No’hma Folk Sounds 2019, Festival di musica popolare Italia e Mediterraneo

30.04.2019 - Milano - Redazione Italia

No’hma Folk Sounds 2019, Festival di musica popolare Italia e Mediterraneo

11 e 12 maggio 2019 dalle 18 alle 22

Spazio Teatro No’Hma, Via Orcagna2, Milano 

No’hma mette in scena una maratona dedicata alle voci del Mare Nostrum.

Un Festival ideato da Livia Pomodoro e Charlie Owens per raccontare gli intrecci, le contaminazioni e gli incontri musicali tra le sponde del Mediterraneo.

L’Italia, dall’estremo Nord al profondo Sud, avvolta dalle acque che generano la vita del Mare nostrum, luogo di scambio e di appartenenza, crocevia di popoli e fertile bacino culturale, luogo d’incontro e ponte ideale tra popoli e culture di Europa e Africa

“No’hma Folk Sounds 2019” è un’incursione nell’anima e nelle radici della musica popolare tra Lombardia, Emilia Romagna, Salento, Sicilia, Grecia e Algeria.

Antichi strumenti, cori, canti, ritmi e melodie.  Memorie che si fanno parola e suono in un viaggio che punta dritto al cuore.

Programma/ 11 maggio

El Baghèt (Italia – Lombardia)

Luciano Carminati porta il pubblico di No’hma alla scoperta del Baghèt, uno dei più antichi strumenti della tradizione lombarda, presente nelle valli bergamasche e bresciane sin dal XIII secolo.

Audite Nova (Italia – Lombardia)

Arriva da Voghera Audite Nova, gruppo corale e punto di incontro di diverse esperienze espressive. Il canto gregoriano, la polifonia medievale e rinascimentale non sono più momenti di mera fruizione estetica o edonistica, ma un’esperienza unica, concreta e coinvolgente.

I violini di Santa Vittoria (Italia – Lombardia)

Dalle campagne reggiane valzer, polche, mazurche, tanghi e onestep, composti tra anni Venti e Trenta del ‘900, testimoniano il gusto di un’epoca: i Violini di Santa Vittoria, gli ultimi eredi del violinista Arnaldo Bagnoli, omaggiano la memoria di una terra, intesa non solo come spazio fisico, ma anche come parte irrinunciabile della cultura italiana. Feste, lotta e lavoro dei campi si intrecciano agli alfabeti amorosi dei braccianti: la musica diventa speranza e gioia di vivere.

Mesogaia (Grecia)

Un viaggio musicale e coreutico attraverso le musiche e le danze dei greci, un popolo che ha cambiato il mondo e che, a sua volta, è stato trasformato dagli incontri: orientali e occidentali, musulmani, ebrei, cristiani, albanesi, slavi, turchi e arabi hanno plasmato l’essenza greca, l’anthropos, colui che esiste interagendo, comunicando e accogliendo. 

Il quartetto vocale di Giovanna Marini (Italia – Roma)

Giovanna Marini è etnomusicologa, musicista e una delle più straordinarie protagoniste della cultura popolare italiana: vicina a personalità come Pasolini e Calvino, dopo l’esperienza del “Nuovo Canzoniere Italiano” e la nascita della Scuola Popolare di Testaccio, fonda nel 1976 il Quartetto Vocale. La sua performance è un’occasione rara per riscoprire madrigali e cantate secolari, scritte in partitura ed eseguite come se fossero pezzi di tradizione orale.

Programma/ 12 maggio

Raffaele Nobile Ensemble (Italia – Lombardia)

Raffaele Nobile, cantastorie che difende la memoria della tradizione popolare “armato” di violino, fa rivivere sul palco musiche e danze celtiche, padane e provenzali accompagnato dalla fisarmonica. Storie narrate, cantate e suonate, tra Italia ed Europa: un’occasione per riscoprire e valorizzare un patrimonio culturale radicato nella comunità e, allo stesso tempo, gettare uno sguardo al futuro riflettere sul senso della memoria.

Radicanto (Italia – Puglia)

Il gruppo salentino propone un viaggio attraverso i suoni e i canti popolari della Puglia, tra pizziche, tarantelle, nenie e canti d’amore. Una performance musicale energica e vivace conduce il pubblico alla scoperta della sua musica del Mediterraneo con i suoi confini liquidi e il melting pot di culture, collante naturale tra culture apparentemente distanti. Un itinerario nella memoria non scritta, attraverso la storia non ufficiale che tanto ha da insegnare sul futuro.

Jazira (Algeria)

Un ensemble che è come un’isola circondata da mari cangianti, ma sempre in contatto l’uno con l’altro. Jazira, sei musicisti e una danzatrice del ventre, mescola memoria antica e immaginazione creativa, ritmi e musica arabe, come il raï, genere musicale nato tra Algeria e Marocco, le melodie berbere i ritmi della musica gnawa, un genere tradizionale che affonda le sue radici nell’Africa subsahariana, per poi incorporando canzoni e ritmi marocchini, africani e islamici.

Antonio Smiriglia “InKantu” (Italia – Sicilia)

Mandolini, zampogne, ottavini, tamburi a cornice, Cajon, Bouzuki e Friscalettu: dalla Sicilia una ricerca tra testimonianze di cultori, ricercatori, etnomusicologi e artigiani, personaggi da retrobottega che, nei saloni dei barbieri o nelle osterie, deliziavano gli ascoltatori con le loro “cantate”, le “stornellate” e “Le Serenate”, reinterpretando le tradizioni orali un tempo affidate a cantori e cuntisti.

No’hma, un teatro di tutti e per tutti

Spazio No’hma è stato fondato da Teresa Pomodoro, attrice, regista e drammaturga. Dal 2008, anno della sua scomparsa, è diretto da Livia Pomodoro, che, ispirandosi ai princìpi e alla “poetica” della sorella, ha rilanciato lo spazio, conferendogli un respiro internazionale.

È un unicum nel panorama italiano e mondiale: è un teatro per tutti, a ingresso gratuito, indipendente, di frontiera, aperto a tematiche escluse dalla cultura di tradizione e al nuovo che matura in Italia e nel mondo.

Categorie: Africa, Comunicati Stampa, Cultura e Media, Europa
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