Si è svolta stamattina, dalle ore 12 alle ore 13, presso la Sala Nassirya del Senato (Palazzo Madama), la conferenza stampa di una coalizione di organizzazioni che costituiscono in Italia una parte attiva della rete intenzionale ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons). Viene lanciata in Italia l’iniziativa: SIAMO TUTTI PREMI NOBEL nel momento in cui, a Oslo, si svolge la quattro giorni in occasione della cerimonia di conferimento del Premio Nobel per la Pace 2017 alla Campagna. L’obiettivo è  allargare le adesioni alla rete internazionale, attualmente formata da oltre 450 organizzazioni in 101 Paesi, ricordando che tutti i gruppi possono aderire ad ICAN – ed invitiamo caldamente a farlo – compilando il seguente form;

http://www.icanw.org/become-partner/

Il Nobel è stato assegnato in riconoscimento del lavoro che ha portato, il 7 luglio 2017, alla Conferenza ONU di New York che ha adottato il Trattato di proibizione della armi nucleari (TPAN). 122 si, 1 no (Olanda), 1 astenuto ma Italia assente, con tutti i Paesi NATO (eccezion fatta, appunto, per l’Olanda).

 

Nella quattro giorni di celebrazione – dal 9 al 12 dicembre – che fanno da cornice alla Consegna del Nobel sono previste diverse importanti iniziative, organizzate da ICAN: ricordiamo, tra le altre, l’assemblea di tutti gli attivisti internazionali (sabato 9 dicembre); una fiaccolata celebrativa con interventi degli attivisti internazionali di ICAN (pomeriggio di domenica 10 dicembre); un seminario  che focalizza l’impatto negativo delle armi nucleari sui diritti umani presso la sede della Croce Rossa norvegese (oggi, lunedì 11 dicembre) e l’inaugurazione della mostra dedicata ad ICAN e al disarmo nucleare presso il Centro Nobel (dalle 12 di martedì 12 dicembre).

Antonia Sani Baraldi, presentando la conferenza, ha ricordato il “parlamentarian pledge” sottoscritto da oltre 240 deputati e senatori italiani: i legislatori di tutto il mondo si impegnano a rilanciare i contenuti del TPAN. L’auspicio è che, su sollecitazione dei Deputati e dei Senatori sensibilizzati, rifiutando i diktat del Consiglio Atlantico del 20 settembre scorso, anche il Governo italiano prenda in seria considerazione la possibilità di firmare e ratificare quanto prima il TPAN.

Per firmare on line la petizione sulla ratifica da parte dell’Italia: https://www.petizioni24.com/italiaripensacisulbandodellearminucleari.

Alfonso Navarra, portavoce dei Disarmisti Esigenti, ha partecipato direttamente alla Conferenza di New York e nella sua relazione ha sottolineato la centralità del concetto di neutralizzare il “rischio nucleare”, da far prevalere sulle considerazioni geopolitiche ma anche su quelle formali del lacunoso diritto internazionale vigente. “Siamo convinti – ha affermato Navarra- che il disarmo nucleare generale sia una assoluta necessità, un diritto dell’Umanità da esigere (Stéphane Hessel), perché consapevoli della verità della formula di Einstein: “O l’Umanità distruggerà gli armamenti, o gli armamenti distruggeranno l’Umanità”, sintetizzata dallo scrittore antimilitarista Carlo Cassola, di cui ricorre il 100enario della nascita, con: “Rischio nucleare=fine del mondo”. Su questa problematica del rischio esistenziale assoluto, costituito dal nucleare, abbiamo deciso di organizzare un incontro internazionale il 19 maggio 2018 a Milano, primo anniversario della scomparsa di Stanislav Petrov. L’eroe sovietico non va dimenticato: nel 1983 salvò il mondo dall’Apocalisse atomica sventando le conseguenze di un falso allarme – un attacco missilistico contro Mosca! – dovuto ad un errore dei computer di avvistamento”.

 

Giovanna Pagani, anche essa presente a New York e di ritorno dalla COP 23 di Bonn, è la coordinatrice della Carovana delle donne per il disarmo nucleare, dedicata a Rosa Genoni ed Alberto L’Abate: “L’iniziativa ha avuto un successo di mobilitazioni diffuse anche tra i giovani e chiede, nella sua conclusione, di incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Intendiamo prospettargli come il nuovo quadro giuridico internazionale che si va profilando con il TPAN (si stimano ancora 2 anni per la sua entrata in vigore alla 50esima ratifica) sia più omogeneo con lo spirito pacifista della Costituzione italiana. Essa, Costituzione, nella sua applicazione coerente, rifiuterebbe di poter ospitare, come oggi succede, testate nucleari sul territorio nazionale. Di qui il nostro impegno a coordinare tutti i siti nucleari – le basi di Ghedi ed Aviano, i depositi come Longare, gli 11 porti in cui attracca la VI Flotta USA, Cameri in cui si assemblano gli F-35 – per promuovere azioni di resistenza popolare comune”.

 

La conferenza stampa si è conclusa con gli interventi delle organizzazioni che sono membri italiani ICAN.

 

Fabrizio Truini (Pax Christi) ha invitato a scrivere una lettera di protesta alla RAI causa la sua “censura” alla notizia della consegna ad Oslo del Premio Nobel per la pace ad ICAN (ed il generale silenzio su tutta la problematica del rischio nucleare).

 

Sono intervenuti anche Manlio Giacanelli, Accademia Associazione Medicina per la prevenzione della guerra nucleare), e Patrick Boylan (Peacelink)

 

Ha concluso Ennio La Malfa,  di Accademia Kronos, con la proposta di coinvolgere nell’impegno per il disarmo nucleare tutte le associazioni che costituiscono la coalizione per la giustizia climatica.

 

E’ stato, infine, diffuso, da parte di Giuseppe Padovano, No Guerra NO NATO,  un comunicato comune con i Disarmisti esigenti, e WILPF Italia che costituirà anche la base per una richiesta di impegno coerente per i candidati nelle forze politiche che si presentano alle prossime elezioni politiche del 2018. L’impegno richiesto specifica che l’impegno a promuovere la firma e la ratifica, da parte del Governo italiano, del  TPAN comporta, per conseguenza logica, politica ed etica, la rimozione di tutto il dispositivo del nucleare militare dal territorio italiano e la fuoriuscita dalla condivisione nucleare NATO.

https://www.petizioni24.com/impegnodisarmistaparlamentari