E non mai più la guerra. Canti e racconti del 15-18

03.11.2019 - Francesco Cecchini

E non mai più la guerra. Canti e racconti del 15-18

Il 24 maggio quando l’Italia dichiarò guerra
commise un delitto
che non può esistere in terra

Inizio di un canto della Grande Guerra.

Mancano un paio di giorni al 101esimo anniversario della fine della Grande Guerra, Grande Massacro.

Il 4 novembre 1918 sancì ufficialmente la vittoria di alcuni eserciti su altri. Il giorno prima a villa Giusti, a Padova, era stata firmato l’armistizio fra l’Italia e i suoi alleati con l’impero austro-ungarico.

Il 4 novembre dovrebbe essere decretato giorno di lutto nazionale per rispetto di un’intera generazione di giovani che sono stati trucidati senza sapere bene il perché nelle nevi delle Alpi, nelle pietre del Carso, nelle sponde del Piave.

Le canzoni raccolte nel libro E Non Mai Più La Guerra di Cesare Bermani e Antonella De Palma, editore Società di Mutuo Soccorso Ernesto De Martino di Venezia, non sono quelle ufficiali che celebrano con retorica la Grande Guerra, ma quelle cantate nelle trincee e nelle caserme dai soldati italiani che raccontano il dramma umano di coloro che hanno vissuto quella tragica esperienza. La prima guerra mondiale, fu un bagno di sangue senza precedenti, che all’Italia costò seicentomila morti e oltre un milione di feriti. Fu un Grande Massacro, insomma.

Naturalmente è riportatata la canzone Gorizia, tu sei maledetta!, in alcune versioni che non cambiano la sostanza contro la guerra. La versione originale della canzone è stata raccolta da Cesare Bernani a Novara da un testimone che l’aveva ascoltata da un reduce. Chi veniva sorpreso a cantarla veniva accusato di disfattismo e poteva essere fucilato. La battaglia di Gorizia avvenne il 9 e 10 agosto e costò la vita di 1.759 ufficiali e 50.000 soldati italiani e di 862 ufficiali e 40.000 soldati austriaci.
Significative le canzoni sul generale Cadorna.

Il general Cadorna
è il capo dei briganti.
Ordinava ai suoi soldati
dicendo sempre “Avanti!”
Bombe a man
e colpi di pugnal! …
Il generale Cadorna
davvero è un gran portento
con undici avanzate
ha perso il Tagliamento.


E così via.
Il generale Luigi Cadorna altre alla condotta della guerra fino alla disastrosa sconfitta di Caporetto fu responsabile principale di fucilazioni e decimazioni di soldati italiani.

Vi è anche un racconto di Silvio D’Amico di una decimazione a causa di un ammutinamento tratto da La Vigilia di Caporetto Diario di Guerra, Giunti 1996, pp 272-273.

Durante il Grande Massacro 15-18 in Italia furono oltre 4000 i soldati condannati a morte, con oltre 1100 i giustiziati effettivi. Le esecuzioni, anche sommarie senza sentenza di tribunali militari furono autorizzate e incoraggiate dal generale Cadorna, che le considerava utili ed efficaci esempi per le truppe.

Questo libro ricorda che l’impegno per la riabilitazione collettiva dei fucilati e decimati durante il grande massacro 1915 – 1918 va continuato. Quest’azione va considerata all’interno di un più grande impegno contro gli armamenti e contro tutte le guerre.

Prendi il fucile e gettalo per terra
Vogliamo la pace, vogliamo la pace
Vogliamo la pace e non vogliamo più la guerra.

Categorie: Cultura e Media, Europa, Pace e Disarmo
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