Terza condanna per la Bayer per i danni da RoundUp: il titolo crolla in Borsa

16.05.2019 - Il Cambiamento

Terza condanna per la Bayer per i danni da RoundUp: il titolo crolla in Borsa

Tonfo di Bayer alla Borsa di Francoforte dopo che il colosso della chimica ha incassato una nuova sconfitta, la terza consecutiva, negli Stati Uniti, per il diserbante Roundup. Una giuria di Oakland, in California, ha condannato il gruppo tedesco a pagare oltre 2 miliardi di dollari a una coppia che ha usato Roundup per oltre 30 anni e ha contratto il cancro.

I legali della coppia che ha sporto denuncia, Alva e Alberta Pilliod, avevano chiesto 55 milioni di dollari di risarcimenti (18 per Ava e 37 per Alberta) e un miliardo di dollari di ulteriori danni. La giuria, alla fine, si e’ spinta anche oltre: ha punito la società con una sanzione complessiva da 2,055 miliardi. Ha trovato che il Roundup e’ stato un “fattore significativo” nella malattia dei coniugi, un linfoma non-Hodgkin diagnosticato tra il 2011 e il 2015. E che il prodotto è “difettoso” e la societa’ non ha adeguatamente avvertito i consumatori dei rischi, agendo in modo negligente. I coniugi Pilliod, entrambi ultra-settantenni, avevano usato il Roundup per 35 anni nella loro proprieta’ nei pressi di San Francisco.

Intanto il titolo di Bayer, che era arrivato a perdere fino al 7,4% in avvio di seduta, è affondato del 6,3% a 53,3 euro, il minimo da sette anni.

Il segnale inviato dalla nuova condanna appare chiaro: la cifra scelta dai giurati (ma che la Corte potrebbe ridurre) è l’ottava di sempre nella classifica dell’esito di denunce simili contro prodotti ritenuti pericolosi. E i rischi per la casa farmaceutica aumentano caso dopo caso, con potenzialmente davanti altri 13.400 ricorsi legali in attesa di arrivare in aula da una costa all’altra degli Stat Uniti.

Bayer si è trovata alle prese con il Roundup dopo l’acquisizione da 63 miliardi di dollari del colosso agrochimico e biotech statunitense Monsanto avvenuta lo scorso giugno. Già due precedenti cause in California sono terminate con verdetti di responsabilita’ per danni rispettivamente da 78,5 milioni di dollari – lo scorso agosto, ridotto da un’iniziale condanna a pagare 289 milioni – e da 80 milioni in marzo. Il gruppo ha presentato appello in tutte le vicende.

La multinazionale, proprio in questo periodo, deve anche fare i conti con una rivolta interna degli azionisti per le ripercussioni della fusione con Monsanto. A fine aprile durante l’assemblea annuale sono fioccate critiche aperte ai vertici, con il 55% dei soci che ha rifiutato di approvare le azioni del management negli ultimi dodici mesi. Gli appelli a patteggiare per risolvere la rete di migliaia di ricorsi legali per danni si sono moltiplicati.

Il prossimo caso a finire in un’aula di tribunale sarà, in agosto, il primo fuori dalla California. Le udienza si terranno a St. Louis in Missouri, ex quartier generale di Monsanto e ora sede dell’attivita’ nelle sementi di Bayern. L’appello del primo caso perso da Bayer, portato da giardiniere Dewayne Johnson, dovrebbe inoltre cominciare entro fine anno.

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Economia, Nord America
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