Riceviamo e pubblichiamo

Le lavoratrici e i lavoratori dell’accoglienza hanno dato vita sul territorio torinese a una mobilitazione in seguito alla pubblicazione del nuovo bando da parte della prefettura, che colpisce e annulla le politiche d’integrazione territoriali e cancella centinaia di posti di lavoro.

In piena attuazione delle politiche di Salvini, il nuovo bando condanna le cooperative che accolgono i richiedenti asilo sul territorio torinese a tagliare in maniera drastica sul personale e a dismettere qualsiasi progetto volto a promuovere integrazione verso le persone accolte.

Pertanto intendiamo denunciare che:

– Almeno 250 posti di lavoro di operatori qualificati, di cui molti under 30, sono gravemente a rischio, in un territorio che registra già ad oggi il più alto tasso di disoccupazione giovanile su scala nazionale.

– In linea con i Decreti Sicurezza e le politiche della “guerra tra poveri” volute da Salvini, vengono colpiti ancora una volta, in maniera drastica famiglie, minori, donne e uomini che richiedono protezione internazionale e le loro opportunità d’inserimento sociale.

Con il nuovo bando verranno eliminate le opportunità di apprendimento linguistico, di formazione e inserimento lavorativo, di orientamento territoriale e accompagnamento riguardo alle procedure legali di circa 4000 richiedenti asilo sul nostro territorio. Si intende quindi, in maniera esplicita, promuovere politiche che creino marginalità e indigenza di soggetti già fragili, esponendoli ulteriormente allo sfruttamento e a condizioni di privazioni.

Contro la retorica dei “ 35€ al giorno” è importante ricordare due cose: questo denaro non viene utilizzato per beni di lusso, come troppe volte è stato ripetuto, ma per poter pagare la scuola, i trasporti e gli affitti e gli stipendi dei lavoratori.

Inoltre i progetti prevalentemente colpiti dai nuovi criteri del bando sono quelli della micro accoglienza e dell’accoglienza diffusa, proprio quei progetti che nel corso degli ultimi anni sono stati in grado di costruire dei percorsi strutturati attorno le soggettività delle persone e la necessità di riacquistare autonomia. Al contrario, trovano beneficio da questo bando proprio le aziende che hanno sfruttato e sporcato il sistema di accoglienza, e oggi ancor di più potranno lucrare sulla pelle dei migranti, realizzando grandi centri e centralizzando i costi.

Data la situazione, in difesa dei posti di lavoro degli operatori e delle condizioni di vita dei richiedenti asilo intendiamo rivolgerci a tutta la cittadinanza, a tutti gli attori locali e le realtà che sono sensibili al tema dei migranti e della coesione sociale, il 19 febbraio p.v. proclameremo uno sciopero dei lavoratori dell’accoglienza e ci troveremo alle 10.30 davanti alla Prefettura per chiedere il ritiro immediato del nuovo bando.

ASSEMBLEA DEGLI OPERATORI DELL’ACCOGLIENZA DI TORINO