Eni si ferma: niente trivelle a Carpignano Sesia

07.01.2019 - Redazione Italia

Eni si ferma: niente trivelle a Carpignano Sesia
(Foto di Salviamo il Paesaggio)

E’ dal 2012 che i cittadini del piccolo comune novarese di Carpignano Sesia e dei paesi limitrofi lottano contro un progetto dell’ENI teso all’apertura di un “pozzo esplorativo” per valutare la possibilità di estrarre petrolio “locale“, ipotizzato disponibile ad una profondità di meno 4.000 metri all’interno di un’area agricola di quasi 30mila metri quadrati a un paio di chilometri dal centro storico e dalle sponde del fiume Sesia.

Nel 2012, infatti, ENI aveva presentato il suo progetto di ricerca ed esplorazione per poi ritirarlo l’anno successivo e sostituirlo alla fine del 2014; questa volta tutti i documenti risultavano formalmente – a detta dell’azienda – in ordine, tanto che al ministero dell’Ambiente fu depositata una nuova istanza di Valutazione d’Impatto Ambientale legata al Permesso di ricerca Carisio.

Da quel momento gli sforzi del Comitato DNT (Difesa nostro territorio, http://www.comitatodnt.it) e delle amministrazioni locali hanno sollevato una serie di criticità e ingaggiato una strenua lotta a tutela del paesaggio, del territorio e del suolo che ha progressivamente spento gli “ardori” di ENI verso un progetto inizialmente stimato nella potenzialità di 80 milioni di barili di “oro nero“: una previsione davvero strabiliante, pari a poco meno di due mesi dell’intero fabbisogno italiano, per un valore economico superiore a 4 miliardi di euro.

Già all’inizio dello scorso anno, dopo infinite battaglie tra popolazione locale e il colosso energetico italiano, Eni sorprese tutti annunciando un nuovo piano industriale e la decisione di cedere le quote maggioritarie del permesso di ricerca petrolifero Carisio senza metterle materialmente sul mercato.
E lunedì 26 novembre scorso il Comune di Carpignano Sesia ha finalmente ricevuto una comunicazione ufficiale anche del Mise, che conferma le decisioni già annunciate da Eni di «rinunciare volontariamente alla quota di titolarità del 52,5% e alla rappresentanza unica del permesso di ricerca dal maggio 2018». In parole semplici, si tratta del ritiro dal progetto di trivellazione del pozzo petrolifero esplorativo.

Fine della storia? Parrebbe di sì. Ma il condizionale, per prudenza, è meglio mantenerlo …

Articolo di Salviamo il Paesaggio

Categorie: Comunicati Stampa, Ecologia ed Ambiente, Europa
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