L’Albania, la Macedonia del Nord e la ripresa del processo di allargamento

12.04.2020 - Gianmarco Pisa

L’Albania, la Macedonia del Nord e la ripresa del processo di allargamento
(Foto di Jovan Cvijić, Carte Ethnographique de la Péninsule des Balkans, Public Domain,Wikipedia)

La decisione del Consiglio Europeo dello scorso 25 Marzo è molto importante a tutti gli effetti: si riapre infatti, dopo anni, uno spiraglio nel percorso di allargamento dell’Unione Europea con l’apertura del negoziato di adesione per l’Albania e per la Macedonia del Nord.

Come si può leggere, infatti, nelle Conclusioni del Consiglio “Affari Generali” sul percorso di allargamento e sul processo di stabilizzazione e di associazione, viene confermato il quadro generale del processo di adesione e di allargamento della Unione Europea e viene ribadita la cornice negoziale all’interno della quale tale processo dovrà essere sviluppato: il tutto, indicando un appuntamento importante, di qui a poche settimane, vale a dire il vertice UE – Balcani Occidentali in programma a Zagabria il prossimo Maggio che dovrà, appunto, porre le basi per lo sviluppo del processo.

Un incontro in tal senso tra il presidente del Consiglio Europeo (Charles Michel), la presidentessa della Commissione Europea (Ursula von der Leyen) e i capi di Stato e di Governo dei Paesi dei Balcani Occidentali (Albania, Bosnia, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia, più il Kosovo, la cui designazione, come è noto, «non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la Risoluzione 1244 (1999) e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza») si è già svolto a Bruxelles lo scorso 16 Febbraio, alla presenza, tra gli altri dell’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, Josep Borrell, soprattutto sui temi dell’avanzamento del processo economico e dell’armonizzazione economica, ad esempio in tema di investimenti, di integrazione economica e di consolidamento dello stato di diritto tra i diversi Paesi, con tutte le loro differenze e asimmetrie, nella regione.

Sotto questa prospettiva, è decisamente significativo che, nella cornice del processo, il documento, esplicitamente richiamato in premessa, nella decisione del Consiglio del 25 Marzo, sia la Comunicazione della Commissione Europea dal titolo «Rafforzare il processo di adesione – Una prospettiva europea credibile per i Balcani Occidentali», il documento del 5 Febbraio con il quale, prima ancora che rilanciare il processo di allargamento, la Commissione Europea ha inteso definire il nuovo «quadro del percorso», con un significativo aggiornamento dell’impostazione e dei criteri.

Il documento non inserisce nuovi criteri e nuove clausole, ma assegna un peso differente ad alcuni argomenti e ridisegna il ruolo degli Stati membri, soprattutto nel senso del carattere più spiccatamente inter-governativo che l’Unione Europea, nel contesto dell’egemonia franco-tedesca, è andata sempre più assumendo nel corso degli anni. Infatti, aumenta il peso assegnato agli Stati membri dell’Unione Europea, che possono decidere di sospendere l’iter negoziale sui vari capitoli, nella valutazione dell’andamento delle trattative ai fini dell’adesione e, nell’ambito dei trentacinque capitoli negoziali da completare, acquisiscono maggiore importanza temi quali il consolidamento dello stato di diritto, il primato della legge, gli standard democratici.

In particolare, la Comunicazione della Commissione Europea mette a fuoco due obiettivi strategici: una maggiore enfasi sulle «riforme fondamentali, in primo luogo sul primato del diritto, la lotta alla corruzione, il funzionamento delle istituzioni democratiche e della pubblica amministrazione e l’allineamento nella politica estera», introducendo una road-map per lo stato di diritto, una road-map per il funzionamento delle istituzioni democratiche e la riforma della pubblica amministrazione, ed una maggiore connessione con il programma di riforme economiche; e poi un maggior dinamismo nell’andamento del processo negoziale, anche attraverso «sforzi per andare al di là della logica dei singoli capitoli negoziali, con i capitoli negoziali che saranno organizzati, a tal fine, secondo cluster tematici» (in particolare, come schematizzato nell’allegato, il mercato interno, la crescita inclusiva, l’agenda eco-sostenibile, il set risorse – agricoltura – coesione, le relazioni esterne, e un cluster-chiave, segnato al primo posto della tabella, vale a dire il cluster indicato come «fondamentale», che racchiude le aree dei diritti fondamentali, dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, del funzionamento delle istituzioni democratiche, della riforma della pubblica amministrazione, e dei criteri economici). È in questa nuova cornice che, come si legge nella decisione, il Consiglio ha deciso di «avviare negoziati di adesione con la Repubblica della Macedonia del Nord», facendo riferimento, in particolare, al completamento dell’«esame analitico dell’acquis della UE con il Paese, a cominciare dal gruppo di capitoli sulle questioni fondamentali»; e contestualmente ha deliberato di «avviare negoziati di adesione con la Repubblica di Albania», mettendo in risalto, a tal proposito, che l’Albania «dovrebbe adottare le riforme elettorali nella loro integralità, conformemente alle raccomandazioni OSCE, garantendo il finanziamento trasparente dei partiti politici e delle campagne elettorali», assicurare «l’attuazione della riforma giudiziaria», rafforzare «la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata», modificare «la legge sui media». Si aggiungono così alla Serbia e al Montenegro, i cui negoziati di adesione sono in corso; il tutto, com’è noto, in base ai cosiddetti «Criteri di Copenaghen» (1993): istituzioni democratiche stabili, un’economia di mercato funzionante, l’adesione agli obiettivi dell’unione politica, economica, monetaria.

Categorie: Europa, Opinioni, Questioni internazionali
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