Teatro Vittoria di Roma. “Come se foste a casa vostra”, quel razzismo negato che appartiene all’inconscio

28.11.2019 - Bruna Alasia

Teatro Vittoria di Roma. “Come se foste a casa vostra”, quel razzismo negato che appartiene all’inconscio

Satira e parodia del razzismo inconsapevole, con 3 accenti drammatici scritta e diretta da Michele Cosentini, “Come se foste a casa vostra” racconta che in uno Stato immaginario il governo preveda che i proprietari di appartamenti spaziosi siano obbligati a ospitare un certo numero di rifugiati in seguito a un fantomatico “decreto dell’accoglienza”. Maria e Riccardo sono una coppia con un figlio, che ristruttura casa grazie a un muratore moldavo e si vede assegnare un profugo senegalese e una sudanese. Di fronte al fatto compiuto la moglie perde ogni freno e fa l’impossibile per eludere la legge, come del resto suo marito. Per di più l’innamoramento del figlio per la bella sudanese aggrava la situazione.

La convivenza non voluta mette in luce le oscure ombre interne dalle quali solitamente ci si difende negando di essere razzisti. “Come se foste a casa vostra” è una storia paradossale che analizza, in maniera tragicomica, il dramma dell’emigrazione e il rapporto etico e culturale che il cittadino medio di casa nostra ha con questo fenomeno. Soprattutto evidenzia non ciò che si professa in pubblico, ma le emozioni istintive delle quali molti non hanno coscienza: in fondo la vera pasta di cui siamo fatti. Nel divertimento s’innestano anche testimonianze reali e dissonanti che, a tratti, rendono lo spettacolo serio e non inquadrabile in un genere. In modo particolare, la seconda parte cresce emotivamente e coinvolge.

Recitato su musica, “Come se foste a casa vostra” affronta i temi dell’islamofobia, delle torture nei lager libici, del razzismo latente e tollerato di un popolo che sostiene la chiusura dei porti e il non rispetto dei diritti umani. Sorge il quesito se l’italiano medio oggi sia realmente così egoista. Purtroppo una signora tra il pubblico, alla sera della prima, alzando la voce in modo che tutti potessero sentirla, ha contribuito a convalidare la tesi. Di fronte al monologo di un attore che raccontava il calvario di un “povero cristo” fuggito da guerra, sofferenza e fame, gli ha gridato: “E non sei ancora morto?”

Teatro Vittoria di Roma  fino al 4 dicembre

COME SE FOSTE A CASA VOSTRA

Una commedia con 3 accenti drammatici

Scritta e diretta da Michele Cosentini

Con Sveva Tedeschi, Luca Ferrini, Alberto Melone,

Ashai Lombardo Arop, Yonas Aregay, Paolo Roca Rey

Luci e fonica Multicolor Service, idea scenica Barbara Ferrini

Produzione Alt Academy

Con il patrocinio di Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, Ambasciata della Costa d’Avorio, Ambasciata della Repubblica di Moldavia, Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran ed Istituto Nazione Rom.

Dal 26 novembre al 4 dicembre 2019 (ore 21.00, 27/11 h 17, domenica h 17.30)

TEATRO VITTORIA – ATTORI & TECNICI _ Piazza S.Maria Liberatrice 10, Roma (Testaccio)

Botteghino: 06 5740170 – 06 5740598

Ufficio stampa Teresa Bartoli

 

Categorie: Cultura e Media, Europa, Migranti, Opinioni
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