Un ambulatorio mobile attrezzato per offrire un servizio di ascolto psicoterapeutico per il personale sanitario, per gli ex pazienti COVID e le famiglie di chi ancora combatte con il virus. Questo il servizio che ha preso il via ieri nelle Marche grazie all’accordo tra EMERGENCY e l’ASUR Marche Area Vasta 3, che hanno siglato un protocollo di intesa per attivare un sportello di sostegno psicologico nei pressi dell’Ospedale COVID-19 di Camerino.

Da ieri il personale di EMERGENCY è presente nel piazzale del parcheggio antistante l’ospedale con il proprio “Polibus”, un ambulatorio mobile attrezzato che offrirà aiuto piscologico al personale sanitario ed educazione sanitaria, ma che sarà disponibile anche per i familiari dei pazienti COVID e per chi è guarito dalla malattia. Chi ha un parente ricoverato potrà inoltre apprendere quali siano i comportamenti e le norme da tenere nella vita quotidiana per minimizzare i rischi di contagio.

Il team presente in loco sarà formato da infermieri logisti e psicoterapeuti formati nella gestione delle emergenze e specializzati nell’affrontare il trauma psichico.

“Vedere un proprio famigliare andarsene a causa del COVID-19 o trovarsi in ospedale in prima linea a fronteggiare la pandemia sono esperienze che possono lasciare profonde ferite psicologiche – ha dichiarato Laura Serri Coordinatrice Psicologi Emergency -. E’ per questo che EMERGENCY, già attiva nelle zone del centro Italia dopo il dal sisma del 2016 con servizi di assistenza psicologica e infermieristica nelle province di Macerata, Teramo e L’Aquila ha deciso di stare al fianco di chi si confronta con il virus tutti i giorni”.

L’accesso al presidio sarà libero, gratuito e diretto, in linea con i valori che contraddistinguono da 26 anni l’intervento di EMERGENCY per garantire il diritto a una sanità equa, gratuita e di qualità.

Il servizio si aggiunge agli interventi che EMERGENCY sta portando avanti in collaborazione con le autorità locali dall’inizio dell’epidemia di COVID-19, come la consegna di beni alimentari alle persone in difficoltà, la gestione della terapia intensiva nell’ospedale da campo allestito alla Fiera di Bergamo e l’assistenza sanitaria alle fasce vulnerabili (migranti, indigenti, senza tetto) nelle aree depresse del paese.