Scomparsa in Turchia un’oppositrice politica

25.08.2019 - Cristina Mirra

Scomparsa in Turchia un’oppositrice politica

La scomparsa dell’oppositrice Dallala (Duygu Arınç) all’aeroporto di Istanbul è inquietante. Ricorda il rapimento della giornalista Ayten Öztürk a Beirut rapita e detenuta in una prigione, vicino ad Ankara, nella quale per 6 mesi fu sottoposta a torture.

Le ultime notizie risalgono al 24 Giugno 2019 in Germania, ad Amburgo.
Dal 20 luglio 2019 i suoi social, nei quali è conosciuta con il nome di Duygu Arinc, e il telefono cellulare, risultano disattivati.
La ventiduenne studentessa di diritto che vive ad Amburgo, originaria di Sirnak in Turchia, è stata membro attivo del popolare movimento “Revolutionary Arameans” (aram. Suryoye Qauwmoye / turk. Süryani Devrimciler).
Secondo una dichiarazione del Consiglio Popolare di Arameans (Süryani Halk Meclisleri), ha lasciato in aereo la Germania alla volta della Turchia ed è stata arrestata all’aereoporto di Istanbul dove stava per prendere un aereo per Mardin.
Da 20 luglio tutte le indagini per ritrovarla non hanno avuto esito positivo e non sono state pubblicate informazioni ufficiali.

Secondo le informazioni dei compagni turchi, Dallala fu catturata dalla controguerriglia due mesi fa, condotta in un luogo sconosciuto e sottoposta a torture.

Vi vogliamo brevemente ricordare di Ayten Öztürk, che in Turchia, è stata sottoposta per sei mesi ad ogni forma inimmaginabile di violenza.

Ayten Öztürk è una rivoluzionaria che viveva in esilio in Libano ricercata con una taglia in Turchia. Fu arrestata alla fine di marzo all’aereoporto di Beirut mentre stava cercando di raggiungere la Grecia, e subito dopo deportata in Turchia senza alcuna procedura legale. Ayten fu prelevata all’aereoporto dalla controguerriglia e, ad occhi bendati, condotta in un luogo a lei sconosciuto.

Per sei mesi fu sottoposta a trattamenti con scariche elettriche in varie parti del suo corpo, come i capezzoli, è stata frustata, bastonata sulle gambe e sulle piante dei piedi, torturata con acqua pressurizzata e passandole lame di rasoio sotto le unghie. Ad intervalli regolari Ayten ha ricevuto cure mediche perché si continuasse a torturarla.
In aggiunta alle torture fisiche, è stata anche tormentata psicologicamente, le è stato detto in ogni occasione che a nessuno importava di lei, che nessuno la stava cercando, e che i suoi familiari pensavano che lei fosse morta.
Ayten Öztürk fu tenuta legata in una cella rivestita di gomma, per settimane.

E’ stata sottoposta a molestie sessuali con manganelli ed è stata più volte minacciata di stupro. Solo dopo che i suoi compagni del fronte popolare (Halk Cephesi) hanno scoperto che era stata deportata in Turchia, i torturatori hanno portato Ayten, dal centro nel quale era reclusa, in un luogo dove fu ufficialmente arrestata da unità regolari di polizia.
Per 6 mesi Ayten è stata torturata nei modi più crudeli. In prigione furono contate 868 ferite causate dalle torture. 868 ferite!
Ma i suoi aggressori fascisti non sono riusciti ad ottenere una sola parola dalla rivoluzionaria. Ha resistito per 6 mesi ad ogni violenza.

Ora ci chiediamo: dov’è DALLALA?
Il BND (servizi segreti tedeschi) ha trasmesso al MIT (servizi segreti turchi) le informazioni sul volo programmato da Dallala? E’ successo quello che è capitato alla compagna Ayten Öztürk? E’ nelle mani dei servizi segreti o della controguerriglia turca? E’ ancora viva?
Gli imperialisti tedeschi e l’oligarchia fascista turca devono rispondere immediatamente a queste domande!
Tutte le persone nel mondo che lottano per la giustizia e contro il fascismo devono rispondere a queste domande.
Per questo è possibile utilizzare i siti Internet: Süryani Halk Meclisleri, le pagine social Free Dallala o scrivere alla mail: doganpresse@gmail.com

Süryani Halk Meclisleri

 

Categorie: Diritti Umani, Internazionale
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