Stati Uniti. L’emergenza delle armi

05.08.2019 - Articolo 21

Stati Uniti. L’emergenza delle armi
(Foto di Art. 21)

E’ il momento delle preghiere per le 29 vittime delle ultime due stragi negli Stati Uniti, anche se è evidente a tutti che le preghiere non bastano più di fronte al fiume di sangue che scorre nelle città americane. 277 morti solo in sparatorie di massa dall’inizio dell’anno. Scuole, discoteche, centri commerciali, uffici.  I dati relativi alle morti per armi sono agghiaccianti: quasi 37 mila persone ogni anno, oltre 22.200 per suicidio, quasi 13mila per omicidio, 500 negli scontri con le forze dell’ordine.

Significa che ogni giorno 100 americani sono uccisi da pistole e fucili finiti nelle mani sbagliate, centinaia i feriti. Una realtà simile non esiste in nessun altro paese al mondo. Sono quasi 394 milioni le armi in circolazione su una popolazione di circa 326 milioni.

Ogni volta dopo un massacro il rituale è lo stesso, con i Democratici che prendono le distanze dalla nuova strage e chiedono una riforma della legge sul possesso di armi e i Repubblicani che mandano pensieri e preghiere per le vittime ma non fanno nulla per cambiare le regole ma, anzi chiedono di aumentare la presenza di armi persino tra gli insegnanti.

Una follia, visto che nemmeno in Texas dove quasi tutti girano armati, è stato impossibile prevenire il massacro di El Paso compiuto da un giovane suprematista bianco. E’ evidente che possedere un arma spinge ad usarla contro se stessi o contro gli altri, altrimenti non assisteremmo a tutte queste stragi negli Stati Uniti.La NRA, National Rifle Association, la lobby delle armi è potente. Distribuisce finanziamenti a piene mani e così il secondo emendamento della Costituzione americana che garantisce a tutti di possedere armi per legittima difesa non si tocca.

Nessuna limitazione persino per chi è considerato un pericolo pubblico: non può salire su un aereo, ma può ordinare on line un fucile d’assalto usato in genere nelle zone di guerra. In un solo minuto con questo tipo di fucile calibro 223 il giovane di Dayton ha ammazzato ben 9 persone e ne ha ferite 26. In un solo minuto. L’ex presidente Obama aveva provato a proibire questo tipo di fucili nelle città americane, ma non c’è riuscito perché aveva contro il Congresso a guida Repubblicana. Trump in un tweet ha definito un atto di codardia  la strage di El Paso e ha mandato  come al solito pensieri e preghiere per le vittime dei due massacri, ma  non ha fatto alcun  accenno alla possibilità di  un controllo più mirato sulla vendita di armi. E così non ci resta che attendere la nuova strage che, lo sappiamo già, ci sarà. Dove e quando è solo questione di tempo

 

Categorie: Nord America, Opinioni, Politica
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