• Oltre 6.300 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia al 30 novembre;
  • Circa 1.500 i minori sbarcati nelle nostre coste quest’anno; oltre 5.300 gli irreperibili;
  • Sondaggio condotto su U-Report on the Move: circa la metà dei giovani migranti e rifugiati intervistati dall’UNICEF dichiara di non conoscere i diritti che spettano loro in quanto minori.

È necessario far fronte ai bisogni di protezione e accesso ai servizi per i 6.300 minori stranieri non accompagnati presenti in Italia.

In occasione della Giornata Internazionale per i Diritti dei Migranti, l’UNICEF ricorda che sono oltre 6.300 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia al 30 novembre, dati in calo se si considerano le 11300 presenze a novembre dell’anno scorso e gli oltre 18500 i minori nel 2017[1]. Lo stesso calo ha riguardato gli arrivi via mare: sono circa 1.500 i minori sbarcati nelle nostre coste quest’anno; erano oltre 3500 nel 2018 ed oltre 15.700 nel 2017[2]. Resta costante però il numero di bambini e adolescenti irreperibili, oltre 5.300 solo nel 2019.

Tra il 2014 e il 2018 si stima siano stati in tutto oltre 70 mila i minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia. Sempre nello stesso arco di tempo 17.900 persone hanno perso la vita in mare[3]. Tra loro, oltre 670 minori, deceduti lungo la rotta del Mediterraneo centrale.

In questa Giornata l’UNICEF riconferma il proprio impegno a favore dei migranti e rifugiati in Italia e ribadisce l’importanza di garantire loro protezione, accesso ai servizi, il diritto all’ascolto, alla partecipazione.

Circa la metà dei giovani migranti e rifugiati intervistati dall’UNICEF dichiara di non conoscere i diritti che spettano loro in quanto minori, 6 su 10 non hanno mai sentito parlare della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e l’Adolescenza, il 25% non sa che dovrebbe essere ascoltato nelle decisioni che lo riguardano. È quanto emerge da un sondaggio condotto su U-Report on the Move[4], la piattaforma online lanciata dall’UNICEF nel 2017, pensata per dare voce ai giovani arrivati soli nel nostro Paese.

Lo strumento di sondaggi online ha raccolto in questi anni le preoccupazioni e le aspirazioni dei giovani arrivati in Italia come minori stranieri non accompagnati, rispondendo alle domande nate anche dal cambiamento del contesto normativo relativo all’immigrazione.

Tra i temi più frequenti: l’accesso alle informazioni legali – soprattutto in seguito all’introduzione della legge 132/2018 – l’accesso al mondo dell’istruzione e lavorativo, al percorso di autonomia che li aspetta con la maggiore età, la lotta alla discriminazione. Tra le principali informazioni rilevate:

  • LEGALE – La metà dei minori si è dichiarata preoccupata di non poter accedere più all’accoglienza con l’introduzione della legge 132, il 40% non sa cosa succederà loro dopo i 18 anni. In molti non sanno come richiedere la conversione del permesso di soggiorno, 4 su 10 affermano di non avere nessuno che li supporta con i documenti.
  • FORMAZIONE E ACCESSO AL MONDO DEL LAVORO. Circa L’80% è soddisfatto del percorso di studio e ben il 90% crede sia utile per il futuro lavorativo. 2 su 10 dei rispondenti vorrebbero più supporto fuori la scuola, 3 su 10 un metodo più pratico. Solo 4 su 10 hanno frequentato un corso di formazione professionale o avuto accesso a un tirocinio. Il 55% dichiara di non conoscere la legislazione in materia di accesso al lavoro.
  • SOLUZIONI ABITATIVE. Il 59% considera positivamente soluzioni che danno indipendenza ma molti dichiarano di avere incontrato ostacoli nel trovarne per via della mancanza di un contratto regolare di lavoro, del rifiuto di affittare a stranieri o della mancanza di uno stipendio adeguato. Quasi 4 su 10 non hanno avuto la possibilità di essere ospitati in famiglia ma più del 50% degli intervistati avrebbero preferito questa soluzione.
  • IMPEGNO CIVICO. 6 su 10 dichiarano di non essere informati su ciò che succede nel posto in cui vivono. il 64% di loro, pur non partecipando mai alla vita della comunità, vorrebbe essere coinvolto in attività di pubblica utilità.
  • DISCRIMINAZIONE. 3 giovani su 10 dicono di avere sofferto di qualche forma di discriminazione, in molti casi – ben il 70% – per via del colore della pelle. Tra i luoghi principali dove si sono verificati i fatti: le strade, la scuola, il posto in cui si vive. 4 su 10 non sanno che possono e devono essere protetti dalla discriminazione e da ogni forma di violenza.“Molti di noi hanno affrontato il viaggio attraverso il Mediterraneo per migliorare le condizioni di vita – dice Bassirou, del Mali – Tra i momenti più difficili del mio percorso in Italia ricordo la vita nel centro d’accoglienza, all’inizio, e le lunghe trafile per i documenti. L’incertezza sulla situazione legale non ci consente spesso di costruire le basi per il nostro futuro. Oggi posso dire che mi sento parte di una comunità ma non è stato un percorso semplice”.

    In febbraio 2019 il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nelle osservazioni conclusive al quinto e sesto rapporto periodico dell’Italia, ha ribadito l’importanza di garantire a tutti i minori i diritti sanciti dalla Convenzione, facendo riferimento in modo specifico anche alle categorie più vulnerabili, tra cui i minori stranieri non accompagnati.[5]

  • “Nell’anno del trentennale della Convenzione, ricordiamo che persistono lacune importanti che impediscono il pieno godimento dei diritti da parte dei giovani migranti e rifugiati in Italia. Dal 2016 l’UNICEF è in Italia con un programma operativo volto a garantire la protezione, l’inclusione e la partecipazione di queste ragazze e ragazzi. Anche nel 2020 l’UNICEF continuerà a investire nel rafforzamento dei sistemi di protezione e inclusione, a fianco delle istituzioni nazionali e locali, al fine di assicurare il rispetto dei diritti che dovrebbero essere garantiti a tutti prima di tutto in quanto minori, al di là della provenienza, della religione o del colore della pelle”, ha dichiarato Anna Riatti, responsabile UNICEF della risposta a favore dei bambini e adolescenti migranti e rifugiati in Italia.

Da gennaio a settembre 2019, attraverso il programma di risposta, l’UNICEF ha raggiunto quasi 1000 minori stranieri non accompagnati con azioni di protezione, oltre 200 con servizi di prevenzione e risposta alla violenza di genere e formato oltre 800 operatori. Più di 500 adolescenti hanno beneficiato dell’accesso ad attività educative formali e non formali.

L’obiettivo per il 2020 è di raggiungere oltre 15.000 donne, uomini e adolescenti con servizi di prevenzione e risposta alla violenza di genere, oltre 6.000 adolescenti beneficeranno di un miglioramento dei livelli di partecipazione e empowerment, oltre 2000 gli operatori formati. L’appello al link https://www.unicef.org/appeals/


*U-REPORT è la piattaforma digitale sperimentata da UNICEF in 50 Paesi che conta oggi oltre 7 milioni di membri. Lo strumento nasce per dare voce ai giovani sulle tematiche di loro interesse.

U-REPORT ON THE MOVE è stato lanciato in Italia nel 2017 pensato per giovani migranti e rifugiati in Italia. La piattaforma, che conta oggi oltre 3200 iscritti, propone sondaggi mensili che permettono di sondare bisogni e preoccupazioni di ragazze e ragazzi arrivati in Italia come minori stranieri non accompagnati. Permette inoltre di ricevere informazioni su servizi sociali di base disponibili, leggi e regole esistenti, eventi e attività ricreative, e altre informazioni utili. I risultati dei sondaggi possono essere visualizzati in tempo reale, sono condivisi con il gruppo di U-Reporters attraverso messaggi Facebook e Twitter e sul sito U-report. Il servizio è gratuito. Maggiori dettagli al link https://onthemove.ureport.in/