L’Internazionale socialista invita al boicottaggio, disinvestimenti e sanzioni e chiede embargo militare verso Israele

05.07.2018 - BDSItalia

L’Internazionale socialista invita al boicottaggio, disinvestimenti e sanzioni e chiede embargo militare verso Israele
(Foto di Vento di terra)

L’unione, che associa in tutto 140 partiti politici, compreso il Partito Socialista Italiano, chiede di attivare campagne per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) nei confronti dell’occupazione e dell’Apartheid di Israele

Il Consiglio dell’Internazionale socialista ha invitato i governi e la società civile di impegnarsi in campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) “finché Israele continua la sua politica di occupazione e di apartheid contro il popolo palestinese”. (in spagnolo e francese)

Nella dichiarazione adottata dal Consiglio, tenutasi alle Nazioni Unite a Ginevra dal 26 al 27 giugno, l’Internazionale Socialista chiede inoltre “un embargo totale su tutte le forme di commercio e cooperazione militare” con Israele.

L’Internazionale Socialista raggruppa 140 partiti politici, compresi il Partito Socialista Italiano e 35 partiti al governo, tra cui in Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Sudafrica e Argentina. È il più significativo appello per sanzioni nei confronti di Israele da quando è stato lanciato il movimento BDS dalla società civile palestinese nel 2005.

Già al Consiglio del 2016, l’Internazionale Socialista aveva riconosciuto che “il movimento nonviolento BDS esercita pressione sull’occupazione israeliana”.

L’Internazionale Socialista esprime inoltre solidarietà con le forze progressiste israeliane e palestinesi, “tra cui i difensori dei diritti umani e le organizzazioni della società civile che sono state vittime di una feroce campagna del governo israeliano”. Condanna con fermezza “l’approvazione da parte di Israele delle leggi razziste, inclusa la legge sulla cittadinanza”, ed ha espresso la sua solidarietà con i cittadini palestinesi di Israele che “continuano a vivere sotto un sistema di discriminazione istituzionalizzata”.

La dichiarazione dell’Internazionale Socialista arriva mentre le ruspe israeliane giungono alla località beduina di Khan al-Ahmar in Cisgiordania, dove Israele minaccia la demolizione del villaggio, compresa la “scuola di gomme” costruita dall’Ong Vento di Terra e finanziata anche dall’Agenzia Italiana per lo Sviluppo e la Cooperazione. La demolizione e il trasferimento forzato dei suoi abitanti per far spazio all’espansione delle colonie illegali limitrofe sono stati denunciati come “crimine di guerra” da parte di Amnesty International e condannati dall’ONU e dall’Unione europea.

BDS Italia si congratula con l’Internazionale Socialista e con il Partito Socialista Italiano per il riconoscimento dei diritti di tutta la popolazione palestinese e, in particolare, per l’appello a misure concrete perché Israele si prenda le responsabilità del suo decennale regime di occupazione militare e apartheid. Chiediamo al PSI di impegnarsi per l’interruzione del commercio e della cooperazione militare tra l’Italia e Israele dopo la strage di oltre 130 manifestanti disarmati a Gaza in queste settimane, come già chiesta dai comuni di Bologna e Firenze.

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Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani, Medio Oriente
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