Alimentazione, ambiente e beni comuni: le speculazioni delle multinazionali contro l’interesse dei cittadini

01.02.2018 - Navdanya International Onlus - Redazione Italia

Alimentazione, ambiente e beni comuni: le speculazioni delle multinazionali contro l’interesse dei cittadini
(Foto di Navdanya International)

La strategia delle multinazionali per appropriarsi dei beni comuni è stata oggetto delle conferenze e dei dibattiti svoltisi a Firenze con Vandana Shiva nei giorni scorsi e organizzati da Navdanya International in collaborazione con partners locali.

Il 27 gennaio, Vandana Shiva ha parlato di “Responsabilità e Ambiente”, intervenendo nell’ambito del ciclo di incontri Sulla scia dei giorni, presso il Teatro Niccolini, ideato e promosso da Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze col Patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze, Università di Firenze e realizzato in collaborazione col Teatro Niccolini e con la Fondazione File.

Il 28 gennaio, presso il Cinema Odeon, si è svolta la Lectio Magistralis di Vandana Shiva sul tema “La Democrazia della Terra”, organizzato in collaborazione con Cinema Odeon Firenze Edizioni Le Piaggie, Terra Nuova e LEF Libreria Editrice Fiorentina. Si è parlato della necessità che i cittadini si sentano autorizzati a cambiare il sistema politico dominante e l’attuale modello economico basato sullo sfruttamento per unirsi e agire al fine di creare un sistema economie alimentari locali, in cui l’agricoltura biologica ed ecologica diventa il fondamento della rigenerazione del suolo, della biodiversità e della dignità umana.

Il 30 gennaio, nell’atrio del Palazzo Budini Gattai, si è tenuto l’incontro dal titolo Il profitto multinazionale avvelena il cibo, la terra, il Pianeta. Qual è l’alternativa?, organizzato in collaborazione con perUnaltracittà e Spazio Inkiostro. Tra i temi trattati, l’impatto della globalizzazione, che ha progressivamente ridotto i beni comuni, compresi i semi e il cibo, a merci in balia delle oscillazioni del mercato. Si è parlato anche del ruolo essenziale delle grandi multinazionali in questo processo e delle conseguenze che ricadono sistematicamente sulla vita dei cittadini e degli agricoltori e sull’ambiente. Nel corso degli ultimi decenni questo sistema economico ha permesso a un numero esiguo di miliardari e alle multinazionali che essi controllano di interferire nelle leggi nazionali a tutela dei diritti alla salute e a un ambiente sano, di smantellare la dignità del lavoro, di ostacolare i processi democratici. Vandana Shiva ha ricordato come nel 1999 i movimenti riunitisi a Seattle furono in grado di fermare i piani dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ma anche di come le multinazionali costantemente mettono in atto nuove strategie, quali i trattati di libero commercio e i monopoli generati dalle grandi fusioni, al fine di prendere il controllo delle risorse naturali, dei sistemi alimentari e dell’agricoltura e di invadere i mercati nazionali di prodotti importati che distruggono il tessuto delle economie locali.

Tra le regole “scritte dalle multinazionali” e imposte dall’Omc è stato dato risalto da Vandana Shiva alle norme relative ai diritti di proprietà intellettuale che hanno permesso i brevetti sulle forme di vita e favorito enormemente l’espansione delle aziende chimiche e sementiere nel campo dell’ingegneria genetica, provocando un aumento esponenziale di questi mercati e delle terre coltivate a monocoltura a livello globale.

Le conseguenze del modello agricolo industriale sono note. Si tratta di un sistema che sta distruggendo la biodiversità, il suolo, le risorse idriche, pur contribuendo a una minima parte del fabbisogno alimentare mondiale, cui ancora provvedono i piccoli agricoltori. Questi ultimi non vengono tutelati dal sistema attuale, che predilige agevolare la distribuzione di prodotti agricoli e alimentari a basso costo, nutrizionalmente vuoti e contenenti una vasta gamma di sostanze chimiche pericolose per la salute.

L’intervento della Dott. Patrizia Gentilini, di ISDE Associazione Medici per l’Ambiente, ha rilevato come la salute delle persone e quella dell’ambiente siano strettamente collegate e quanto questo principio non sia ancora stato totalmente assimilato dalla comunità medica e scientifica. Ciò che la Dottoressa ha riscontrato nel corso dell’esercizio della sua professione, è stato un aumento di casi di cancro in età sempre più giovane. I dati statistici sulla situazione italiana ci dicono che nell’arco della vita un uomo su due e una donna su tre sono destinati a ricevere una diagnosi di cancro. La presenza di una grande quantità di sostanze chimiche dannose nell’ambiente e nel cibo sono riconducibili anche a tutta una serie di malattie: disturbi metabolici, neurodegenerativi, infertilità. Sono soprattutto preoccupanti i danni al cervello in via di sviluppo e l’aumento di casi di bambini con ritardi cognitivi di vario tipo. Di fronte a questo scenario esistono carenze enormi a livello normativo e istituzionale, com’è accaduto nel procedimento di valutazione di rischio del glifosato, recentemente approvato in Europa per altri cinque anni, nonostante fossero note le interferenze e comportamenti discutibili se non criminali delle aziende produttrici.

In chiusura dei lavori, Roberto Budini Gattai, dell’associazione perUnaltracittà ha rilevato come fra i vari obiettivi delle multinazionali ci siano anche le città storiche italiane, e in particolare Firenze, considerate come ulteriori fonti di profitto. Le amministrazioni pubbliche, che individuano nell’attrazione di capitali la panacea di tutti i mali, stanno in realtà facendo gli interessi dei grandi speculatori senza tenere in conto i reali interessi dei cittadini: “Firenze occupa nella piattaforma del turismo mondiale un posto non trascurabile, tra le prime in Italia in “concorrenza” spietata nel libero mercato dell’industria turistica. La materia prima, in questa fase di aggressione finanziaria, è il centro storico dove si può estrarre il massimo della rendita attraverso l’accaparramento di consistenti e prestigiosi edifici pubblici e privati.

Con l’uso tutto ideologico della modernizzazione e del “più privato e meno Stato”, gli Amministratori, avendo predisposto un Piano Urbanistico ridotto a carnet, hanno indossato le vesti di agenti immobiliari da un lato e dall’altro quello di facilitatori di grandi opere che, progettate in funzione degli stessi obiettivi di rendita e trasferimento di denaro ai ricchi, sono estranee agli assetti urbanistici. Malprogettate per incrementare la spesa pubblica, dannose per gli insediamenti con cui interferiscono, inutili per la collettività, eccole: Il doppio tunnel e stazione A.V. di sottoattraversamento urbano, la fantasiosa nuova pista dell’aeroporto, lo spostamento del Mercato Generale per far posto a un nuovo stadio, un mega inceneritore, una mezza rete tramviaria tutta sbilanciata a ovest per favorire i futuri milioni di arrivi turistici al Centro Storico, per non dire della distruzione di risorse primarie come le aree ex ferroviarie a favore di consumi di lusso.  Ci sono molte analogie per unire le nostre forze e costruire un’altra città, un altro paesaggio sociale, un altro mondo possibile e necessario”.

Categorie: Europa, Opinioni, Salute
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