La TAV, lo Stato, il Volgo, i Signori, i Guelfi e i Ghibellini

09.08.2019 - Luca Cellini

La TAV, lo Stato, il Volgo, i Signori, i Guelfi e i Ghibellini
Affresco della contesa fra Guelfi e Ghibellini (Foto di Archivio Pressenza)

LA TAV

A tutti fa piacere avere collegamenti veloci ed efficaci, persino a quelli contrari alla TAV.
Il punto almeno a mio parere non è tanto TAV sì oppure TAV no.
La questione importante è TAV perché e come? Mi spiego meglio:

 

LO STATO ITALIANO

1) Siamo Nazione da oltre 150 anni, nata dalla colonizzazione forzata e violenta operata da uno Stato sopra un altro; eppure, ci sono ancora vaste aree del nostro Meridione non collegate, lasciate in isolamento, persone che per spostarsi al Sud per lavoro impiegano anche 3 ore per poco più di 100 km. Tratte ferroviarie del tutto scoperte, anche città del Meridione di medie proporzioni servite malissimo. Al centro Italia, ad esempio qui in Toscana, molto spesso al mattino presto e in orario di rientro ci sono treni stracarichi di persone, servizi igienici da fare schifo, posti in piedi stipati, ritardi assurdi sui treni che prendiamo noi pendolari per lavoro o i nostri studenti.
Al Sud da quel che leggo e dicono, la situazione dei treni e dei servizi ferroviari risulta essere ancora molto peggio. Ecco allora la mia domanda legata al perché: Ma aveva senso investire tutta quella montagna di soldi in quella unica tratta, quando abbiamo vaste aree del nostro paese che a livello di collegamenti e servizi ferroviari sono rimaste agli anni 50′?

2) Ammettiamo anche per ipotesi che tutta l’Italia sia ben collegata, che I servizi funzionino bene, che il costo del biglietto sia veramente equo e pensato per essere accessibile a tutti (attualmente per un biglietto ferroviario di 2° classe pari a 30km di tratta, spendiamo 5,80 euro ovvero, per fare un esempio, se da Figline si va a Firenze andata e ritorno si spendono 11,60 euro! Prendere la macchina anche se si è soli, costa comunque meno….) al di là dei tanti bei proclami, già questo dato da solo dovrebbe farci capire la direzione che abbiamo in questo paese in termini di riduzione delle emissioni che producono CO2 e impattano su clima e ambiente.

Ma appunto, ipotizziamo anche che la situazione italiana sia di gran lunga migliore di quella che è. Ammettiamo anche che si valuti di investire tutti quei soldi in quella unica tratta invece che nel migliorare la nostra rete ferroviaria interna. Ecco, vogliamo almeno discutere e concordare e condividere possibilmente con la popolazione che verrà interessata dai lavori, nel trovare accordi con la popolazione limitrofa che vive dove passerà la tratta Torino Lione, oppure ci pare bello militarizzare la zona, recintare tutto in uno stato d’assedio permanente come hanno fatto in tutti questi anni, che pare più di essere a Gaza, che in una valle alpigiana, pestare a sangue i manifestanti a ogni occasione, fracassare denti, teste, volti e costole a pensionati, casalinghe, insegnanti, studenti, disoccupati, operai, ecc. prenderli a colpi di lacrimogeni, sbatterne un paio di centinaia in galera come fossero criminali, con sentenze e pene spropositate, quando è solo gente che cerca di preservare la propria terra e il proprio ambiente?

Aveva senso e tuttora ha senso questo comportamento dello Stato? È un comportamento da Stato civile questo, da Stato che tiene alla sua gente? Ha senso aver dislocato tutte quelle risorse e quei soldi in migliaia di agenti delle forze dell’ordine a presidio permanente quando c’era la strada del dialogo, del confronto, del praticare la via per possibili accordi? ( Non si sbaglino i molti che, Salvini è il peggio che ci poteva toccare, che non solo ha continuato su questa strada, ma anche intensificato la pressione a favore della TAV portata avanti come se si fosse in Cile negli anni 70’ tutto vero, ma questa strada della TAV portata avanti in questo modo l’hanno iniziata anni or sono tutti i governi precedenti da Berlusconi a D’alema ad Amato, a Prodi, a Monti, e compagnia cantante)

Ma andiamo avanti:

3) Ammettiamo anche i primi due punti, ovvero che il livello della rete ferroviaria e dei suoi servizi sia adeguato in tutto il paese, che il costo sia accessibile a tutti e il servizio dignitoso, che si fosse avviata la strada del dialogo e del confronto invece che la via militare con la magistratura compresa che ha fioccato più condanne esemplari per i valligiani piemontesi che tra poco nemmeno ai mafiosi da 41 bis. Ma che dite… lo vogliamo fare uno studio di fattibilità serio e indipendente di uno o più organismi superpartes, per capire dove e come andare a spendere tutti quei soldi?

Lo vogliamo fare uno studio serio e rigoroso di valutazione d’impatto ambientale e soprattutto uno studio sulle possibili ricadute in termini di salute delle persone, almeno da capire quale sia il modo più rispettoso e meno invasivo sia per le persone che per l’ambiente prima di approvare qualsiasi progetto per realizzare tale opera?

Oppure vogliamo continuare a dare per scontato che siccome noi italiani siamo comunque tutti mafiosi e collusi nel nostro modo di pensare, tanto da dover accettare come normale che almeno metà di quei soldi per i lavori della TAV sono destinati ad aziende in odore di mafia, e continuare ad accettare che molti lavoratori sottopagati e sfruttati, impiegati in quelle opere, moriranno negli anni a venire per malattie contratte da esposizione a certe polveri (oltre a quelli già morti o che moriranno per incidenti sul lavoro, spesso per mancanza dei minimi requisiti di sicurezza) e siccome siamo un popolo che ci facciamo scivolare addosso tutto, vogliamo anche dare per scontato e accettare come “effetto collaterale” le migliaia di persone ree di abitare in zona, che si ammaleranno sempre per via di polveri sottili di ogni tipo e inquinamento ambientale che arriverà in una vasta area interessata ai massimi livelli. Ammesso tutto ai punti sopra…. Vogliamo proprio pagarlo e farlo pagare a tanta gente un prezzo così alto per una sola unica tratta?

Queste le domande che mi sono sempre posto dall’inizio.
Poi si può discutere di tante cose, anche fare certe scelte volendo, ma almeno avere consapevolezza a ciò cui si va incontro con le opere della TAV per come sono state impostate e pensate finora.

 

IL “VOLGO” E I “SIGNORI”

Ricordo negli anni 1993 – 1997 la TAV quando si preparava a passare dalle valli del Mugello, ricordo di un certo numero di mugellani e fiorentini che manifestavano contro, non tanto per la cosa in sé ma per la natura del progetto dei lavori, il quale prevedeva di spostare corsi d’acqua, creare colline dove non c’erano con la terra di risulta degli scavi, e negli scavi profondi andare ad essiccare importanti falde acquifere. Ricordo tutto questo, e un certo fermento, le manifestazioni i sit-in, le campagne d’informazione che cercammo di fare all’epoca. Poi….. i DS, (Democratici di Sinistra), allora la ex compagneria si chiamava così, passarono a promettere mari e monti, posti di lavoro, attenzione all’ambiente dove venivano fatti i lavori, molti si convinsero dietro anche qualche denaro elargito qua e là. Così i lavori vennero fatti, e ovviamente senza rispetto alcuno, nella peggio maniera, “bisognava correre” scadevano i contratti di appalto, le penali, e tutto il giro miliardario che c’era dietro…..

A distanza di anni, tutti i mugellani hanno potuto toccare con mano lo scempio che è stato fatto di quelle valli, i posti di lavoro promessi furono pochi, e a tempo determinato e malpagati, il Mugello ora da anni ospita la TAV, eppure dopo il Casentino, pur essendo il Mugello sia vicino a Firenze che in direzione di Bologna, è la zona della Toscana peggio servita dai treni. I mari e i monti li hanno dati sì, nel senso che dove c’erano valli hanno creato colline con la terra di risulta e dove c’erano i corsi d’acqua adesso in molti posti non scorra più nulla. C’è una frazione che si chiama Campomigliaio dove ci sono stati tantissimi casi di malati di cancro, in una precisa striscia di terre, si è scoperto poi in seguito, che in quella precisa zona sono state sotterrate moltissime terre di risulta, più di qualcuno sostiene che insieme alle terre di risulta (non trattate e quindi inquinate), ci siano state seppellite anche altri tipi di scarti ben peggiori delle terre degli scavi dell’opera, e che siano queste la causa del numero molto alto di tumori.
Anni dopo ( a danno già avvenuto come spesso accade in Italia) si indagò proprio sulle modalità di quei lavori, sui danni sul giro di soldi che c’era dietro, sulle mazzette che volavano che sembravano frittelle alla sagra paesana. Qualcuno fu inquisito, qualcuno condannato (purtroppo non a ripristinare il danno arrecato), ma ormai cosa fatta capo A.
Aggiungo un ultimo dato: lavori della TAV Torino Lione sono di entità 12-15 volte maggiori di quelli realizzati allora nel Mugello…

 

I GUELFI E I GHIBELLINI

E’ stato facile, come sempre succede in questo bellissimo e dannato paese, dividere la popolazione in due fazioni avverse, con confini netti e precisi, erigendo mura di pregiudizi d’incomunicazione, e spesso di falsità come si fa sempre, tutto per dividere in due nette fazioni come accade sempre e accadeva in questo paese dai tempi di Guelfi e Ghibellini e poi dopo Guelfi di parte bianca e Guelfi di parte nera, e giù mazzate e botte da orbi… senza confronto, così come è stato per decine e decine di altre cose importanti che impattano sulle nostre vite, creare due fazioni distinte, senza dialogo, senza confronto, perché si sa…. quando c’è il dialogo e il confronto, quando la gente si parla e comunica e si scambiano dati, informazioni, esperienze, opinioni, poi diventa molto più difficile per coloro che prosperano approfittando della confusione, del non dialogo, della mancanza d’informazione, dell’ignoranza, delle falsità, del mettere gente contro gente che si grida addosso; perché poi così, invece, è molto facile…. per chi guadagna, per chi lucra, per gli ammazzapopolo senza reale colore nè parte, per loro è molto facile così continuare a guadagnare più di prima, senza dare niente in cambio. Finite le sceneggiate in campo agli occhi del pubblico che paga sempre a carissimo prezzo, poi, nel dopo partita, si va a mangiare insieme, e giù pacche sulle spalle e brindisi, perché è così si sa, che si fanno sempre buoni affari, con la gente divisa che non si parla e che si grida addosso, identificandosi a turno in una bandiera quando rossa, quando bianca, quando gialla, oppure quando verde o nera. Ma così il finale è sempre lo stesso, come accadeva nel medioevo d’altronde, il ricco signore vince e domina, mentre la plebe, il volgo, si accapiglia, subisce e paga a carissimo prezzo ogni cosa.

Si è parlato di TAV, però si potrebbe prendere qualsiasi altra questione che sia importante, e d’interesse a vantaggio o a danno comune. Lo schema, il modo e il risultato non cambierebbero.

Ho paura…. ho paura che finché non si esca da questa logica, finché non s’impari come popolo a non dividerci, e a non prenderci a mazzate, piuttosto invece che imparare ad accordarsi, a fare forza unita e fronte compatto su cose che sono d’interesse comune,  oppure, a danno di tutti, che impattano realmente e praticamente in meglio o in peggio nella nostra quotidiana vita; ho paura si vada ben poco lontano. Continuando così al massimo potremmo vestirci a turno da Guelfi oppure da Ghibellini, alzare alta ognuno la sua bandiera, ( che non è manco nostra ma quella creata dal Signore di turno) e giù di nuovo pronti a darci mazzate come avveniva un tempo d’altronde, e farci dominare dal “Signore”, il “Papa” o  “l’Imperatore” di turno.

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Economia, Europa, Politica
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