Palazzo Chigi chiude la porta ai rom. Consegnata in strada la richiesta all’Europa

06.06.2019 - Roma - Redazione Italia

Palazzo Chigi chiude la porta ai rom. Consegnata in strada la richiesta all’Europa
(Foto di Associazione Nazione Rom)

Ieri mattina, 5 Giugno alle ore 10.00, si è svolta una riunione convocata da Palazzo Chigi nella “sala monumentale”: presenti la Commissione Europea ed UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – Presidenza Consiglio dei Ministri: porte chiuse per Marcello Zuinisi legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom (ANR) che aveva richiesto di partecipare all’incontro. Il Governo non ha dato alcuna evidenza pubblica all’evento. Sotto il prestigioso palazzo erano presenti anche le telecamere di Rai 2 programma “povera italia” a cui non è stato consentito l’ingresso.

Szabolcs Schimdt, Direttore Generale della Commissione Europea Giustizia, presente all’incontro, era arrivato a Roma il 4 giugno 2019 e si è recato, accompagnato dai rappresentanti di UNAR e Roma Capitale, nei campi di Barbuta e Castel Romano dove ha incontrato i delegati del Consiglio Nazionale Rom, Sinti Caminanti (RSC) Odiseo Cizmic, Alija e Sabaheta Hamidovic.

Da anni denunciamo condizioni di vita inumane: Szabolcs Schimdt ha potuto constatarle con i propri occhi. Sulla vicenda ANR ha presentato una interrogazione parlamentare con la quale è stato evidenziato, come da giugno 2017, a Castel Romano, fossero conclamati 70 casi di scabbia, leptospirosi, epatiti, leucemie, 63 persone morte negli ultimi 5 anni, mancanza di acqua potabile, impianti fognari letteralmente esplosi. https://www.youtube.com/watch?v=URIrpEFJCSQ

Nonostante i finanziamenti la vita nei campi è rimasta drammatica. Con l’interrogazione parlamentare è iniziata ad emergere la verità. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato gli atti che contenevano documenti trasmessa da Maria Elena Boschi Sottosegretario di Stato e responsabile UNAR e dal Direttore del Ministero del Lavoro Raffaele Tangorra, Autorità di Gestione del PON inclusione. L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ha ricevuto 14 milioni e 400.000 euro per garantire prevenzione sanitaria nei campi, ma ad oggi, non è arrivata una sola aspirina. Con i fondi, forniti a Governo e Città Metropolitane dovevano essere messi in piedi progetti di inclusione scolastica per gli studenti RSC che abitavano nel Camping River, Salone, Castel Romano. Nessun bambino ha visto realizzarsi un solo progetto. Non solo, i bambini del River vennero violentemente sgomberati il 26 luglio 2018 e messi sulla strada insieme ai genitori.

Motivo dell’incontro di ieri, il concreto utilizzo dei Fondi Strutturali Europei (FSE) concessi all’Italia per il 2014 – 2020 per un totale di 32 miliardi di euro: il 20% è destinato all’inclusione sociale di RSC, senza fissa dimora, vittime di tratta e schiavitù, minori stranieri non accompagnati, detenuti ed ex detenuti e lotta alla povertà. Sul sito della Commissione Europea appaiano chiaramente i finanziamenti erogati e le istituzioni responsabili del loro utilizzo. I programmi nazionali si chiamano PON Inclusione (1.250.000.000 euro), PON Metro (894.000.000 euro), quelli regionali FSE, FESR, FEASR. Il totale destinato al sociale equivale a 7 miliardi di euro. https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/combatting-discrimination/roma-and-eu/roma-integration-eu-country/roma-integration-italy_en

Alle 13.00, nella Sala Monumentale, sono stati convocati anche i rappresentanti della Platform, il Forum Nazionale dei RSC istituito da UNAR, un organismo previsto dalla “governance” della Strategia Nazionale di Inclusione,. Era stata ANR a richiederlo nell’aprile 2016, durante un incontro con Giorgio Martini, Autorità di Gestione PON Metro 2014 – 2020.

Nel maggio 2017 Il Governo aprì le procedure di coinvolgimento chiedendo la sottoscrizione di un contratto redatto in aperta violazione di sentenze del Consiglio di Stato, del Codice degli Appalti ANAC e dei regolamenti Europei. All’articolo 5 si legge: “il presente avviso e le manifestazioni ricevute non comportano per UNAR alcun obbligo nei confronti dei soggetti interessati, ne alcun diritto a qualsivoglia prestazione ed impegno da parte dell’UNAR che si riserva altresì di sospendere, revocare, modificare o annullare la presente manifestazione di interesse.”

ANR, dal giugno 2017, ha chiesto ripetutamente a Governo ed UNAR di modificare questo contratto senza ottenere alcuna risposta. La nostra richiesta, portata anche agli uffici dell’ANAC era la modifica sostanziale dell’articolo 5: “il presente avviso e le manifestazioni ricevute comportano per UNAR obbligo nei confronti dei soggetti interessati ed il preciso impegno di nominare in concerto con il Forum Nazionale dei Rom Sinti Caminanti i delegati all’interno dei Comitato di Sorveglianza, istituiti ai sensi del regolamento europeo 1303/2013, relativamente al PON Inclusione 2014 – 2020 e PON Metro 2014 – 2020”.

Successivamente ANR ha denunciato alla Procura della Repubblica ed ANAC un’altra truffa promossa dal Sottosegretario di Stato Boschi, all’interno della Platform per RSC: un bando per la formazione di pseudo tavoli con regioni e comuni che in realtà non decidono niente niente. Per sostenere questo organismo UNAR ha assegnato uno stanziamento di 475.000 euro affidato ad un consorzio ATI costituito da Associazione 21 Luglio di Carlo Stasolla, Fondazione Romanì di Nazzareno Guarnieri ed una cooperativa pugliese. Anche qui, il denaro è sparito Rom Sinti Caminanti continuano ad essere sgomberati in tutta Italia.

Da due anni ANR ha portato in tribunale Governo, Regioni e Comuni di truffa ai danni di RSC: le denunce sono ora nelle mani del Giudice Maria Clementina Forleo. Il prossimo 12 novembre 2019 si dovrà decidere del rinvio a giudizio degli amministratori pubblici Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Sindaco Virginia Raggi, Ministro Matteo Salvini ed associazioni corrotte.

Ieri le porte di Palazzo Chigi sono rimaste chiuse a chi denuncia la verità dei fatti: Marcello Zuinisi ha atteso per 7 ore in strada davanti agli uffici governativi di UNAR. Verso le 17.00, Szabolcs Schimdt Direttore Generale della Commissione Europea Giustizia è uscito dalla porta. In strada, davanti ad un rivenditore di gadget e souvenir per turisti gli è stata consegnato un “dossier” provante le accuse contro i rappresentanti delle istituzioni italiane.

Szabolcs Schimdt ci ha assicurato che esaminerà attentamente i documenti e li farà tradurre. Bruxelles ha da tempo aperto una procedura di “pre-infrazione” contro la Regione Lazio relativamente a discriminazioni che impediscono l’accesso alla casa a RSC. La nostra richiesta è quella di passare ora alla fase di “infrazione” con blocco dei fondi strutturali europei. Le leggi italiane ed europee devono essere rispettate, le illegalità arrestate. E’ questa la strada da percorrere per sconfiggere razzismo e corruzione ed arrivare alla piena inclusione sociale degli ultimi.

ufficio stampa e comunicazione

Associazione Nazione Rom

Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani, Diversità, Europa
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