti gli esseri viventi.

 

Extinction Rebellion aderisce ai presidi presenti al Parco di Villa Pamphili, organizzati da altri movimenti.

 

Cartella foto (disponibili dalle 15.30): https://drive.google.com/drive/folders/1uXC_v97J96M40fVwoyRfGIBKRSr_U7Gq?usp=sharing

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