Salvini vieta l’ingresso nelle acque italiane alla Sea-Watch. “Non li riporteremo mai in Libia” risponde l’Ong tedesca

15.06.2019 - Redazione Italia

Salvini vieta l’ingresso nelle acque italiane alla Sea-Watch. “Non li riporteremo mai in Libia” risponde l’Ong tedesca
(Foto di twitter)

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha firmato un divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque italiane nei confronti della nave Sea-Watch 3, una misura prevista dal nuovo decreto sicurezza “per motivi di ordine e sicurezza”.  Il divieto dev’essere però convalidato dai Ministri della Difesa e dei Trasporti, che non l’hanno ancora fatto.

Pronta la replica della portavoce di Sea-Watch Giorgia Linardi: “Uno dei naufraghi ci ha raccontato di essere stato costretto a seppellire cadaveri per preparare il centro di detenzione alla visita di operatori esterni. Questa è la Libia, il paese in cui ci viene indicato di portare le persone soccorse: non lo faremo mai. La Libia non è riconosciuta come porto sicuro a livello internazionale” prosegue su twitter la portavoce di Sea-Watch, ricordando che riportarvi i naufraghi rappresenterebbe  un respingimento collettivo, crimine per cui l’Italia è già stata condannata.

Mediterranean Hope – il Programma rifugiati e migranti della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia – esprime la sua solidarietà a Sea-Watch in un comunicato del suo coordinatore Paolo Naso. “Condividiamo la scelta di Sea Watch di non riportare in Libia i migranti soccorsi e salvati  nel Mediterraneo per la semplice ragione che in Libia non c’è alcun porto sicuro. Lo attesta l’Alto Commissariato per i rifugiati dell’ONU e lo confermano le cicatrici sui testimoni che arrivano a raccontarci l’inferno libico. Le persone che abbiamo incontrato e accolto in questi anni  – continua Naso –  descrivono un paese in cui si pratica sistematicamente la tortura, un paese in guerra, costellato di centri di raccolta e detenzione in cui sono negati fondamentali diritti umani.

Intanto il Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma ha annunciato di aver predisposto un controllo medico per assistere i naufraghi. L’incontro dovrebbe avvenire nelle acque internazionali di fronte a Lampedusa.

In seguito alla visita medica, il Ministero dell’Interno ha autorizzato lo sbarco di dieci persone: si tratta di tre bambini piccoli, tre donne, di cui due incinte, due uomini in precarie condizioni di salute e due accompagnatori. Restano a bordo della Sea-Watch, senza previsione di sbarco, 4 minori non accompagnati (di cui uno di 12 anni), altre sei donne e 33 uomini.

 

Categorie: Africa, Europa, Migranti, Politica
Tags: , , ,

Newsletter

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.

 

Solidarietà ai tempi del Coronavirus

Documentario: L'inizio della fine delle armi nucleari

Documentario: RBUI, il nostro diritto di vivere

Mobilitiamoci per Assange!

Chiudiamo le pagine di chi spegne i sorrisi

App Pressenza

App Pressenza

Milagro Sala

Canale di youtube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.