Verso una comune umanità (2)

29.01.2019 - Paolo Merlo - Unimondo

Verso una comune umanità (2)
Una veduta del Monastero del Bene Comune

Continuiamo e terminiamo l’approfondimento sul Convegno di Sezano con le ultime sei relazioni. Si tratta ovviamente di spunti su cui riflettere. Sono stimoli per incamminarsi o proseguire su una strada probabilmente lunga ma l’unica percorribile per immaginare – e realizzare – un mondo più umano.

  1. “L’Acqua Bene Comune”– Anibal Faccendini (Rosario, Argentina)

– Occorre denunciare con la massima urgenza la pedagogia della disumanizzazione, che si sta creando come fosse un fatto naturale. I giovani vedono la povertà, le guerre e le speculazioni economiche come fatti naturali.

– E’ altrettanto urgente un ritorno alla natura ed alle sue leggi, per riportarci alla vita ed ai suoi veri valori e distruggere la crescente convinzione che non ci sono alternative.

– Rilanciare le responsabilità di essere al servizio della vita, delle politiche della vita e dell’Umanità in costruzione.

– Fare dell’acqua il paradigma della vita, denunciandone la monetizzazione e la crescente scarsità, che solo una politica sociale ed egualitaria può controllare.

  1. “Disarmo finanziario”– Joao Caraça (Lisbona, Portogallo)

– La finanza è la causa del disastro attuale, avendo cessato la sua funzione storica di lubrificante del sistema produttivo, diventando una forza autoreferente, incontrollata, ispirata unicamente al principio utilitarista.

– Urge demonetizzare la vita, portare il concetto dei Beni Comuni come intoccabili, e rifare dell’Uomo il soggetto primario della società.

– Riportare le banche sotto la politica, e procedere ad una serie di misure rivolte a mettere fuori legge i “paradisi fiscali” e i prodotti “derivati”, riportando le società finanziarie sotto i principi della trasparenza, reinventando l’autorità dei poteri pubblici su denaro e finanza, ecc.

– Rendere il sistema finanziario cooperativo, eliminando l’attuale sistema speculativo.

  1. “Democrazia senza Confini”– E’ la presentazione della Campagna per una Assemblea Parlamentare delle Nazioni Unite.

– Il proposito è quello di introdurre un’Assemblea rappresentativa dei cittadini, parallelo a quello intergovernativo che attualmente forma l’Assemblea Generale. Agirebbe come sistema di vigilanza indipendente, come il Parlamento Europeo e quello Pan-Africano.

  1. “La Terra Madre: filosofia essenziale per una fratellanza universale”– Jean Wauquier (Lione, Francia)

– Il concetto millenario di “Terra Madre” rimette la relazione dell’Uomo e della Terra come relazione di filiazione diretta, che elimina le interpolazioni del sistema, svincolando l’Uomo dalla Madre Terra per trasformarlo in consumatore ed oggetto di mercificazione.

– Questo processo porta a ridefinire il soggetto dell’identità, che si perde nella omogeneizzazione del mercato, nel passaggio da contadino a cittadino e da cittadino a consumatore…

– La nozione di Terra Madre porta al dialogo dei suoi figli di tutte le culture ed al ripudio della visione antropocentrica che sta spingendo il pianeta oltre i suoi limiti.

  1. CooperazioneONGe costruzione dell’Umanità”– Guido Barbera (CIPSI, Italia)

– Il mondo delle ONG è una nebulosa dove spesso le risorse fornite dalla cooperazione internazionale hanno avuto il sopravvento sulle reali necessità dei ricettori di progetti, creando anche competizioni assurde, come quella su un progetto per i bambini denutriti del Togo contro quelli del Benin.

– E’ giunto il momento di liberarsi dall’ansia del fare, per recuperare i valori della convivenza e della polis.

– Occorre superare la logica del rapporto Progetto-finanziamento, per creare dei rapporti di chiaro partenariato sociale, e spingere per un autofinanziamento popolare, con trasparenza, e promuovendo l’incontro tra le culture.

  1. “Ineguaglianza ed esclusione sociale”– Luis Rena e Jonathan Felix (Betim, Minas Geraia, Brasile)

– La situazione attuale del Brasile apre prospettive di profonda ineguaglianza sociale, di distruzione delle foreste e di riduzione dei diritti umani.

– Occorre creare una coscienza dei profondi cambiamenti in atto, per ottenere una solidarietà internazionale che riduca gli squilibri previsti.

– Il cammino che si apre colpirà soprattutto i più deboli, i poveri, le comunità indigene.

– E’ necessaria una azione nazionale ed internazionale per fermare il ritorno all’autoritarismo, allo sfruttamento ed alla crisi di valori etici ed umani.

 

 

 

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Economia, Internazionale
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