Colombia. German Graciano: la mia San José sulla via della Pace

02.12.2019 - Agenzia DIRE

Colombia. German Graciano: la mia San José sulla via della Pace
(Foto di DIRE)

“Alla richiesta di rispettare i diritti umani e sociali il governo della Colombia risponde inviando esercito e polizia; non c’è alcuna volontà di applicare l’accordo del 2016”: a denunciarlo in un’intervista con l’agenzia Dire è German Graciano Posso, portavoce della Comunità di pace di San José de Apartado’, insignito oggi a Roma del premio Volontario dal Sud.

Secondo l’attivista, volto di un’alleanza di “campesinos” del dipartimento di Antioquia che da oltre 20 anni ha scelto di rispondere con la neutralità e la nonviolenza alle incursioni di
gruppi ribelli, esercito e paramilitari, l’esecutivo del presidente Ivan Duque “non ha alcuna volontà di attuare una pace vera” e di rispettare l’intesa sottoscritta dal suo predecessore Juan Manuel Santos con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc).

“Si fanno solo gli interessi delle imprese e delle multinazionali – denuncia Graciano – e si impongono con la forza le privatizzazioni, della terra ma anche dei servizi sanitari e dell’istruzione, nonostante l’opposizione dei nativi e dei leader sociali”.

Trentasette anni, agricoltore, l’attivista è ospite a Roma della Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontario (Focsiv) che organizza il premio. La sua è una storia personale dolorosa, una delle tante nella Comunità. Tredici suoi familiari, anche il padre e due fratelli, sono stati uccisi per la scelta della nonviolenza.

“L’ultima volta che hanno tentato di assassinarmi è stato due anni fa” ricorda Graciano. Padre di tre figli, è entrato a far parte della Comunità nel 1999, diventandone rappresentante legale nel 2013. Nel corso di questi anni, a San José sono stati uccisi oltre 300 attivisti. Graciano stesso è da tempo nella lista nera delle Autodefensas Gaitanistas de Colombia (Agc), un gruppo paramilitare legato ad alcune unità dell’esercito di Bogotá.

All’offerta di avere una scorta armata, però, ha sempre opposto un rifiuto. Nel suo villaggio, Porvenir, che in spagnolo vuol dire “avvenire”, ci sono invece i volontari dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII: il loro compito è accompagnare e proteggere, con la presenza e la testimonianza, i difensori dei diritti umani.

Secondo l’organizzazione Indepaz, in Colombia dalla firma degli accordi di pace del 2016 sono stati assassinati oltre 700 “leader sociali”. Uno degli ultimi agguati è avvenuto a Tacueyo, nel dipartimento di Cauca, questo mese: insieme con la governatrice Cristina Bautista sono state uccise quattro guardie volontarie della sua comunità.

Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani, Sud America
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